Italian Horror Story è il live show di Noyz che ha portato alcune tra le più grandi hit della sua carriera nei palazzetti. Due date, la prima a Roma, casa natale e radici, la seconda a Milano, la città che lui ha scelto, che lo ha adottato e lo ama. Al Forum si è sentito tutto questo amore, per il rap fatto bene e per lui; c’era tutta l’Italia e tre generazioni di fan a sentirlo e vederlo, perché la gente ha bisogno di Noyz, è una fede, per alcuni dura da vent’anni, per altri è più fresca, ma è un credo per tutti. Noyz è di diritto l’ottavo re di Roma.
"Te trascino giù all’inferno con me quando ce vado", proprio come dice la fine di uno dei suoi pezzi più iconici, Noyz ci trascina nella sua discografia, sceglie accuratamente brani da praticamente tutti i suoi dischi in venti anni di carriera: Non dormire, La calda notte, Verano Zombie, Guilty, Monster, Enemy, Virus, Cult - il joint album con Salmo, che con lui canterà tre pezzi - e Funny Games.
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Noyz è ispirato, in gran forma, non ne sbaglia una, dalla prima strofa di Ultimo Banco all’ultima di Stesso Dio con cui chiuderà un concerto di più di due ore di barre taglienti e sound spietato. È preciso Noyz, la scaletta è studiata, apre e chiude con il nuovo disco Funny Games certificato oro e in mezzo brani epici, hit storiche che ripercorrono tutta la sua carriera e che hanno fatto davvero la storia del rap italiano.
L’immaginario è spettacolare: video e visual che circondano Noyz sono firmati da Marco Proserpio, già regista di Dope Boys Alphabet, il documentario che racconta la leggenda del rap romano attraverso quindici anni di filmati inediti (qui la nostra intervista in quell’occasione). Ci travolge con fuoco, fiamme, teschi, e tutto l’immaginario horror e truce a cui Noyz ci ha abituato, ma che è anche abbagliante, sofisticato e ricercato o esilarante, come quando durante l’ultima pausa prima dei pezzi finali, sul ledwall compare la scritta anche gli artisti vanno in bagno, mo torno, con rumore di sciacquone in sottofondo, così per due o tre minuti.
Sul palco una ragazza che urla e scappa via, due macchine ferme, abbandonate nella notte a fari accesi; una è la postazione di Sine, elemento fondamentale dello show e producer da sempre legato a Noyz e ai suoi più grandi successi. Il sodalizio tra i due sprigiona tutta la potenza e l’amore per il rap e la dedizione per questo lavoro, iniziato, lo ricorda Noyz, in uno scantinato e in localetti sporchi con cento persone.
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Noyz si prende il Forum e condivide il palco con Papa V, Nerissima Serpe, Shiva e Kid Yugi, il suo pupillo, che resta poi nel parterre a godersi lo show; Rasty Kilo con cui canta Dedicated, brano di punta del disco di Rasty e Guè, e Gemello, "un fratellissimo" dice Noyz; con Verano Zombie è il ritorno alle origini e tutto il palazzetto, volenti o nolenti, acclama il Truceklan, ormai è una tradizione. Ci sono anche due macigni del rap italiano, Danno nel brano Karasho e Tormento; lo stile e il flow d’altri tempi si sentono e la versione inedita di My Love Song è uno dei momenti più emozionanti del concerto insieme a Sinnò me moro, hit di Night Skinny che fa cantare e applaudire tutto il palazzetto, è il tributo di Noyz a Willy Monteiro.
Noyz è vero e sincero, sempre, lo è da vent’anni, immutato per certi versi e per questo show non si risparmia in niente e ci trascina nel suo viaggio dell’incubo, nella sua scena del crimine, c’è sempre un mood un po’ punk e selvaggio ai concerti di Noyz, anche nelle grandi location. È proprio come dice Gel (membro storico del Truceklan) nel film: "se sale Emanuele sul palco gli altri non ci sono, cappello giù, mitra, pam pam pam, basta, devi morire". Per chi se lo fosse perso, Noyz inizierà presto il tour estivo, Cruel Summer 2026, portando la sua horror story nei festival italiani.
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L'articolo "Italian Horror Story": il live di Noyz è l'unico incubo da cui non vorremmo svegliarci di Carlotta Fiandaca è apparso su Rockit.it il 2026-04-20 10:59:00

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