Create musica, ascoltate musica: isolatevi, ma bene

Ora abbiamo tempo, e per il bene di tutti ci sentiamo di farvi anche noi una raccomandazione: azionate il vinile, infilate le cuffie

Foto Piqsels
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10/03/2020 - 10:59 Scritto da Simone Stefanini

Citando Nada: è un momento difficile, tesoro. Difficile, però, non significa impossibile, per questo ci siamo noi e tutti quelli che come noi possono e in qualche modo devono provare a alleggerirvi un poco la giornata. Parlando di tutte le iniziative che ci possono portare fuori nel migliore dei modi da questi tempi bui. Provando a fare rete con il mondo della musica, a dare il nostro contributo.

Per questo motivo abbiamo chiesto ai musicisti di suonare qualche canzone unplugged, così com'è stata concepita e di regalarcela, perchè possiamo condividerla con voi. Le troverete sui nostri canali social, Instagram e Facebook, nei prossimi giorni. Pensiamo che continuare ad ascoltare musica, anzi riniziare ad ascoltarla davvero sia una delle cose migliori che si possano fare, soprattutto in questo momento in cui a volte la testa finisce per andarsene un po' per i fatti suoi (e ci mancherebbe).

Nelle prossime settimane staremo molto tempo in casa e spesso ci annoieremo, ma questo non è il momento per buttarci giù e tirare a campare in attesa che tutto finisca. Ora mi tocca citare Claudio Baglioni e un po' mi viene da ridere, ma la vita è adesso sul serio, nel momento in cui scrivo e voi leggete. Ci saranno sicuramente momenti migliori, ma noi tutti abbiamo una passione in comune ed è il momento di farla valere non solo per un ascolto fugace e poi passare al prossimo che arriva.

Paradossalmente, è un bel momento per un ascolto approfondito, per mettere in moto il giradischi e sentire di nuovo il suono del vinile, ma anche per spulciare tra i negozi di dischi virtuali e spesso gratuiti un po' ovunque nell'Internet, da Bandcamp a Soundcloud, per scrivere e suonare, registrare musica e farla ascoltare. Per fare in modo che l'arte sia più forte del disagio, della paura che abbiamo tutti, legittimamente.

È il momento ideale per fare come accadeva nell'era pre-internet, quando compravate un disco e godevate di ogni particolare, dalla copertina fino alle note di ringraziamento, che andavate ad ascoltare con i testi davanti, che sapevate pure quanto duravano le pause o chi fosse l'assistente fonico. Oggi è ancora più semplice perché potete ascoltare un sacco di musica anche in streaming, quindi fate valere la vostra passione. Quando tutto sarà tornato alla normalità, vi ricorderete di quando quella canzone vi ha salvato la giornata.

Se siete musicisti, quale miglior momento per tirare fuori idee, mettere a frutto questa inquietudine o scacciarla, aiutandovi con gli strumenti e condividendola con tutti quelli che, come voi, sono nella stessa barca. Create, per una volta, stando fuori dalle logiche di mercato, dal business e dalle mode, che tanto nelle situazioni di emergenza vanno un po' a farsi benedire. Create per il piacere di farlo e non per le scadenze, l'hype o le classifiche, è il tempo giusto per fare qualcosa di rilevante.

Ascoltate musica, create musica. A questo proposito, ricordo nitidamente una cosa che mi ha emozionato qualche anno fa, non riguarda la musica italiana ma quella internazionale, eppure il messaggio è corretto al solito, identico modo. Era il 2008 quando Falling Slowly degli Swell Season, formati da Glen Hansard e Markéta Irglová, vinse l'Oscar come miglior canzone. Loro erano un duo indipendente e su di loro era stata scritta una storia d'amore di fiction, per un film altrettandto indipendente dal titolo Once. La storia di un musicista di strada e di una ragazza immigrata che si innamorano di un amore impossibile, ma puro. Sullo sfondo, una Dublino proletaria, piena di cuore.

Bene, se non l'avete visto fatelo in questi giorni, ma il bello viene alla cerimonia degli Oscar: John Travolta dice i loro nomi, i due vincono e salgono sul palco, emozionatissimi. Nel discorso di ringraziamento, Glenn Hansard spiega quanto sia incredibile che loro siano lì per un film che avevano girato due anni prima con due telecamerine a mano in tre settimane, poi conclude con le parole "Make art, make art" e si prende l'applauso degli attori. Sapete, la vecchia storia che il gotha si commuove quando sul palco ci sono gli umili. Ecco. Poi prende la parola Markéta ma la regia sfuma e manda la pubblicità.

Quando torna la diretta, sul palco c'è ancora Markéta, che all'epoca ha 20 anni precisi, è timida e impacciata ma vuol dire la sua, ne ha tutto il diritto. Ringrazia il pubblico e spiega che questo premio è una roba grossa per loro e per tutti gli artisti indipendenti a cui tocca lottare duro per raggiungere dei risultati, di quanto quell'Oscar sia un premio per tutti quelli che sognano anche nella peggiore delle sfighe (parafraso un po') e non si arrendono, di quanto la canzone fosse stata scritta da una prospettiva di speranza e di quanto la speranza, alla fine della fiera, sia una delle poche cose che connette tutti nonostante le differenze individuali.

Ecco, per quanto banale sia, la musica ci aiuta a star bene, qualunque genere sia, dall'elettronica al black metal, con tutte le varianti possibili nel mezzo. Non smettete di farvi del bene, e come questa vicenda ci sta insegnando lo farete anche agli altri. Di questi tempi sarebbes già una cosa straordinaria.

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L'articolo Create musica, ascoltate musica: isolatevi, ma bene di Simone Stefanini è apparso su Rockit.it il 2020-03-10 10:59:00

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