Cosa si nasconde dietro alle più frequenti frasi sulla musica

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26/10/2016 di

Discutere di musica è inevitabile. È inevitabile perché gli umani hanno necessariamente bisogno di confrontarsi su questioni soggettive, di avventurarsi in discussioni infinite che condurranno sicuramente all'oblio delle premesse e non faranno cambiare i gusti o le opinioni di nessuno. Non so di preciso perché ne abbiano bisogno, ma secondo me riguarda qualcosa di profondo tipo l'identità, l'alterità, la fine del dialogo, la perdita di senso, cose così.

La musica è il livello più popolare della cultura, e per questo le discussioni improduttive su questo argomento sono più frequenti di tante altre, e la cosa implica di solito una massiccia gamma di espressioni cristallizzate, dei giudizi sintetici a priori che si sono formati e avvinghiati un po' intorno alle opinioni di tutti. 

Dopo avervi spiegato come si discute di musica senza rovinare amicizie, oggi facciamo un passo in più, e ci addentriamo nello smascheramento di tutte quelle espressioni infami che odiate sentire ma che forse vi siete sorpresi a pronunciare.

 

1. Non c'è più la buona musica di una volta

Da nessuna parte del mondo, basta, mai più, per sempre, fine. Il 15 Ottobre 1977, alle 17:43 ora di Londra sono ufficialmente morti i bei tempi andati e con essi la bella musica. La vita di qualsiasi musicista da lì in poi è priva di senso. Non c'è un tamburo, una chitarra, un clavicembalo che produca una sola nota di buona musica nel mondo.
E soprattutto attenzione alla declinazione italiana di questa affermazione, che nasconde una verità ma punta subito all'estremizzazione. È vero che quando si poteva sentire in tv "Se telefonando" voleva dire che le orecchie del popolo erano abituate bene, ma se ti piace solo quello puoi sempre andare a sentire le cover band di Mina in Balera, e non rompere.

 

2. È tutta colpa di X-Factor

Va bene, i talent show hanno moltissimi limiti e si può parlare per ore dell'impatto che hanno avuto sulla musica mondiale. Sul tema c'è ricca documentazione, dai video di Red Ronnie ai messaggi Facebook di Appino, ma - ammesso che sia successo davvero qualcosa di così brutto alla musica, quanto è inutile e riduttivo individuare i talent come l'elemento unico di rovina? Ottima frase per risultare ancora una volta dei vecchi lamentosi da bar. 

 

3. Mah, ascolto un po' di tutto...

Ci sono due diversi modi di pronunciare questa frase. Il modo A, che chiameremo Semplicistico-Provinciale, si può tradurre in "non ascolto musica se non per sporadiche necessità fisiologiche" o anche "ho sul cellulare solo canzoni Disney, un pezzo di Jovanotti vecchio, Nothing Else Matters e Avicii" oppure, per finire: "non ho mai ascoltato un intero album".
Il modo B di pronunciare questa frase, invece, è il metodo Modesto-Sorridente-Altezzoso. All'inizio ti sembra di avere a che fare con un umile parrucchiere di Pieranica, ma in realtà poco dopo scoprirai che la frase nasconde picchi di autocompiacimento snob riassumibili in frasi del tipo "sai, da Chopin al post-hardcore".

 

4. Non ascolto musica in italiano 

Mi spiace, evidentemente sei nato nel paese sbagliato, qui è molto frequente che si canti in italiano. Se ti da fastidio capire le parole forse semplicemente non hai ancora ascoltato un testo che fa per te, ma resta un problema tuo. Occhio anche alla variante "la musica in inglese non la ascolto, non mi rimane". Un conto è avere dei gusti musicali, un altro è non riuscire a superare limiti grossolani.

 

5. Sì ma io ascolto solo *inserire genere di nicchia*

Non c'è niente di sbagliato nell'ascoltare black-ambient-post-freudiano al contrario. Però se ascolti solo quello, se nella tua libreria ci sono esclusivamente dischi di monaci tibetani che suonano progressive non puoi non aspettarti di sembrare un tipo strano, o quantomento non esattamente un campione di apertura mentale. Se è questo quello che cerchi, far vedere a tutti che sei arrivato al tuo genere e che, sì, sei un tipo strano ma anche intelligente e sexy, allora c'è una chiamata per te da Papa Francesco. 

 

Tag: opinioni

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