Italogaze, o della rinascita dello shoegaze italiano

All'estero si parla sempre più di italogaze: sarà perché le band migliori sono le nostre?

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rev rev rev - I Rev Rev Rev

Probabilmente vivendolo da dentro non ce ne accorgiamo, ma sono in molti fuori dal nostro paese a pensare che lo shoegaze e il dream pop stanno diventando tutta roba italiana, tanto che qualcuno ha coniato un termine un po' buffo ma efficace: italogaze. Da qualche anno infatti i suoni eterei impastati nei feedback sono la caratteristica principale di una scena tricolore che dal passaparola di retrovia ha lentamente conquistato posizioni, lustro e stellette tra gli appassionati. D'altronde negli ultimi anni lo shoegaze sta vivendo una nuova giovinezza, grazie anche al ritorno dei padrini My Bloody Valentine, Slowdive, Ride, Swervedriver, Lush - e gli italiani sembrano avere qualcosa di importante da dire sull’argomento.

Se all’estero c'è chi parla di italogaze non è un caso: tra le band italiane esiste un approccio che è sempre più credibile e apprezzato. Tra i principali sponsor dello shoegaze italiano c’è il blog di una radio online, Primal Radio, fondata da Del Chaney, membro del duo irlandese Analogue Wave e grande conoscitore della scena dream pop tricolore: in questi anni ha dedicato parecchio spazio alle nostre nuove band, come nel caso della compilation italogaze "Shoegazin Your Waves". Del e la sua squadra però non sono gli unici attenti a quanto avviene qui da noi. Greg Wilson (uno che indossa sempre la sua bella maglia nera con la scritta “I love you but I’ve chosen shoegaze”) è un dj americano molto noto nell’ambiente dream pop grazie alla sua radio DKFM, che in una recente playlist dedicata ha incluso due nomi che hanno un peso specifico non indifferente nello shoegaze italiano: Leave The Planet e Stella Diana.



Dopo le prove generali del precedente “41 61 93”, che potete ascoltare qui sopra, gli Stella Diana sembrano pronti per fare il grande salto: è in uscita il nuovo album “Nitocris” e già da qualche giorno si sente il bellissimo singolo “Sulphur”. Il disco uscirà per Vipchoyo Sound Factory con la collaborazione di Shameless Promotion PR, agenzia che fa capo alla figura centrale di questa nuova onda dream pop, la canadese Shauna McLarnon, cantante degli Ummagma. Lo scorso anno McLarnon è stata tra le promotrici di una maxi compilation di 30 brani intitolata significativamente “Revolution - The shoegaze revival”. L’operazione, benedetta da Joe Foster della Creation Records, ha coinvolto band provenienti da ogni continente: per l’Italia oltre agli Stella Diana c’erano altri ottimi gruppi come i romani Weird., i catanesi Clustersun (protagonisti lo scorso anno di un tour in Nord America e al lavoro sul nuovo album) e i modenesi Rev Rev Rev.



Proprio questi ultimi hanno da poco pubblicato uno splendido disco, “Des fleurs magiques bourdonnaient”, che ha suscitato l’entusiasmo della critica e di tanti gruppi Facebook dedicati al dream pop, come per esempio il seguitissimo (25mila membri) “Shoegaze, Dream Pop & Nugaze”, una sorta di tana delle tigri frequentata dagli shoegazer più hardcore. Anche le radio straniere hanno accolto bene l'album: qui per esempio potete ascoltare il podcast di una recente puntata di Loose Canon, programma condotto dal dj Simon Edwards e trasmesso dalla stazione britannica 6 Towns Radio. Sia i Rev Rev Rev che gli Stella Diana hanno preso parte a un’altra compilation, il tributo ai Ride “Leave Them All Behind”, realizzato dal sito brasiliano The Blog that Celebrates Itself. Le band sono in compagnia di altri due validissimi gruppi italiani: Klam e In Her Eye (ai quali recentemente si è aggregato Raffaele Bocchetti, ex Stella Diana). E se ancora non fosse sufficiente, c’è la tripla compilation benefica “Rock Back for Nepal” curata dall’americana Patetico Recordings: in mezzo a decine di gruppi da tutto il mondo (inclusi gli A Place to Bury Strangers) degni di nota in ambito shoegaze e affini ci sono gli ottimi Human Colonies e Arirang oltre i già citati Stella Diana, Rev Rev Rev e Clustersun.



Subito dietro alla prima fila delle band citate (alle quali bisogna aggiungere naturalmente anche i Be Forest e i Soviet Soviet), ci sono molti altri progetti che stanno contribuendo allo sviluppo e diffusione dell'italogaze con molte sfumature diverse: gruppi come La casa al mare, Białogard, Felpa, Allie’s Dope, Good Morning Finch, Kimono Lights ed Electric Floor sono solo alcuni dei migliori rappresentanti di un suono decisamente sfaccettato che l’Italia sta contribuendo a ricostruire. Più forte e rumoroso che mai.

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L'articolo Italogaze, o della rinascita dello shoegaze italiano di Manfredi Lamartina è apparso su Rockit.it il 2016-03-18 12:00:00

Tag: band

COMMENTI (10)

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  • marcos1999 12 mesi Rispondi

    "I nostri gruppi italiani sono tra i migliori nel dreampop"
    I fan degli M83: LOL.

  • interdonatos 5 anni Rispondi

    Felicissimo di essere smentito :) speriamo che la situazione continui ad evolvere!

  • i_zu 5 anni Rispondi

    @interdonatos things are a-changing! appena tornata dal orimavera dove ho visto in prma serata i nostri c+c+=maxigross e matilde davoli, entrambi i concerti pieni di pubblico, quando usciamo dall'etichetta 'world', piu' che dai confini, funzioniamo!

  • interdonatos 5 anni Rispondi

    [Primal Music per quanto interessante praticamente è seguito da poco pi di 2mila persone, cioè praticamente meno dei follower delle band che propone...mi sembra un pò poco per titolare che si parla di Italogaze all'estero...]

  • interdonatos 5 anni Rispondi

    Bell'articolo e band interessanti. Ma dov'è che si parlerebbe di Italogaze all'estero? Potete linkare qualche testata importante?
    A me sembra che il rock italiano sia ignorato in toto fuori dai nostri confini (a torto o a ragione non è di questo che voglio parlare) e che, come dicevo altrove, non esiste un festival europeo in cui venga chiamata a suonare una band italiana, nemmeno alle cinque del pomeriggio...

  • paul.samro 5 anni Rispondi

    A Violet Pine
    http://avioletpine.bandcamp.com/

  • nickroma 5 anni Rispondi

    ed ECOLE DU CIEL

  • nickroma 5 anni Rispondi

    anche i pugliesi THE WHIP HAND

  • inhereye 5 anni Rispondi

    Super :)

  • dr.lorenz 5 anni Rispondi

    Buon articolo, vi siete però dimenticati della mia band We Melt Chocolate. Anche noi abbiamo partecipato ad una compilation ( The language of flowers ) della label Theblogthatcelebratesitself e ci passano spesso su Primal radio. Mi rendo conto che non sia facile raccogliere tutte le informazioni grazie comunque.