Che diritti ha di preciso il produttore discografico? Rubrica

Produttore discograficoProduttore discografico
14/07/2014

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(leggi la descrizione della rubrica)
È ora disponibile il nuovo libro dell'Avvocato Aliprandi: si chiama "Pillole di diritto per creativi e musicisti", riassume alcune delle domande più importanti di questa rubrica e lo trovate qui.

 

#57 Che diritti ha di preciso il produttore discografico? E quanto durano?

Il produttore discografico (anzi, come dice la legge italiana, “il produttore di fonogrammi”) è definito dall'articolo 78 della legge 633 del 1941 come “la persona fisica o giuridica che assume l'iniziativa e la responsabilità della prima fissazione dei suoni provenienti da una interpretazione o esecuzione o di altri suoni o di rappresentazioni di suoni.” Come precisato dal precedente articolo 72, egli ha il diritto esclusivo: a) di autorizzare la riproduzione diretta o indiretta, temporanea o permanente, dei suoi fonogrammi in qualunque modo o forma, in tutto o in parte e con qualsiasi processo di duplicazione; b) di autorizzare la distribuzione degli esemplari dei suoi fonogrammi; c) di autorizzare il noleggio ed il prestito degli esemplari dei suoi fonogrammi; d) di autorizzare la messa a disposizione del pubblico dei suoi fonogrammi in maniera tale che ciascuno possa avervi accesso dal luogo e nel momento scelti individualmente. Questi diritti, classificati come diritti connessi, durano formalmente cinquanta anni dalla data della fissazione; tuttavia se durante tale periodo il fonogramma è lecitamente pubblicato, i diritti scadono settanta anni dopo la data di quella prima pubblicazione.
 

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Commenti (6)

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  • Kobayashi - Consulenza Discografica e Management 16/07/2014 ore 19:46 @Kobayashi

    Naturalmente il produttore di fonogrammi conserva il diritto a percepire un compenso a fronte della comunicazione al pubblico dei fonogrammi di propria titolarità, sia essa a scopo di lucro (art. 73 l.d.a) o senza scopo di lucro (art.73-bis l.d.a). In parole povere il produttore ha diritto a monetizzare il proprio investimento ogni qual volta i brani da lui prodotti vengano diffusi tanto a mezzo radio/tv quanto in esercizi commerciali, discoteche ed eventi di varia natura. Lato pratico la gestione di questo diritto (stante l'impossibilità di una gestione individualizzata da parte del produttore) è demandata in genere a società di collecting le quali, non diversamente da quanto fa SIAE lato autori/editori, raccolgono e ripartiscono i compensi versati dagli utilizzatori.

  • RadioAtlantide 25/07/2014 ore 18:39 @RadioAtlantide

    Interessante teoria la tua Kobayashi... ora mi dici quanto è la tariffa per le utilizzazioni senza scopo di lucro, per esempio per un bar che utilizza un lettore CD (parlare di sottofondo con una radio FM e pensare di pretendere dal bar un qualsiasi connesso è davvero "essere oltre", un po' come pretenderlo per i live) ?
    Mi piacerebbe conoscerlo questo compenso quando non c'è accordo tra le parti, magari ci facciamo due risate :)

  • RadioAtlantide 25/07/2014 ore 18:47 @RadioAtlantide

    Intendiamoci Kobayashi, formalmente ciò che dici è corretto, salvo forse quando citi gli esercizi commerciali nello svolgimento della loro normale attività, cosa ben differente da un pubblico esercizio come ben saprai.
    Per questo riformulo perché un bar senza scopo di lucro non si è mai visto.
    Vorrei conoscere il compenso per l'utilizzo della registrazione del produttore, per una web radio personale senza scopo di lucro, ovvero il compenso dell'art. 73-bis.
    grazie :)

  • Kobayashi - Consulenza Discografica e Management 28/07/2014 ore 19:01 @Kobayashi

    Se ho ben capito la domanda il tuo dubbio è come individuare la misura del compenso dovuto ai produttori fonografici ai sensi del 73bis a fronte di utilizzazioni senza scopo di lucro in assenza di accordo tra le parti.
    Il tema può sembrare spinoso perché la normativa, come spesso succede, è, in un certo senso, zoppa, non essendo mai stato emanato il regolamento cui il secondo comma dell’articolo fa riferimento.
    Questa circostanza però non mette in discussione il diritto del produttore ad ottenere un compenso a fronte dell’utilizzo del repertorio di propria titolarità.
    Il problema, semmai, si pone in sede di liquidazione giudiziale del danno quando starà al giudice qualificare l’equità del compenso. A tal titolo l’esperienza giurisprudenziale ha manifestato che strumento utile alla quantificazione del compenso dovuto ai sensi del 73bis possono validamente essere le convenzioni che le società di collecting sottoscrivono con le associazioni di categoria maggiormente rappresentative nei vari comparti di utilizzatori.
    Questo in termini generali.
    Quanto alle web radio amatoriali le collecting dei produttori qualificano questo tipo di utilizzazione quale messa a disposizione del pubblico ai sensi dell'art. 72 lett. d) quindi come diritto esclusivo, e non mero diritto a compenso, in quanto tale determinabile liberamente dal produttore titolare. Indicativamente la licenza SCF per questo tipo di utilizzatore dovrebbe aggirarsi sui 500 € annui.
    Per qualsiasi dubbio a disposizione anche sulla nostra pagina facebook https://www.facebook.com/kobayashimusicmgmt?fref=ts

    K.

  • Simone Aliprandi 27/12/2014 ore 13:58 @simonealiprandi

    Al simpaticone che ha insinuato che il post è copiato da Wikipedia segnalo che in realtà il post riporta un estratto della legge sul diritto d'autore (che in quanto testo di legge è di pubblico dominio). E quindi anche Wikipedia ha riportato quell'estratto. D'altronde, per spiegare alcuni aspetti non si può far altro che riportare il testo di norme giuridiche.

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