Grazie a Califano e ai Black Sabbath ora Ketama 126 ha tutte le risposte

Con cinque inediti – e senza la solita sfilza di feat. – il rapper romano riprende il discorso del precedente disco con "Kety Reborn". Di fronte a un muro pittato, dice la sua su passato e futuro, amore e borghetti
15/07/2020 10:05

"Ho comprato una giacca, l'ho subito brascata / Ma non mi frega un cazzo, ah". Saranno 40 anni o giù di lì che il rap funziona quando riesce a veicolare delle immagini, quotidiane, usando, per farlo, un linguaggio comune. Le barre in questione ne sono un esempio quasi scolastico, e non è un caso le firmi Piero Baldini aka Ketama 126.

Lo scorso ottobre era uscito Kety, il suo quarto album in studio e il primo con una major, che nelle settimane è diventato un grande successo, fino a donare al rapper e producer romano classe 1992, membro della Love Gang CXXVI, il disco d'oro. Inevitabile, direte voi, per un disco anticipato da hit come Scacciacani, con Massimo Pericolo e Cos'è l'amore, un featuring postumo con Franco Califano, assieme a Don Joe e Franco 126. E poi i feat. di Noyz Narcos, Fabri Fibra, Tedua, Speranza, Generic Animal. In realtà inevitabile non lo era affatto, nemmeno per i tempi attuali. Quello, per il genere, è un ottimo disco, e come tale è stato premiato. 

Ora, nel post Covid, Ketama è tornato con una nuova edizione, Kety Reborn, in cui alle tracce già presenti nel disco originale, si aggiungono cinque inediti e un remix: Nonmifregaunca, No infami, Bumbum, Diablo, Pezzi Pt.2 (feat. Side Baby) e Dirty RMX

Il rapper romano – non chiamatelo trapper –, aveva altre cose da dire e lo fa in un momento che non è il massimo storicamente. Un plauso alla mancanza di strategia, confermata soprattutto dalla scelta di non indulgere nella solita sfilata di feat. nel disco, che avrebbero garantito una pioggia di streaming ormai fine a se stessa. L'unica collaborazione è quella di Side Baby, ed è il sequel di uno dei primi pezzi forti del genere usciti da Roma nel lontano 2015, che oggi sembra preistoria.

Di passato, presente e Borghetti parla Ketama nel nuovo appuntamento con "Wall don't Lie".

TRACKLIST

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Per farsi un’idea sul tema, consiglio l’ascolto dei Black Sabbath.

Non mi pare una gran scoperta.

Per le questioni d’amore date retta al maestro Franco Califano.

Questa è sempre valida.

Qui direi solo che Ugo Borghetti è uno degli artisti italiani più interessanti in circolazione.

Sembra il titolo di un film.

Non era proprio così, ma mi ricorda Fight Club.

"Il tuo padrone / ma quanta presunzione / è un cornuto e questo fatto / Lo dichiaro nel suo letto" (cit. Califfo).

Mio padre mi ha sempre sostenuto a “lottare” per fare musica.

A me piace quello che faccio per campare.

In Pezzi, Arturo diceva "Ho il cervello a pezzi / Ho il cervello sui pezzi". Vi siete ascoltati Pezzi Pt 2?

"Lei mi fa un sorriso, ya, Monna Lisa" (autocit.

Si può sempre cambiare drink… 

…troppi Negroni.

Invece io penso sia importante avere consapevolezza del proprio passato.

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L'articolo Grazie a Califano e ai Black Sabbath ora Ketama 126 ha tutte le risposte di Dario Falcini è apparso su Rockit.it il 15/07/2020 10:05

Tag: Wall don't Lie

Pagine: Ketama126

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