Le dieci canzoni rap più importanti degli anni '90

Il veterano hip hop Dj Fede torna con "PRODUCT OF THE 90S". Dai Colle der fomento a Neffa e Tormento, mette in fila per noi le tracce di culto della Golden Age del genere
09/11/2019 10:15

Dj Fede, vero nome Federico Grazziottin, è un veterano della scena hip hop italiano, con ormai 30 anni di mix e set all'attivo. Ora sta per uscire con il disco PRODUCT OF THE 90S, in onore della Golden Age del rap nostrano. Nel suo progetto ha coinvolto nomi fondamentali per il genere, soprattutto rappresentanti del rap più underground e indipendente. Qualche nome: Dafa, Claver Gold, Supremo73, Nardo Dee. Ma tra le tracce scorrono anche le voci di Tormento e quella indimenticabile di Primo Brown. I beat sono contaminati da campionamenti funk, soul e jazz, come ha sempre fatto Dj Fede, pescando tra i suoi vinili.

“Per gusto personale e tenendo presente il momento storico in cui la trap domina, in questo disco ho deciso di dirigermi con ancora più decisione verso i classici, verso lo stile che mi ha fatto innamorare di questa musica”, spiega. Gli abbiamo chiesto di scegliere le 10 canzoni più rappresentative del rap italiano '90

Neffa – Aspettando il sole (1996)

Credo che sia il singolo più "rappresentativo" del rap anni ’90: canzone perfetta, un incredibile equilibrio tra quello che amavano le teste hip hop e ciò che poteva digerire il mainstream. Il successo di questo brano credo sia in gran parte dovuto al beat firmato da Deda. Nello stesso album, a pari merito, metterei anche Solo un altro giorno.

Colle Der Fomento – Solo hardcore (1996)

L'album Odio Pieno è stato un disco veramente inimitabile: rap romano crudo e credibile. I beat di Ice One sono bellissimi. A mio avviso Solo hardcore è il brano più rappresentativo del disco. Danno e Masito danno prova indiscutibile delle loro capacità liriche, rendendo questa traccia un vero e proprio classico del genere.

Frankie Hi-NRG – Fight da faida (1992)

Uno dei motti dell'hip hop è stato "educazione ed intrattenimento". Sicuramente la rappata di Frankie è un grande esercizio di intrattenimento, ma qui la differenza la fanno le parole. I concetti espressi dal rapper, con il miglior vocabolario d'Italia, fotografano tristemente quanto realisticamente la realtà di una società che nascondeva sotto il tappeto dell'edonismo anni ‘80 una marea di intrecci e collusioni, che ci hanno lentamente portato a essere il Paese che siamo oggi.

Sottotono – Di Tormento ce n'è uno (1996)

Senza nessuna forma di piaggeria, visto il rapporto di amicizia che ci lega, mi sento di definire Tormento come uno dei 3 o 4 migliori rapper di sempre. Sotto Effetto Stono è decisamente il punto più alto della carriera dei Sottotono. Secondo me Di Tormento ce n'è uno, oltre a essere un brano rappresentativo di questo disco, è anche uno dei brani riusciti meglio nel tanto amato esercizio del dissing.

Sangue Misto – Clima di tensione (1994)

L'album era veramente tutto bello, ma a me, personalmente, Clima di tensione piaceva più degli altri brani. Sia Neffa che Deda rappano veramente alla grandissima. La cosa più importante è che lo stile lirico accompagna un argomento socialmente rilevante e, per chi in quegli anni era già senziente, molto sentito dai giovani. Anche il beat è veramente azzeccato, anche grazie al sample di Baby huey.

Fritz Da Cat feat Chico MD – Dopo noi la quiete (1999)

Deda è stato veramente uno dei miei rapper di riferimento. Sfortunatamente non è stato un rapper prolifico come avrei voluto (insieme a tantissimi altri suoi fan). Il disco di Fritz è stato una vera pietra miliare di fine millennio. Il beat, tanto semplice quanto geniale, con un mood fantastico dato dal sample di Isaac Hayes, ispira un Chico MD che scrive un testo impeccabile. Geometrie perfette!

Lyricalz – Sul mio pianeta (1996)

Per molti erano i Mobb Deep italiani, per me erano semplicemente bravissimi. Ho scelto questo brano, uno dei più belli del disco. Il continuo palleggiarsi tra Fede e Dafa rende dinamico e veramente fresh il pezzo. Un brano un bilico tra l'autocelebrativo e un altissimo stile di scrittura.

Otierre – Ce n'è (1997)

Questo disco l'ho aspettato con una certa aspettativa, non vedevo l'ora che uscisse. Le mie aspettative non sono state disattese, perché è un’altra pietra miliare del rap italiano. Tutti i brani sono una bomba, ma Ce n'è è una fotografia fedele del modo di vivere l'hip hop di tantissimi "attori" di quel particolare e vivace momento storico. Capolavoro.

Bassi Maestro – Meglio riconoscere (1996)

Il primo disco di Bassi, e sembrava già il disco di un veterano. Il mood è indiscutibilmente quello di New York e, tra tuti i brani, Meglio riconoscere era il mio preferito. Il ritornello con gli scratch e le rime autocelebrative gasano al primo ascolto, ancora oggi quando mi capita lo suono con piacere.

Speaker Dee Mo & Dj Gruff – Sfida al buio (1992)

Un pezzo che ho scoperto a circa quatro anni dalla sua uscita, quasi per caso: in un negozio di dischi mi capitò in mano il 12", mi piacque la copertina e il titolo e lo comprai. Con mio sommo stupore, scoprii qualcosa di veramente eccellente che negli anni ho sempre riascoltato. Peccato solo che Dee Mo non abbia fatto più praticamente nulla: avrebbe potuto regalare delle altre pagine importanti a questa cultura.

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L'articolo Le dieci canzoni rap più importanti degli anni '90 di CristinaFontanarosa è apparso su Rockit.it il 09/11/2019 10:15

Commenti (1)
  • RedOwl 6 giorni fa

    Bellissimi ricordi

    > rispondi a @RedOwl
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