Feedback festival - Eboli (SA) Live report, 19/08/2001

29/08/2001 di



Giunto ormai alla sua IV edizione, il festival “Feedback” è una di quelle manifestazioni a cui preferiremmo partecipare più spesso, considerando non solo l’aspetto organizzativo e quello prettamente artistico, ma anche per il luogo (e la latitudine!) in cui questo evento si svolge. Infatti “Feedback”, approdato solo quest’anno nella cittadina famosa ai più per il testo di Carlo Levi, negli anni scorsi si era svolto in una località balneare limitrofa e in un periodo diverso. Gli intenti, però, sono rimasti invariati fin dall’inizio, ovvero la necessità – e, forse, per alcuni versi anche un dovere latente – di dare spazio soprattutto alla musica rock ‘made in Italy’. Non c’è stato, però, solo lo spazio per i ‘grossi nomi’, di cui diremo più avanti, ma anche per tutte quelle band che bazzicano nell’underground e che sono state selezionate, 4 per sera, in mezzo a un congruo numero di cd giunti nella sede dell’associazione. A questa manifestazione, infatti, è legato un concorso al quale molte piccole realtà dello Stivale hanno partecipato spedendo i propri lavori.

Dai live act a cui il sottoscritto ha assistito nelle 4 serate risulta chiaro, ancora una volta, che la media nazionale delle proposte tende ad alzarsi sempre di più, ma nessuna delle formazioni presenti (Hal 9000, Lalla Bartolini, Nirmegh, Madeira, Diego Deza Huete, Nadhir, La Nave dei Folli, Evagarde, Sintonia, Nobis, Body Language e Yres) ha destato particolari sensazioni. Forse occorre spendere qualche parola in più sulla musica dei Nobis, che si barcamenano egregiamente nelle ormai consolidate soluzioni sonore sull’asse Cuneo (leggi Marlene Kuntz) - Milano (leggi Afterhours), dimostrando che la ricerca dei giovani gruppi si è ormai spostata maggiormente sugli aspetti tipici del sound piuttosto che sulle strutture delle canzoni.

Certo, se a quest’affermazione non facessimo seguire una precisazione faremmo un grave torto al resto delle band sopra nominate; infatti, non tutti gli ensemble erano dediti a sonorità di stampo indie-noise. Ad esempio, un’artista come Lalla Bartolini si muove seguendo le coordinate della scuola cantautorale italiana, ma non ha convinto del tutto tanto quanto le sonorità etno che caratterizzano i brani di Nirmegh e Madeira.

Al contrario, hanno sorpreso molto positivamente gli Alibia, formazione di casa a cui spettava non solo il compito di aprire il festival, ma anche di presentare l’ep omonimo appena uscito. E sul palco il quintetto non ha deluso, pur dovendo sopperire ad alcuni problemi tecnici che non hanno comunque macchiato un’esibizione in cui, soprattutto nelle nuove canzoni, si è visto un gruppo ormai pronto per la ribalta nazionale. Ai padroni di casa hanno poi fatto seguito gli ormai bolliti Bluvertigo, condannati a (e)seguire una formula ormai consolidata e che al quinto pezzo (siamo buoni!) sfianca anche gli ascoltatori più indomiti – anche se, ad onor del vero, le prime file apprezzavano non poco.

La sera successiva è toccato ai ragazzi de La Camera Migliore suonare come primi headliner, sostituendo tra l’altro i veneti Elle previsti come da cartellone. La band fiorentina, fresca vincitrice del “Giffoni music concept” (premio legato al “Giffoni Film Festival”) e di cui si sente parlare in termini entusiastici da qualche anno, ha dimostrato di avere tutte le carte in regola per ‘fare il salto’ decisivo. Tuttavia i brani, a volte, ci sono sembrati fin troppo prolissi, anche se il suono delle chitarre e le doti canore della vocalist sono indiscutibili punti di forza. A seguire un altro headliner, proveniente però dagli States e che risponde al nome di Jared Booty, a suo tempo chitarrista di Terence Trent d’Arby e stasera ‘impegnato’ a suonare un hard-rock di matrice seventies, di buona fattura ma poco interessante.

La terza sera, quindi, è toccato agli Africa Unite il ruolo di headliner; Bunna & Co. ci hanno allietato per 2 ore circa, proponendo uno show a metà tra cover di Bob Marley (anche fra quelle non presenti nel loro ultimo “20”) e pezzi originali. Nel complesso ci è sembrata la serata meglio riuscita, sia per affluenza di pubblico che per qualità della musica, a dimostrazione che dopo una carriera orami ventennale, questo gruppo ha ancora molte cose da dire.

Un gradino più sotto, infine, i Marlene Kuntz, protagonisti della serata conclusiva - che, tra l’altro, è stata oggetto di polemiche all’interno dell’amministrazione comunale per la decisione di far pagare una quota di diecimila lire all’ingresso. La ‘folla’ intervenuta, però, ci è sembrata assolutamente ricettiva, dimostrando con i fatti che l’esborso di una cifra ridicola non avrebbe certo influito sull’immagine di una manifestazione che, per gli spettacoli dei primi 3 giorni, è stata ad ‘ingresso gratuito’. Per la cronaca, lo show della ‘cricca’ guidata da Cristiano Godano è stato, come al solito, perfetto: un vero e proprio ‘best of’ della loro discografia, persino con alcuni improbabili ripescaggi da “Catartica” e “Il vile”.

Spente le luci, si percepiva la convinzione che (anche) quest’anno era stato fatto quanto di meglio era nelle possibilità dell’organizzazione, soprattutto guardando le facce di tutti coloro che avevano contribuito per la riuscita dell’evento. A queste latitudini, ribadisco, è impresa ardua, ma se c’è ancora gente che ci crede, il nostro sostegno ci sembra indispensabile.



Pagine: Africa Unite Bluvertigo Elle Marlene Kuntz AlibiA HAL9000 La Camera Migliore EvaGarde Body Language Nobis Madeira

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