Se Ketama126 e Gianluca Grignani fossero la stessa persona?

La somiglianza tra i due non è solo fisica, ma di attitudine. Sono i nostri sbagli che salgono su un palco, e non è un caso non siano mai stati visti nella stessa stanza
04/11/2019 16:01

Belli, maledetti, capelli lunghi, sguardo penetrante di quelli 1/3 duro, 1/3 malinconico, 1/3 alticcio, entrambi cantanti, entrambi amati dai giovani, entrambi reputati cattivo esempio: vai a vedere che Grignani e Ketama sono la stessa persona?

Intanto facciamo un passo indietro, come quando Carlo Lucarelli introduce gli omicidi: città di Sanremo 1995, un ragazzo dai capelli lunghi sale sul palco. Indossa un maglione largo, slabbrato sul collo eppure non è per niente intimidito dal Teatro Ariston. Bastano pochi secondi e tutti si accorgono che in quel febbraio piuttosto freddo è nata una stella. Categoria Giovani, Destinazione Paradiso da cantare con la mano rivolta al cielo. Il resto è storia.

Ora un salto in avanti: 18 ottobre 2019, esce Kety. primo album vero e proprio di Ketama 126 e siamo colti da un deja-vu. No, niente assonanze stilistiche, eppure siamo abbastanza convinti che se Grignani avesse scritto qualcosa oggi, sarebbe stato nella Lovegang o giù di lì. Già perché da Denti d’oro a Cos’è l’amore, Piero Baldini – il vero nome di Ketama – ha dimostrato di essere uno degli artisti più importanti della sua generazione con l'autotune tra i denti, e quindi oggi in generale della musica contemporanea. Esattamente com’è era accaduto per Gianluca Grignani più di vent’anni fa.

Con Ketama la carica sexy dei capelli lunghi e selvaggi è tornata preponetemene sulla scena, proprio come è stato a suo tempo per Gianluca Grignani. Tra sfumature alla Peaky Blinders dei rapper di periferia, passando per i cantautori it-pop allergici al balsamo sino alle ossigenazioni e platinature varie e eventuali di chi dialoga con il mondo del clubbing e dell’elettronica, sono pochi gli artisti che fanno dei capelli lunghi un tratto distintivo. La somiglianza non finisce qui.

Così come a diciott’anni ancora da compiere Antonio Cassano esordì in Serie A con un colpo di tacco volante e un gol all’Inter da antologia, allo stesso modo Grignani e Ketama entrano nel mondo della musica con una guasconeria, termine tecnico per indicare una spacconeria innocua, un po’ dolce e decisamente seducente, che ammalia sin dal primo momento, proprio come se fossimo dentro al videogioco Devil May Cry. Che, guarda caso, vede come protagonista Dante, un guascone ammazza cattivi il cui motto è "Anche un demone può piangere". Esatto, proprio come Ketama canta in Rehab: "Anche un diavolo può piangere".

Gianluca Grignani, dalla sua, negli ultimi anni ha avuto i suoi bei problemi tra alcol, stupefacenti e una fragilità di fondo che ti tenerezza, proprio come quella di Ketama, che non si nasconde dietro un dito. In un mondo musicale in cui a dominare era prima il bigottismo diffuso e ora il politicamente corretto, Grignani e Ketama sono gli errori del sistema che ci affascinano e ci colpiscono proprio per il loro fatto di essere altro. E come dice Franco Battiato in Up Patriots to Arms le loro chiome al vento ci continuano ancora a ispirare: "Chi vi credete che noi siam, per i capelli che portiam/ noi siamo delle lucciole che stanno nelle tenebre". 

 

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L'articolo Se Ketama126 e Gianluca Grignani fossero la stessa persona? di Mattia Nesto è apparso su Rockit.it il 04/11/2019 16:01

Tag: opinione

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