Hell On Mask, i moderni Boccaccio arrivano da Kickstarter

Sono 10 amici, divisi tra Napoli e la Basilicata, e durante il lockdown hanno creato "Decameroom", un progetto che unisce 10 brani da quarantena ad altrettante illustrazioni fighissime. Su 61mila richieste di finanziamento online sono stati i più "votati"
11/09/2020 15:15

Dieci amici che si vogliono bene da sempre, chiusi ognuno nelle proprie case durante il lockdown, hanno creato totalmente a caso una roba pazzesca. Si sono firmati Hell On Mask, hanno piazzato su Kickstarter il loro progetto – Decameroom: dieci brani accompagnati da dieci storie e dieci illustrazioni, raccolti in un cofanetto – e sono rimasti sulla piattaforma per circa venti giorni, fino a diventare il progetto più popolare della sezione musica.

Su 61mila progetti al mondo. Hanno raccolto, tramite il finanziamento con Kickstarter, il budget necessario alla produzione di 300 copie fisiche numerate e le hanno vendute tutte. Qualcosa, però, se chiedete ancora c'è, forse. Un traguardo enorme, del tutto imprevisto.

Hell On Mask - Decameroom Cover (Front) - Sigiu Bellettini artworkHell On Mask - Decameroom Cover (Front) - Sigiu Bellettini artwork

Ora, stanno cercando di portare avanti la collaborazione con INRI Torino, che li ha contattati subito, e stanno elaborando il modo per tirare fuori tutto l’albumsu Spotify ci sono solo due brani, il resto si trova nel cofanetto: "L’idea originaria era quella di far uscire mensilmente un racconto, un podcast e il relativo brano. In questi giorni stiamo cercando di gestire le questioni tecnico-logistiche che riguardano questo progetto e decidere come far uscire il materiale, magari con un video", dice Francesco aka Sigiu Bellettini, autore delle illustrazioni e ponte essenziale tra due mondi.

Perché è lui, per metà napoletano e per metà lucano, che ha messo in contatto Napoli con Latronico, i due epicentri di Decameroom: "Sette di noi su dieci sono lucani. Io vengo a Latronico da quando sono ragazzino" – dice Sigiu – "e Joseph e Matteo, due miei amici di vecchia data che ho trascinato nel collettivo, conoscono da tempo gli altri sette".

Hell On Mask sono, dunque, i tre napoletani Francesco Caricati ­– Sigiu Bellettini, rapper, producer e illustratore –, Joseph Troia – Apostoli, rapper –, Matteo De Marino – Demarino, rapper – e i sette lucani Arturo Lauria – Dr.Brain, rapper –, Flavio Lauria – KV Lood, che cura anche mix e master –, Tahnee Rodriguez – Cisco, "entità magica" –, Massimo Cantisani – cantante –, Andrea Lauria – alla chitarra –, e i due scrittori Egidio Matinata ed Egidio Mitidieri – che si sono dedicati alla stesura dei dieci racconti, prendendo spunto dalle tracce e inserendole in una cornice narrativa.

I dieci, ognuno nelle proprie camere e a distanza, durante la quarantena, hanno cominciato per gioco a elaborare delle basi, che poi sono diventati dei brani, tutti ambientati in luoghi e tempi diversi: "Inizialmente doveva chiamarsi Tutti a Casa mixtape. Costretti a stare dentro casa, inconsapevolmente il progetto è nato dalla voglia di evasione di ognuno di noi in un altro spazio e in un altro tempo", spiega Egidio, uno dei due scrittori del gruppo.

"Poi, abbiamo trovato il filo conduttore tra i vari brani, perché casualmente tutti erano una declinazione diversa del rap e la collocazione spazio-temporale è diventata caratteristica di Decameroom", continua Arturo, uno dei rapper: "I racconti e i brani sono ambientati in una determinata città e in un determinato anno. Ogni brano e ogni racconto è ispirato a un luogo e un tempo diverso, perciò ogni pezzo è differente dall’altro".

Sono tendenzialmente pezzi pop-rap, ma declinati secondo sound diversi e ognuno ha un genere di riferimento differente, a seconda del mood, del luogo in cui è ambientata la narrazione e in base all’anno. Perciò: Un Trago (Havana-1975) è un rap latino che strizza l’occhio un po’ ai Cypress Hill, un po’ a Manu Chao. Sunset Love (Malibu-1982) è anni Ottanta, però con dei brillori più pompati, reinterpretati, rebooted. Habanero (Kingston-1967) è ambientato a Kingston ed è per due quarti raggae. Jurassic Park (Isla Nublar-1993) boom-bap è anni Novanta, chiaramente con dei suoni più contemporanei. Mumble No.5 (Atlanta-2010) è un per forza un mumble, rap, di base anche trap, senza strafare.

