Musica live in sicurezza: si può fare

Un solo contagio dalla riapertura: la prova che le location per gli eventi live sono “luoghi sicuri” e liberi dal covid arriva da uno studio dell’Associazione Generale Italiana dello Spettacolo. Una buona notizia per uno dei settori più colpiti dalla crisi

Il palco di "Tutto Molto Bello" - foto di Marianna Fornaro
Il palco di "Tutto Molto Bello" - foto di Marianna Fornaro

Su 347.262 spettatori in 2.782 spettacoli monitorati tra lirica, prosa, danza e concerti, con una media di 130 presenze per ciascun evento, nel periodo che va dal 15 giugno (giorno della riapertura dopo il lockdown) ad inizio ottobre, si registra un solo caso di contagio da Covid 19 sulla base delle segnalazioni pervenute dalle ASL territoriali. Una percentuale, questa, pari allo zero e assolutamente irrilevante, che testimonia quanto i luoghi che continuano ad ospitare lo spettacolo siano assolutamente sicuri.

Questa l’indagine elaborata dall’AGIS – Associazione Generale Italiana dello Spettacolo, che dimostra come il settore dello spettacolo sia stato in grado di garantire la massima sicurezza ai propri lavoratori e al proprio pubblico: "L’assenza di casi dal giorno in cui sono state riprese le attività di spettacolo, se correlata alla curva crescente di contagi che purtroppo sta colpendo il nostro Paese nelle ultime settimane, evidenzia quindi come il settore dello spettacolo sia stato, in termini di sicurezza, assolutamente 'virtuoso', grazie alla professionalità degli operatori ed al senso civico degli spettatori", si legge dal comunicato ufficiale.

Dal palco di Tutto molto bello - estate 2020
Dal palco di Tutto molto bello - estate 2020
Una buona notizia che infonde un po’ di fiducia e ripaga degli sforzi fatti per tenere accesa la fiammella di un settore che ha pagato il dazio più salato di tutti in termini economici. E che in questi mesi, in aggiunta alle difficoltà economiche e logistiche, ha dovuto convivere con lo stigma di chi badava al superfluo in un momento di sofferenza collettiva e con l'incertezza di chi sapeva che la salute di centinaia o migliaia di persone dipendeva dal proprio scrupolo nel rispettare le regole.

Lo studio dell’AGIS si basa sul tracciamento di IMMUNI e, per questo, è opportuno comunque considerare la parzialità del campione utilizzato. Ma è comunque lecito, finalmente, dichiarare che i teatri – e in generale le location per gli eventi live – siano "luoghi sicuri" e liberi da Covid-19. In grado di operare come gli altri, sempre nel pieno rispetto delle norme igienico sanitarie, per portare avanti i loro sacrosanti doveri di intrattenere, divertire, diffondere e generare cultura, favorire aggregazione, crescita civile ed evoluzione socioculturale. E molto altro.

Il palco di Cuori Impavidi - luglio 2020
Il palco di Cuori Impavidi - luglio 2020

L’edizione di Cuori Impavidi – la rassegna di concerti fortemente voluta e organizzata dal MI AMI Festival e il Circolo Magnolia dal 16 luglio al 10 settembre 2020 – con le sue oltre 5000 presenze – a conferma del grande desiderio di musica dal vivo da parte del pubblico –, è stata una delle prove di quanto appena detto: "Abbiamo dimostrato – al pubblico, alle istituzioni e anche a noi stessi – che organizzare concerti tutelando la salute degli spettatori e dei musicisti è possibile. Non è stato facile in un Paese che non si straccia le vesti per la Cultura e che ritiene il divertimento una minaccia sociale. Abbiamo mandato un messaggio forte e chiaro alla città di Milano, così dolorosamente colpita dall'epidemia: noi ci siamo", ha dichiarato Carlo Pastore, uno dei direttori del MI AMI Festival.

Bauli In Piazza - foto di Francesco Prandoni - 10 ottobre 2020
Bauli In Piazza - foto di Francesco Prandoni - 10 ottobre 2020

La protesta Bauli In Piazza a Milano di sabato 10 ottobre 2020 è stata l’ultima grande operazione per denunciare la crisi in cui versa il mondo dello spettacolo dallo scoppio della pandemia: "500 rappresentanti del mondo degli eventi sono scesi in piazza Duomo riempiendola di bauli vuoti, quegli stessi 'flightcase' che ogni giorno accompagnano coloro che lavorano nel settore, divenuti negli ultimi mesi simbolo di una mobilitazione internazionale che oggi è arrivata anche in Italia", si legge fra le notizie.

Sono 570mila i lavoratori del mondo dello spettacolo a rischio tra artisti, organizzatori di eventi, facchini e tecnici. Con la speranza che quello di sabato in Duomo sia l’ultimo grido di protesta e che il governo sia una volta per tutte in grado di definire regole chiare, attendiamo il momento di ripartire a pieno ritmo. Perché "La musica – e la cultura – non è un bene discutibile, e migliora la qualità della vita".

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L'articolo Musica live in sicurezza: si può fare di Redazione è apparso su Rockit.it il 2020-10-12 12:30:00

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