Una cantautrice immaginaria: ascolta in anteprima "Piano" di Laura Fabiani

Piano, di Laura FabianiPiano, di Laura Fabiani
21/09/2015 di

Laura Fabiani è uno dei pochi casi al mondo di cantautrice-non-cantautrice, nel senso che dietro quel nome immaginario si nascondono in realtà due persone: Marcello Newman (precedentemente in Marcello e il mio amico Tommaso) e Lucie Desclozeaux. Qui sotto trovate in anteprima "Piano", il loro primo album (ve lo facciamo sentire come unica traccia, perché tutte le canzoni sono legate l'un l'altra con rumori e umori casalinghi). Più sotto trovate la nostra chiacchierata, durante la quale ci hanno raccontato qualcosa in più su questa Laura immaginaria.

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Com'è nato il progetto Laura Fabiani?
Mi sono trasferito a Parigi un anno fa per lavorare e scrivere la tesi. Finiti gli stage che avevo trovato ed essendo riuscito abbastanza miracolosamente a laurearmi sono tornato a Roma per passarci il Natale. Non stavo un granché in quel periodo, mi sentivo solo e sfigato. Poi più o meno all'improvviso ho trovato un lavoro incredibile come insegnante di musica in una scuola internazionale. Tutto mi sembrava risolto. Quando mi hanno chiamato la notte prima del mio primo giorno di lavoro per dirmi di non venire non ci potevo credere, mi è cascato il mondo addosso. Da quel momento ho cominciato a passare un sacco di tempo a casa. Per fortuna c'era un pianoforte e per fortuna ho conosciuto Lucie Desclozeaux.

Quindi Laura Fabiani è un moniker immaginario che riunisce te e Lucie, una cosa piuttosto strana. Perché questa scelta?
Io ho sempre scritto canzoni usando narratrici femminili e con "Laura Fabiani" volevo prenderne atto. "Fabiani" è il cognome di mia madre e "Laura" assomiglia un po' a "Lucie". Io ho scritto la maggior parte dei testi però canta quasi sempre lei, è strano. Pure per quello mi piace che usiamo un nome che non sono né io né lei.

Di cosa parlano le canzoni che compongono "Piano"? 
Le prime sono molto narrative e parlano di un amore del passato, (lo stesso di cui parlano i pezzi di Marcello e il mio amico Tommaso) poi succede una cosa strana, entra della luce. La seconda metà del disco parla di una specie di via di fuga. C'è qualcosa di metafisico.



(Place Adolphe Max, dove sono stati registrati molti degli ambienti)

Il disco è stato registrato prevalentemente in camere da letto di persone diverse, in città diverse. Pensi che questo sia trapelato nell'atmosfera delle canzoni?
Sì, è per quello che abbiamo messo la stanza ovunque: nel video di "Chissà", nella copertina e nelle canzoni stesse sotto forma di registrazioni d'ambiente. In quelle stanze io e Lucie arrangiavamo e facevamo le prove dovendo cantare pianissimo per noi fare casino, e sicuramente questo ha influito sulle canzoni. Poi più in generale avevamo deciso prima di cominciare che volevamo a tutti i costi tenere tutto piccolo e fragile.

Laura Fabiani su internet non esiste, almeno come band. Solo pigrizia oppure c'è dietro una strategia precisa?
C'entra con quello che dicevamo sulla stanza. Mi sembrerebbe strano usare i social per promuovere un disco di questo tipo. In primis perché contro lo spirito sonnolento e da cameretta del disco e in secondo luogo perché non riesco a immaginare un ascoltatore casuale a cui potrebbe interessare. Il disco sarà qui e su YouTube, così se qualcuno di interessato lo vuole sentire lo trova facilmente. Non mi va di dannare l'anima a gente legittimamente disinteressata alla nostra musica. 

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