La felicità è un vinile che gira

Questa è una storia di dischi e di un grande passione. La storia di Giorgio Bonomi (41 anni), che 12 mesi fa ha lasciato un posto da giornalista in Rai per aprire un negozio di dischi nel suo quartiere, l’Arcella a Padova. Senza pentirsene nemmeno per un istante

Giorgio Bonomi, titolare di Gold Soundz
Giorgio Bonomi, titolare di Gold Soundz

La storia è di quelle che hanno dell'incredibile e che sono fortemente motivazionali per chiunque volesse realizzare un proprio sogno: il protagonista è Giorgio Bonomi, 41 anni, ex conduttore e giornalista della sede regionale della Rai in Veneto. Un buon contratto da dipendente, un lavoro decisamente interessante, ma il suo sogno era un altro e nel 2022 ha deciso di lasciare il posto fisso per aprire Gold Soundz, un negozio di dischi dedicato al mondo della musica alternativa e indipendente, che prende il nome dall'omonima canzone dei Pavement, nel quartiere dell'Arcella a Padova. 

Una storia, la sua, che ha avuto una risonanza mediatica forte fin dal primo giorno, grazie ad articoli sui quotidiani nazionali che raccontavano la sua scelta singolare. A un anno di distanza abbiamo fatto una bella chiacchierata con lui per capire meglio il motivo della sua scelta, per tracciare un bilancio e conoscere un po' di più il quartiere dell'Arcella, un luogo un po' underground da cui escono fuori anche la label Dischi Sotterranei e i Post Nebbia.

Gold Soundz è uno dei negozi di dischi che partecipa a Record Store Day, la giornata dedicata mondiale dedicata ai negozi di dischi indipendenti il prossimo sabato 22 aprile. Qua trovate la lista dei dischi italiani che saranno ripubblicati per il RSD

Giorgio nel suo negozio, Gold Soundz
Giorgio nel suo negozio, Gold Soundz

È passato un anno dall'apertura di Gold Soundz. Bilancio?

Sabato è il nostro primo anniversario, faremo una festa in cui abbiamo coinvolto anche Dischi Sotterranei con cui da sempre abbiamo una partnership, essendo l'etichetta del quartiere Arcella. Alla fine della giornata avremo la torta, Ulisse Schiavo che suona, un dj set. È giusto festeggiare il nostro primo traguardo! Ho sempre sognato di aprire un negozio di dischi e il fatto di essere lì tutti i giorni mi piace, mi sento nel mio posto. Mi piace l'attività del negozio, parlare con i clienti, fare gli ordini; sono circondato dalla musica. Il lato economico devo dire che è andato molto meglio delle previsioni, ho scoperto che ci sono molti più appassionati di dischi di quello che pensavo, gente che torna e porta gli amici, un bel passaparola. Immaginavo che il primo anno sarebbe stato di perdita pesante, avevo messo in calcolo 3-4 anni per avviare il negozio ed essere a regime, invece è andato già bene. Gli incassi sono stati molto buoni, il problema è che le spese sono tante, il mercato del vinile costa sia per il cliente che per il negoziante, quindi si spende tanto, ma non mi sarei mai aspettato dopo un solo anno di avere un negozio così avviato. Ho avuto anche la fortuna di essere partito con un bonus, quello degli articoli che parlavano del mio lavoro precedente e della mia scelta: il giorno dell'inaugurazione non si entrava dalla gente che c'era. Ancora adesso c'è gente che mi chiede di quella storia.

L'inaugurazione di Gold Soundz
L'inaugurazione di Gold Soundz

Vorremmo saperla a anche noi, cosa non ti piaceva del tuo lavoro precedente?

Se devo dirti la verità, fare il giornalista della sede regionale della Rai non mi era mai piaciuto fino in fondo. Io sono giornalista professionista, ho fatto l'esame, sono andato a Roma, ho investito parecchio in questa carriera, diciamo non mi dispiaceva, ma non si avvicinava nemmeno al sogno. Fare il giornalista aveva una marea di sicurezze in più, ma non mi ha mai appassionato, lo facevo di malavoglia, erano rare le occasioni in cui ero felice di quello che avevo fatto. Non lavoravo in una sede centrale della Rai in cui ti scegli l'argomento, una volta che entri nella sede regionale sei lì, non ci sono grandi prospettive di andare chissà dove, anzi, se fai presente che potresti avere delle ambizioni in più del parlare della cronaca locale, ti guardano un po' come un pazzo, come una persona viziata, che vuole troppo dalla vita. 

Che commenti facevano le persone un anno fa di fronte alla tua scelta e come sono cambiati oggi?

Un anno fa in realtà i commenti erano vari, si andava dalle persone che dicevano "Fai benissimo, sei di ispirazione, che storia bellissima, bravo", a quelli che ti chiedevano "Ma fammi capire una cosa: tu vuoi campare così? Pensi di mantenerti in questo modo?". Pensa che io ho anche famiglia, sono sposato e ho due figlie di 5 e 9 anni,  quindi ad alcuni sembrava una scelta assurda, la rinuncia del posto fisso per inseguire il sogno. Un anno dopo c'è un grande affetto per questa iniziativa, le persone sono contente di comprare da me piuttosto che comprare su Amazon. Ci sono anche sconosciuti che mi urano dalla finestra "Che bello il negozio!", anche anziani contenti vedere un bello shop nel loro quartiere. Ci tengo però a non dire cose troppo trionfalistiche perché la strada è lunga e non sarà facile. Fino a ora siamo arrivati a un anno speriamo di farlo per tanti altri anni!

