Spaghetti Disco, fotografie di quell'Italia che andava a ballare

29/11/2016 di

Si è da poco conclusa, a Londra, Spaghetti Disco, una mostra fotografica curata da Lorenzo Cibrario e interamente dedicata all’Italo Disco e al mondo delle discoteche italiane tra la fine degli anni '70 e l’inizio degli ’80. Abbiamo intervistato il curatore, che per l'occasione ci mostra alcune delle foto e una playlist compilata apposta per Rockit. Clicca play.

Come è nata l’idea della mostra e che tipo di accoglienza ha avuto a Londra?
La Red Gallery - galleria d’arte di base a Shoreditch - mi ha contattato per organizzare una mostra su una sottocultura italiana. Ho pensato alla Italo Disco perché forse, tra tutte, è la più famosa all’estero e quella sulla quale ero più ferrato e che volevo approfondire ulteriormente. La mostra fa parte di una serie sulle sottoculture giovanili europee: gli hippie in Ungheria, la Movida Madrileña, il French Touch e la Berlino post muro. Per quanto riguarda l’accoglienza, posso dirti che mi ha impressionato il calore con il quale la mostra è stata accolta! Se pensi che abbiamo fatto alla sola apertura più di 400 persone, delle quali almeno due terzi non italiane, possiamo essere soddisfatti. Stiamo iniziando a girare con la mostra, per ora andremo a Manchester e ad Edimburgo. 

Come hai recuperato le foto?
Per le foto ho utilizzato il più classico e italiano degli espedienti: il passaparola. Incontrare persone vis-à-vis è stata la scelta giusta, perché mi ha aperto decine di connessioni nuove e mi ha dato la possibilità di incontrare persone fantastiche. Girare per l’Italia in automobile per tre mesi, dopo quasi sei anni di Inghilterra, mi ha davvero reso felice, anche solo per la quantità di rustichelle che ho mangiato.


(clicca sulla foto per sfogliare la gallery completa)

Cosa ti affascina di più del periodo in questione?
Il mix tra la qualità musicale - in certi casi superba - e il periodo storico. La mostra, oltre alle immagini pop e colorate delle fotografie, cerca di fornire anche un inquadramento storico-sociale tramite l’utilizzo di testi e video. Vorrei menzionare il libro “Amore e Piombo” per i tipi della AMC, e questo video. Mi affascina il fatto che in anni complessi e difficili come quelli tra i primi anni ’70 e la metà degli anni '80, in Italia si sia prodotta così tanta disco music. Lo trovo un meraviglioso contrasto, che solo l’Italia riesce a creare.

Se dovessi individuare un momento e un gruppo di artisti che hanno rappresentato quello che potrebbe considerato l’apice del movimento Italo, cosa sceglieresti?
Allora, bisogna prima definire “italo”. Con il termine “Italo” di solito ci si riferisce ad uno stile di musica prodotto in Italia prima ed Europa in seguito tra la fine degli anni ’70 (indicativamente 1978) e la seconda metà degli anni ’80. Sicuramente Milano nei primi anni ’80 ha rappresentato l’apice del movimento Italo, perché Milano funzionava da punto di raccolta di energie e idee diverse.

Perché secondo te il genere ha avuto così successo in Italia?
Abbiamo prodotto musica di grande qualità, prima che il tutto si trasformasse in una macchina da soldi e la qualità scemasse inevitabilmente. Il successo credo che fosse anche di natura organica, la Italo Disco è stata la colonna sonora di anni in cui l’economia girava meglio, anni in cui il paese offriva lavoro e soldi da spendere, come se il nome contenesse in sé un connotato positivo.

(clicca sulla foto per sfogliare la gallery)

Oltre ai dj che sono tuttora in attività - Baldelli e Rocca, tra i tanti - è come se l’Italo Disco non fosse mai morta. Sono molti i dj o le band internazionali che attingono ancora a queste sonorità, quali sono i progetti che, al momento, ti piacciono di più?
Esistono alcune etichette discografiche che continuano a portare avanti il suono Italo, vorrei menzionare George Hysteric e la sua Mothball, il mitico Fred Ventura e il suo progetto ItaloConnection e la sua etichetta Disco Modernism, Otto Kraanen e la sua Bordello a Parigi. Tarick1 è un produttore Italo che apprezzo molto.

Dopo questa mostra hai avuto feedback importanti anche fuori dall’Europa. A tuo avviso perché questa musica è così affascinante all’estero?
Secondo me affascina perché, pur essendo una musica internazionale, dunque un linguaggio simile ad altri, ha un tocco di italianità che la rende unica. Insomma, le produzioni della Peter Jacques Band sono simili in tutto e per tutto ai lavori della KC & The Sunshine Band, ma hanno quel tocco italiano nella melodia che le rende speciali, lo stesso vale per il synth pop della Italo Disco: un linguaggio internazionale con un accento maccheronico.

Tag: Retroterra

Pagine: Tarick1 Crimea X Daniele Baldelli

Commenti (2)

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  • Goodfellas 29/11/2016 ore 12:08 @lucagoodfellas

    bellissimo articolo e playlist. Lunga vita a Fred Ventura !!!

  • enzosa 01/12/2016 ore 13:36 @enzosa

    gran bell'articolo! se posso aggiungo ai citati anche i San Giovanni Bassista che a Firenze portavano alta la bandiera dell'Italo Disco!! (di cui Bordello a Parigi ha infatti ristampato il disco!)
    https://www.youtube.com/watch?v=h8w_-aK97uE

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