La chitarra è femmina

Verano, foto di Elena di VincenzoVerano, foto di Elena di Vincenzo
18/04/2019 di

Quando pensate alla chitarra e al rock'n'roll, vi vengono in mente un sacco di uomini che la imbracciano e la esibiscono come fosse un trofeo o il prolungamento della propria virilità, prodigandosi in assoli lunghissimi, sudando e manifestando la propria potenza? Probabile (se siete rimasti fermi all'hair metal degli anni '80 senz'altro), ma la chitarra elettrica è femmina, e pure il rock'n'roll. L'ha inventato Sister Rosetta Tharpe, cantante e chitarrista statunitense famosa negli anni trenta e quaranta per la sua fusione di blues e spiritual elettrico, che ha dato vita alla musica più ribelle dell'epoca. Che buffo il rock'n'roll: inventato da una donna di colore, sviluppato da un uomo di colore (Chuck Berry), eppure nell'immaginario popolare attribuito e reso icona dal bianchissimo Elvis, interprete fascinoso che nella realtà dei fatti non ha inventato niente, ma questa è un'altra storia. Torniamo alla chitarra, lo strumento che fino a qualche anno fa veniva considerato insostituibile per ogni band dal garage allo stadio e che invece oggi vive momenti di stanca, perché ha sfruttato gran parte del suo potenziale suonando qualsiasi genere musicale, dal folk al grind-core. La danno per morta ogni giorno, la chitarra, eppure sembra non voglia morire mai: da una parte vive di ricordi nelle band che fanno musica datata, dall'altra si trasforma e si adatta per entrare nei nuovi anni '20 a testa alta. 

La notizia vera e propria è che la chitarra sta tornando ad essere femmina: il 50% dei nuovi chitarristi è donna, così almeno ha comunicato Fender a tutto il mondo alla fine dell'anno scorso, spargendo titoloni su tutte le riviste musicali. Basta guardarsi un po' intorno per rendersi conto che anche nel mercato discografico le cose sono cambiate e che un sacco di proposte tra le più interessanti in circolazione, provengono proprio da chitarriste: Warpaint, HAIM, Snail Mail, Sleater Kinney, Daughter, Middle Kids, Angel Olsen, The Organ, Sharon Van Etten passando per Sua Maestà St. Vincent, che ha progettato una chitarra signature che si adatti meglio al corpo della donna

Oggi, nell'immaginario comune,  una ragazza che suona la chitarra è una cosa normale, ma la strada è stata lunga. Negli anni '80, una ragazza poteva cantare e ballare, ma se imbracciava una chitarra elettrica, per la maggioranza diventava una macchietta, tranne rari e isolati casi nel pop con Jennifer Batten, turnista di Michael Jackson nei tour di Bad e Dangerous o le Bangles, nel metal con le terribili Vixen o Lita Ford e nel punk con Joan Jett, queste ultime due fuoriuscite dalle Runaways, all female band fichissima della seconda metà dei '70s. Gli anni '90 in questo senso sono stati necessari, grazie al colpo di spugna con cui la scena garage, grunge e indie ha voluto spazzar via tutti i cliché sessisti nella musica di un certo tipo. L7, Babes in Toyland, Bikini Kill, Frances McKee dei Vaselines, Elastica, Sua Eccellenza P.J. Harvey, The Donnas e un sacco di altre. Di colpo, vedere una donna che spacca con la chitarra non è più una curiosità. 

In Italia come va? Bene e non serve neanche partire da Carmen Consoli o da Cristina Donà, possiamo pure parlare del 2019 quasi 20: Verano, Any Other, Birthh, Her Skin, Eugenia Post Meridiem, HÅN, Giungla, Thony/Malihini, Mèsa, Maria Antonietta, Joan Thiele, Giorgieness, Comaneci, OvOHit-Kunle sono solo alcuni dei nomi di progetti o band in cui suonano chitarriste che provengono dall'underground per non porsi limiti di genere musicale e guardare oltre lo steccato eretto negli anni passati. La chitarra è sempre stata femmina, oggi ancora di più e non potremmo esserne più felici.

Tag: opinioni

Pagine: Carmen Consoli Cristina Donà Ovo Comaneci Maria Antonietta Giorgieness Joan Thiele Any Other Giungla Birthh VERANO Hit-Kunle HÅN HER SKIN Malihini

Commenti (1)

  • rockdog 28 giorni fa @rockdog

    Matteo ha perfettamente ragione, Sara Ardizzoni è un ottima musicista e una chitarrista originale e mai banale.
    Il suo progetto Dagger Moth lo dimostra.
    Per di più è una realtà italiana.
    Sicuramente è la migliore che abbiamo.

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