Cosa fanno i festival italiani per garantire la sicurezza degli spettatori?

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29/07/2016 di

I recenti attacchi terroristici hanno portato a nuove regole più ferree per quanto riguarda la sicurezza ai concerti. Per esempio, in alcuni festival europei tra cui il Wacken Festival in Germania e il celebre Pukkelpop, in Belgio, sarà vietato l'ingresso nell'area concerti con lo zaino, misura che creerà non pochi disagi agli spettatori, ma irrinunciabile per poter vivere l'evento con la massima serenità. Per questo ci siamo chiesti se anche in Italia si avverta questa necessità, e se gli organizzatori di festival stiano prendendo misure di sicurezza straordinarie e abbiano ricevuto nuovi e particolari suggerimenti da parte della questura e delle forze dell'ordine sulle regole da adottare.

Tutti gli organizzatori interpellati ci hanno confermato come quest'anno più che mai il confronto con la questura e la collaborazione con le forze dell'ordine sia stato una priorità, ma nessuno ha ritenuto necessario prendere dei provvedimenti precauzionali drastici come quelli adottati negli stati che negli ultimi mesi sono stati colpiti da attentati.

Per esempio, al festival di Villa Ada a Roma non sono state adottate misure di sicurezza particolarmente diverse dagli anni passati, anche se i controlli agli ingressi sugli zaini e le borse sono molto accurati e un presidio dei carabinieri o della polizia è presente ogni sera. Di certo, non ha avuto difficoltà a superare qualsiasi controllo agli ingressi il ragazzo che si è imbucato al concerto di Calcutta passando dal laghetto.

Diverso invece il caso di That's Live, il concerto organizzato da Rockin'1000, che per una sera ha radunato quasi 1100 musicisti, un pubblico che riempiva tutto lo stadio, più staff e tecnici, per un totale di diverse migliaia di persone. La questura ha disposto il metal detector a tutti gli ingressi e l'organizzazione ha firmato una polizza assicurativa aggiuntiva in caso di attacco terroristico, come ci ha confermato dalla produzione Claudia Spadoni.

L'Home Festival di Treviso adotta da diversi anni un regolamento piuttosto ferreo su cosa sia concesso portare all'interno dell'area festival: "È vietato portare all'interno dell’area caschi, ombrelli e bastoni (con l’eccezione di quelli aventi funzione sanitaria). [...]. Ancora, non si possono introdurre bottiglie, oggetti in vetro e lattine in alluminio, ma è vietato anche l’ingresso di cibo e bevande: gli zainetti saranno controllati all'ingresso. Va rispettata la legge sul divieto delle sostanze stupefacenti e con essa ogni normativa dei codici penale e civile italiani. È vietata qualsiasi tipologia di arma, i coltelli con lama superiore agli otto centimetri di lunghezza, i coltelli a serramanico ed ogni oggetto giudicato potenzialmente pericoloso dal personale di sicurezza dell’Home Festival. Sono vietati giochi pirotecnici, torce e qualsiasi materiale infiammabile." Anche l'Home si avvale della copertura da parte della Prefettura che coordina le forze dell'ordine per garantire la sicurezza di tutti, e negli anni passati non sono mai stati rilevati problemi. Quest'anno gli organizzatori dell'Home festival terranno anche una conferenza stampa proprio sul tema della sicurezza e delle modifiche alla viabilità.

L'Ypsigrock in Sicilia ci ha comunicato di essere a lavoro proprio in questi giorni, in stretta collaborazione con i Carabinieri di Castelbuono, per un piano legato alla sicurezza. Anche se Castelbuono è un piccolo paese molto tranquillo, il livello di attenzione riservato al festival è sempre molto alto per via del fatto che in città si riversa in pochi giorni più del doppio della popolazione normalmente residente.

Tag: festival politica

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