Chi sono i tuoi clienti oggi?

È tutto molto vario, sia di età che di interessi: ho tanti ragazzi adolescenti o neo maggiorenni che comprano con la 18app (500 euro che si possono ricevere col Bonus Cultura N.d.R.) che è comodissima, se la avessi avuta ai miei tempi sarei impazzito, poter comprare dischi gratis non è male! La gran parte del pubblico sono 30enni, 40enni, 50enni e poi si va anche più in su con l'età, signori che hanno vissuto gli anni Sessanta Settanta e sono rimasti appassionati del vinile. 

Vendi più con l'e-commerce, facendo eventi o in giornate normali di lavoro?

Penso funzioni l'integrazione tra i canali: Ho un negozio online su Discogs che promuovo molto ed è sempre aggiornato, oer cui dico sempre ai clienti "Guardatevi da casa cosa vi interessa e poi passate in negozio, io ve lo lascio da parte e lo venite a prendere". Questa cosa funziona tantissimo. Ci sono anche quelli che hanno più tempo e stanno in negozio un'ora, guardandosi tutti i dischi, ma la maggior parte della gente è abituata a guardare da casa. Certo, se vieni in negozio risparmi le spese di spedizione, e poi di solito ti guardi intorno e ne compri più di uno. 

Il quartiere dell'Arcella è un luogo interessante per vendere dischi? 

Oltre all'articolo, la mia altra fortuna in questa storia è che c'era un altro negozio di dischi all'Arcella che ha chiuso venti anni fa che aveva la sede nello stesso mio marciapiede, quindi moltissime persone pensano che sia la rinascita di quel negozio, anche se non lo è. Devo dire che però io sono una mosca bianca in questo settore: Padova, che è una città medio piccola, ha sei negozi di dischi in città, tantissimi, quasi un caso da studiare. Sei negozi di dischi che riescono ad andare avanti da molti anni significa che in città c'è una grande attenzione, però il mio negozio è l'unico a non essere in centro. Piuttosto che andare a fare competizione con gli altri, ho voluto aprire all'Arcella per due motivi: uno perché io abito in questo quartiere e ci tenevo a dare a questo quartiere spesso problematico una cosa bella, un punto di ritrovo. L'Arcella fino a qualche anno fa aveva una brutta fama, c'è molta immigrazione, è multietnico e molti padovani avevano paura a venire qui, ancora adesso sento storie di qualcuno che dice "Appena arrivi ti derubano". Storie assurde, lontane dal vero. Negli ultimi dieci anni c'è stata una rinascita del quartiere, da parte di ragazzi giovani, associazioni, che lo hanno reso molto autosufficiente. Mi sono reso conto che io o le persone che conosco, non andiamo quasi mai in centro, la nostra vita è tutta nel quartiere. Qui ci sono negozi, un cinema, una libreria indipendente, un bar che ha una attenzione particolare alla cultura alternativa. Non manca niente e il clienti sono contenti, passano a prendersi un disco, poi un libro, guardano un film, si fermano per uno spritz.

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Detto così sembra un quartiere da sogno...

Da sogno assolutamente no, ci sono tantissime cose da mettere a posto, è vero che il quartiere potrebbe essere molto più pulito e curato. Manca un po' di bellezza qui, son tutte case costruite negli anni sessanta una addosso all'altra, abbastanza brutte, ma le persone si stanno molto dando da fare. Anch'io ho sempre fatto parte di un'associazione il cui scopo era di valorizzare l'Arcella e insieme alle associazioni che sono venute col tempo, in questi dieci anni le cose sono cambiate, si è diffuso un po' di orgoglio e identità Arcellane, diverse da quelle del centro, di Padova.

Tra l'altro c'è una signora scena musicale nel quartiere, no?

Assolutamente sì. Oltre all'etichetta Dischi Sotterranei, per esempio, l'anno scorso abbiamo fatto un sondaggio tra i clienti del negozio per il disco dell'anno e tra i primi tre c'era il quello dei Post Nebbia Entropia Padrepio, che sono proprio dei ragazzi del quartiere. Quando ero più giovane ascoltavo tantissimo Red Worms' Farm che sono un altro gruppo padovano, i Jennifer Gentle che sono la band forse più famosa della città.

Qual è la ristampa che più attendi per questo Record Store Day?

Probabilmente quella dei Wilco Crosseyed Strangers: An Alternate Yankee Hotel Foxtrot, che non è una vera ristampa ma sono brani rimasti fuori dal disco originale. Mi è arrivato oggi in negozio e lo stavo bramando ma è già stato prenotato dai clienti, hanno fatto una marea di prenotazioni quest'anno.

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L'articolo La felicità è un vinile che gira di Simone Stefanini è apparso su Rockit.it il 2023-04-18 10:07:00

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