TRACKLIST

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Copernico (Bologna-1497) è una canzone d’amore ambientata nella bologna del 1470, data in cui Copernico fece le sue prime osservazioni astronomiche. Il beat è tecnicamente trap/emo-trap, con un tipo di scrittura e di flow che, però, non c’entrano molto. President Evil (Raccoon City-2035) è a cassa dritta, elettro-house. Berghain (Berlin-1987) è techno pura. Blvk (Neo Tokyo-2084) è mezza trap e mezza crossover, con il ritornello stimolato dalle chitarre elettriche di Andrea, Ghostemane di retroterra, e segue alla larga la wave trap metal. Infine, la traccia numero dieci: Contact (Vega-2130), space ambient con un rap abbastanza asciutto, zero flow e scrittura quadrata, solo in rima.

Certamente l’eterogeneità è il punto di forza di Hell On Mask e del progetto Decameroom in toto: "L’abbiamo fatto apposta, così almeno un pezzo su dieci riesce a spaccare per forza", ride Matteo, rapper. La verità è che tutti e dieci i brani fanno un figurone, la produzione è perfezionista e la qualità del lavoro definitivo non è affatto male, nonostante sia nata, cresciuta e ultimata a distanza: "Tutto è stato possibile grazie all’amicizia di lunga data e ovviamente grazie alle tecnologie, che ci hanno consentito di elaborare ognuno a casa propria. Francesco e Flavio realizzavano i beat e ce li consegnavano impacchettati; noi ci scrivevamo sopra, registravamo e inviamo i brani che poi venivano riempiti di dettagli", spiega Arturo e, continua: "Il dualismo Francesco/Flavio, i due produttori, è stato un fattore prezioso in più. Loro sono abbastanza complementari nel modo in cui interpretano la musica: Flavio gestisce magari la melodia, Francesco la ritmica. Anche questa complementarietà ha reso il progetto eterogeneo e potente".

Poi, nel complesso il progetto è davvero affascinante, anche se non capisci perché. L’impatto è strano, non si capisce molto: fuori ci sono solo le prime due tracce, Un Trago (Havana-1975) e Sunset Love (Malibu-1982). Per il resto, se non hai comprato il cofanetto su Klickstarter, si potrebbe pensare che si tratti unicamente di podcast annessi ai due brani usciti e una raccolta di illustrazioni fighissime, una per ogni pezzo, in cui Sigiu rielabora antichi dipinti con elementi estranei legati al pezzo di riferimento.

Hell On Mask - Decameroom - artwork di Sigiu BellettiniHell On Mask - Decameroom - artwork di Sigiu Bellettini

Ed è questo, forse, l’unico punto di debolezza del progetto: la difficoltà nel comunicarlo in modo chiaro. "Siamo consapevoli che quello che facciamo non è un progetto pop, ma di nicchia, diretto a coloro che apprezzano prodotti studiati ed elaborati. Il rischio di non essere compresi in questi casi c’è sempre", dice Matteo, e Joseph si aggancia: "La transmedialità, marchio intrinseco al progetto, è difficile da palesare, anche perché credo che ci siano pochi esempi da cui prendere spunto".

Se la complessità può essere un ostacolo, ma allo stesso tempo caratteristica seducente di Decameroom, e l’eterogeneità di stili e di generi il pregio di questo lavoro a dieci mani, la commistione tra passato-presente e futuro è il perno che tiene insieme tutto il disco: "Il fatto che tutto sia partito in quarantena ci ha invogliati a immaginare dei viaggi per evadere dalla condizione in cui ci trovavamo. Siamo partiti dall'Havana del 1975 per approdare a Vega, nel futuro 2130, il tutto in una cornice narrativo-letteraria dove sette donne e tre uomini raccontano le tracce, come in Boccaccio", spiega Egidio e, continua: "Classico e moderno si intrecciano in Decameroom e quest’elemento è evidente negli artwork di Sigiu, a partire dalla copertina dell’album, dove la dama dell’Ottocento indossa il visore".

Hell On Mask - Decameroom Cover (Retro) - Sigiu Bellettini artworkHell On Mask - Decameroom Cover (Retro) - Sigiu Bellettini artwork

La casualità è un altro elemento da considerare, il punto di partenza da cui è nato tutto: "Da piccoli, noi di Latronico avevamo un gruppo semi-punk psichedelico, che non c’entra un granchè con quello che generiamo oggi", racconta Arturo, e continua: "Non sapevamo suonare ed era questa la cosa realmente punk, scrivevamo solo pezzi nostri. Guardando in retrospettiva era una roba realmente sperimentale, di cui purtroppo non abbiamo testimonianze – si tratta di una quindicina di anni fa e Youtube e il resto ancora non era davvero avviato".  

