Fenomenologia di Gioacchino Turù, non-freak della musica italiana

Bizzarro, incomprensibile, forse geniale, è tornato a fare musica con Vanessa V. dopo 10 anni. Sodale di Calcutta e Pop X, con le sue poesia e le sue scorregge ha creato un mondo in cui è bello perdersi
10/12/2019 11:24

Ne è dovuto passare di tempo prima di poter ascoltare qualcosa di nuovo firmato da quel pazzo scriteriato di Gioacchino Turù, e dalla sempre presente Vanessa V.. Per essere precisi 10 anni, visto che era il 2009 quando usciva Il crollo della stufa centrale, secondo e, per ora, ultimo disco realizzato dalla coppia. In realtà, che i due siano stati a girarsi i pollici non è vero. Basti pensare che Calcutta, appena prima di esplodere con Mainstream, girava l'Italia con il Pacchetto di Plastica, collettivo formato da Gioacchino, Vanessa, Pop X, Camillas e Calcutta stesso.

E visto che abbiamo citato Pop X – che hanno una chiara affinità con il nostro –, ricordiamoci che assieme a Davide Panizza e Niccolò Di Gregorio, Gioacchino forma il gruppo Uccelli. Ora, finalmente Gioacchino e Vanessa sono tornati a metterci i loro nomi, che brillano di una vivida follia come il loro nuovo singolo, Sole

Sono tanti i musicisti collegati in qualche modo a questo progetto, o per lo meno che se ne sono detti subito entusiasti. Cosmo, Colombre, Jesse TheFaccio, si sono complimentati sui social del ritorno del ragazzone barbuto dallo sguardo vacuo e dalla voce sgraziata, accompagnato dalla leggiadra Vanessa. Come mai? Forse per la totale libertà espressiva di Gioacchino, che ha sempre osato scavalcare qualsiasi paletto che il buoncostume può aver fissato. Per dirla in francese: Gioacchino fa il cazzo che gli pare

Il primo disco di Gioacchino Turù e Vanessa V., C'è chi è morto sul tagadà, lo mostra a pieno. Prendiamo per esempio Pluffare, il cui titolo è un'onomatopea che evoca il tonfo che fa lo stronzo quando cade in acqua: il tema della canzone è esecrabile (in tutti i sensi) e Gioacchino descrive con dovizia di particolari tutto le sensazioni che prova quando si siede sulla tazza. Tutto qui? Certo che no, in coda al brano c'è una breve conversazione avvenuta in studio, che si chiude con una serie di bestemmie senza censura e senza senso.

Provocazione? Forse, in realtà la sensazione è che non ci sia tanto l'obiettivo di scioccare l'ascoltatore, quanto quello di poter dire tutto quello che si vuole, non importa se poi ci sarà qualcuno a sentire queste parole. Se gli Skiantos facevano la pasta sul palco e ci raccontavano di quanto fosse bello scaccolarsi (o skakkolarsi), Gioacchino si lancia in cantilene degenerate e no sense con disinvoltura. Perché Gioacchino, che non a caso pubblicava con un'etichetta chiamata Stuprobrucio, questo fa: violenta i canoni del pop con il suo canto stonato e con i suoi arrangiamenti lisergici in 8 bit, cosparge il disco di una benzina composta da suoni stridenti lo-fi e gli dà fuoco con i suoi testi sboccati e deliranti.

Discorso simile vale per Il crollo della stufa centrale, che per altro riporta alcuni brani presenti anche nel primo disco: le grottesche immagini particolarmente evocative compaiono di continuo, fin dalla "vecchia nuda che sta cagando" della traccia di apertura In bocca. Eppure qua risalta anche un paradossale gioco amoroso fra Gioacchino e Vanessa, sospeso tra il surreale e il genuino.

La cifra stilistica del duo sta proprio in questo microcosmo fatto di demenzialità, battutacce da scuola elementare (come la nevrotica ripetizione di "ionico" in Grecia), ma anche di una bizzarra tenerezza di coppia figlia di un amore puro e bambinesco. Questa dimensione al di fuori della realtà, quasi aliena e priva di ogni filtro, è ciò che rende irresistibili Gioacchino Turù e Vanessa V.: la volgarità non è percepita come tale, è l'innocente narrazione comica di un mondo per cui non si prova vergogna di nulla.

Sono passati 10 anni e nel frattempo la musica italiana ha visto la scena indie diventare il nuovo pop. In questo periodo Gioacchino, continuando anche sporadicamente a suonare, si è nascosto dietro Giacomo Laser, pseudonimo dello pseudonimo, e si è dedicato alla realizzazione di video che lo vedono protagonista e di alcuni videoclip per i musicisti di cui abbiamo parlato all'inizio (per esempio L'ultima festa di Cosmo o una prima versione di Gaetano di Calcutta). Sul suo canale YouTube vediamo Giacomo aggirarsi, smarrito, in un mondo che pare non appartenergli.

Ha il suo fascino questo ragazzone barbuto, con la sua prospettiva così fuori dagli schemi (anche se ormai l'abbiamo assimilata, anzi la diamo per scontata). Fra queste c'è il giornalista e scrittore Edoardo Camurri, il quale ha incontrato Gioacchino/Giacomo in una puntata del suo programma "Viaggio nell'Italia del Giro". "Giacomo Laser arriva dal futuro", dice il giornalista torinese "per dirci: siate come me se non volete scomparire, non abbiate timore delle mie opere, comportatevi come una macchina, imparate a imbrogliare l’algoritmo che si nutre dei vostri sogni, praticate una filosofia e un’arte radicalmente antiumaniste, se volete, grande paradosso, provare a rimanere umani ancora per un poco".

Ora è tornato sotto l'etichetta Musica Moderna, nuova casa discografica che ha ripubblicato i primi due album di Gioacchino e Vanessa su tutte le piattaforme digitali. Il nuovo pezzo, Sole, è una filastrocca non sense delicata e per certi versi molto distante dai brani precedenti della coppia: rispetta la struttura di una canzone pop, ha una melodia accattivante, non contiene immagini eccessivamente volgari. Rimane l'elemento surreale, con questo sole che cade in un torrente perché colpito da dei ragazzi che lanciano delle pietre.

Cosa significa tutto questo? Una non-spiegazione ce la dà Vanessa nel finale del brano: "tutto questo è un codice che non riesci a capire". Quindi è inutile anche solo provare a darci un senso, ognuno si sente libero di vederci quello che vuole in questi schizzi musicali. Il mondo di Gioacchino e Vanessa è chiaro solo a poche persone, forse solo a loro stessi, forse neanche a loro

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L'articolo Fenomenologia di Gioacchino Turù, non-freak della musica italiana di Vittorio Comand è apparso su Rockit.it il 10/12/2019 11:24

Tag: opinione

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