C'è da ascoltare Lamakkina

Vengono da Roma, in un paio d'anni hanno pubblicato qualcosa come cento canzoni tra lo fi, elettronica e romanticismo storto e hanno già fatto in tempo a sciogliersi (per poi rimettersi insieme). La storia fin qua di uno dei collettivi più imprevedibili e prolifici dell'underground

Lamakkina a MI AMI - foto di Luca Secchi
Lamakkina a MI AMI - foto di Luca Secchi

Uno di quei nomi un po’ da smanettoni della scena urban underground italiana, calzano a pennello nelle playlist YouTube di qualche sabato finito in tragedia o di qualche lovestory particolarmente sofferta: iniziamo subito a parlare del collettivo LAMAKKINA. Elettronicamente parlando, spaccano. Nel senso che la loro direzione è tutta imbalsamata da un’elettronica abbastanza sperimentale, un po’ edgy, con tratti dell’estetica hyperpop ma con la forza disperata di un certo tipo di emo-post-punk, senza disdegnare continui richiami a un electro-pop casalingo con synth volutamente basilari e, per questo, assillanti. Inoltre, per nostra e vostra fortuna abbiamo avuto la possibilità di sul palco del MI AMI dove non hanno deluso.

LAMAKKINA è un gruppo romano composto da cinque membri con ruoli ben diversificati: ci troviamo Emilio Francis Scarpa, Emanuele Pantanella, Marco Casari, Virginia Casaula ed Eliano Rizal Vailoces (aka il produttore 6tt, cugino di Maximilian di cui abbiamo parlato qualche tempo fa che fa un po’ da +1 del gruppo, comparendo non di rado nella loro musica). Ci sarebbe tanto da commentare visti i svariati lavori come l’epswexy memories & sisters e LAMUSIKA, anche se il primo progetto realmente ambizioso arriva nel 2023 con LAMAKKINA77, insieme di ben 77 tracce: insomma una piccola odissea underground contemporanea. La quantità nei lavori del collettivo sembra essere un tratto distintivo visto che anche nell’ultimo disco, GENERAZIONE LENTA: ADDIO ALLE ARMI pubblicato a sorpresa - il gruppo aveva annunciato lo scioglimento qualche mese prima con un post su Instagram - il 1° gennaio 2026, troviamo quasi un paio d’ore di musica per 35 tracce.

Ma bando alle formalità discografiche, cosa contengono queste decine e decine di brani? Principalmente una sporca elettronica spesso inacidita dal retrogusto synth-pop. Un retrogusto volutamente scaduto, lo-fi si sarebbe detto qualche anno fa, a cui si aggiunge una voce tutt’altro che soave ma a suo modo dolcissima, effeminata. Insomma, loro direbbero “braccia rubate all’agricoltura” come si sente in Tempo Libero, loro direbbero che “l’amore o ti uccide o è una schifezza“. Mentre scrivo queste righe scopro che le sirene di un’ambulanza che passa sotto al mio balcone fanno da ottimo contraltare alle melodie del gruppo. 

Hit da recuperare assolutamente sono tracce come Musica Pistola Rmx, un concentrato electro che porta alle estreme conseguenze l’electro dance dei primi 2000, come l’onirica TVB, certo dipende quanto strani siano i vostri sogni, o come la marziale I, titolo che smentisce il ritornello che ricorre invece a un martellante “Tout le monde déteste Paris”:

“Sono le cinque di mattina, Parigi si sveglia/ Ubriaco ed elegante, anti-nazi but still sexy/ Fottutissimi skinheads vogliono farci la festa/ Per noi è festa tutti i giorni/ Vive la fête, love you Rebecca”

Certo siamo lontani dal romanticismo parigino, ma per esperienza personale ognuno vive la città dell’amore a modo suo… probabilmente nel disco troverete qualcosa che fa al caso vostro o nella situazioni disperata in cui vi siete da poco cacciati. Il tutto è ben più stralunato dell’Addio alle Armi di Hemingway.

Circa un mese fa si sono inoltre prodigati in un piccolo ep in un inglese maccheronico che rieccheggia quasi l’italo disco, ma dal suono glitchato, dall’improbabile e specifico titolo Music On or Still Perverted and Proud The Day the Flags Burned and Our Noses Went Red, giocando sul naso rosso da clown e forse su polverine da inalare. Forse. Ad ogni modo dentro ci troviamo un remix pazzerello di Hello di Martin Solveig e Dragonette, un tributo a Belladonnakillz e una terza traccia che riunisce spiritualmente le prime due. Insomma davvero tanta carne al fuoco.

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L'articolo C'è da ascoltare Lamakkina di Luca Mediterraneo è apparso su Rockit.it il 2026-07-02 13:02:00

Tag: roma

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