Da quel momento in poi è sbocciato l’amore per l’elettronica e l’hip-hop, che ha rapito tutti: "Io ho sempre rappato", afferma Arturo, mentre Sigiu è sempre stato un esploratore di musica di avanguardia di qualsiasi natura – da Battiato a derive post sovietiche – e parecchio affascinato dalla vaporwave, ma anche dalla trap; Flavio è sempre stato uno che ha prodotto musica elettronica in maniera abbastanza caotica, spaziando dalla drum and bass a musica d’ambiente. Per tutti, il punto di riferimento sono Giovanni Lindo Ferretti e Battiato: "I nostri due pilastri su cui si basa la nostra esistenza sulla terra", dice Sigiu.

Decameroom - Capitolo 1 - libro contenente le storieDecameroom - Capitolo 1 - libro contenente le storie

"Siamo partiti senza nessuna intenzione precisa e forse il messaggio è nato strada facendo", afferma Joseph. E cioè: fare una roba complessa, un prodotto estetico e artistico che si sviluppi su più media e che possa dare al lettore-ascoltatore-spettatore la possibilità di fare un viaggio. In altre parole, un’esperienza complessa della musica, che a volte si ascolta senza lasciare nulla.

"Vogliamo raccontare delle storie”, continua Joseph, che studia cinema ed è il regista del progetto di Hell On Mask. Non solo, il fruitore che entra in relazione con Decameroom è spronato a un atteggiamento attivo. Qualcosa non di nuovo, ma che sicuramente distingue l’operazione dal resto: l’ascoltatore deve andare a leggere anche i racconti, capire il collegamento con il pezzo e ricostruire anche un po’ da sè, la storia raccontata: "C’è molto del concetto della nuova serialità televisiva nel progetto", spiega Joseph: "Nelle serie tv l’episodio non è più autoconclusivo e si vive un’esperienza dinamica – come fosse un videogioco – dove tu devi apprendere le regole di quel 'pacchetto', entrarci dentro e fare la tua esperienza".

Hell On Mask - Decameroom – artwork di Sigiu BellettiniHell On Mask - Decameroom – artwork di Sigiu Bellettini

"Con la nostra musica vogliamo seguire il flusso", parla Arturo a nome di tutti gli altri nove, e continua: "Ho sempre fatto freestyle nella mia cameretta o nei bar quando mi ubriaco. Ho fatto anche qualche battle al liceo, ma non ho mai provato a scrivere. Il freestyle è una cosa che mi ha sempre divertito e pensavo 'okay, quando mi metterò a scrivere vorrò farlo con parole piene di contenuti'. Questo progetto, invece, si è presentato totalmente a cazzo, in un momento in cui volevo solo stare a casa e divertirmi con i miei amici".

"Mai mi sarei aspettato che uscisse una roba del genere da me stesso. Il fatto che abbiamo seguito tutti il flusso e il fatto di non aver prestabilito nulla – dalla riuscita raccolta fondi, alla 'vittoria' su Kickstarter, fino all’album – ha reso tutto più bello", spiega Arturo: "È uscito 'tutto bene da sé', tutto in maniera organica, perché semplicemente l’intento di tutti era fare qualcosa insieme, stare insieme e divertirci. E questo non vuol dire che sia uscito qualcosa di leggero o privo di contenuti, anzi, voglio semplicemente sottolineare la bellezza della spontaneità con cui si sono sviluppate le cose".

Hell On Mask su KickstarterHell On Mask su Kickstarter

Dieci teste diverse, ma il fatto di essere in tanti è stata una cosa che spesso ha aiutato, perché in qualche modo loro stessi si sono dati dei feedback a vicenda. Se su una cosa qualcuno era incerto, ad esempio, ha avuto la conferma o la disapprovazione di qualcun altro: "Ci sono stati solo alcuni episodi di censura" – ridono – "come quando Arturo ha bestemmiato in un testo e gli altri hanno deciso di metterci un bip sopra", ricorda Sigiu e, subito, Arturo risponde, scherzando: "Questa cosa non mi è piaciuta proprio".

Hell On Mask è un collettivo innanzitutto di amici che fanno musica fatta bene e raccontano storie avvincenti. E che sono riusciti a realizzare dal nulla un progetto davvero interessante, che merita attenzione e che concede finalmente un po’ di luce anche a una regione, la Basilicata, troppo arida e ingiustamente silenziosa dal punto di vista musicale. Qui, esistono alcune realtà di cui varrà la pena parlare – magari più in là –, ma che, per forza di cose, rimangono spesso nel loro e non escono al di fuori di questa piccolissima regione che lentamente si sta spopolando. Decameroom e Hell On Mask sono una luce luminosissima in questo deserto da esplorare, che illumina fino a Napoli e altrove, e che in qualche modo dà voce e fiducia a tutto il resto.

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L'articolo Hell On Mask, i moderni Boccaccio arrivano da Kickstarter di Claudia Mazziotta è apparso su Rockit.it il 11/09/2020 15:15

Tag: album

Pagine: Hell On Mask

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