Gli ispettori SIAE sono pubblici ufficiali? Rubrica

Chiedilo all'avvocato: la rubrica di Rockit in cui l'avvocato Simone Aliprandi risponde a dubbi su diritti d'autore e dintorniChiedilo all'avvocato: la rubrica di Rockit in cui l'avvocato Simone Aliprandi risponde a dubbi su diritti d'autore e dintorni
18/09/2013 di

UPDATE: Riceviamo da SIAE e pubblichiamo una precisazione riguardo questa puntata della rubrica "Chiedilo all'avvocato".

"Con riferimento alla risposta fornita dall’Avv. Aliprandi, SIAE ritiene necessario precisare che la giurisprudenza ha effettivamente riconosciuto agli Ispettori SIAE la qualifica di incaricato di pubblico servizio, equiparata sostanzialmente a quella di pubblico ufficiale. Viceversa non è pertinente il richiamo all’art. 57 del codice di procedura penale, in quanto giammai è stata riconosciuta dalla giurisprudenza l’attribuzione agli ispettori SIAE delle funzioni espressamente riservate alla Polizia Giudiziaria”

Avvocato Maurizio Mandel Direttore Divisione Affari Legali SIAE  

Per proporre le tue domande all'Avvocato Aliprandi, scrivi a aliprandi@rockit.it 
(leggi la descrizione della rubrica)

#26 Gli ispettori SIAE sono pubblici ufficiali? Quali sono i loro reali poteri?

RISPOSTA:
 La SIAE, pur nascendo come entità associativa di autotutela degli interessi economici degli autori, ha poi visto una trasformazione in ente pubblico e un progressivo ampliamento delle sue funzioni grazie ai vari interventi legislativi che le hanno attribuito veri e propri poteri di controllo e ispezione. Ne consegue che per giurisprudenza costante gli ispettori SIAE (indipendentemente che svolgano la loro attività in via subordinata o volontaria, retribuita o a titolo gratuito) debbano essere intesi come pubblici ufficiali, in quanto svolgono specifiche funzioni pubbliche (di carattere amministrativo e tributario), con redazione di verbali e atti certificativi autoritativi, ai sensi dell'art. 357 codice penale (norma che definisce il concetto di “pubblico ufficiale”). Non solo. Ai sensi dell'art. 57, comma 3, del codice di procedura penale, essi sono investiti anche della qualifica di “agenti di polizia giudiziaria”, dal momento che nello svolgimento della loro attività esercitano poteri di controllo e vigilanza di carattere amministrativo e tributario, con l'obbligo di riferire all'Autorità Giudiziaria fatti di rilevanza penale di cui dovessero venire a conoscenza.

Avv. Simone Aliprandi

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