Bookit #38: i libri da leggere in autunno sotto la coperta Rubrica

22/10/2018

Nella nuova puntata del bookit autunnale qualche consiglio sulle letture da fare quando arrivano i primi freddi.

Iniziamo con una tripletta a firma Arcana che con la collana “Cantautori del Duemila” sta realizzando un’operazione molto interessante di mappature dei nuovi autori della musica italiana. Il primo volume che marca tale rinnovato interesse è “I Cani. I dischi, i bagni nel mare, l’umanità(Arcana, pp. 110, 8,99 € / 11,05 €) di Natan Salvemini. Salvemini indaga con cura la parabola artistica ma anche umana di Niccolò Contessa, il deus ex machina de I Cani. Si ripercorrono le principali tappe dell’evoluzione della “band non band” evidenziando come, di disco in disco, il cambiamento del cantautore romano sia stato evidente. Si è partiti da un universo piccolo, rinchiuso più o meno nella propria stanzetta e nelle strade di tutti i giorni per poi tracimare nell’universo pieno di stelle.

Un percorso uguale e contrario a quello di Vasco Brondi (che l'8 Novembre pubblicherà la sua autobiografia per La Nave di Teseo), ormai ex Le Luci della Centrale Elettrica, di cui Daniele Coluzzi ha scritto in “Le luci della centrale elettrica. Canzoni ai tempi dei licenziamenti(Arcana, pp. 144, 12,32 €). Dicevamo percorsi uguali e contrari quelli di Brondi e di Contessa, dato che partendo da due presupposti più o meno opposti, ovvero una denuncia sociale quella di Brondi e una esposizione privata quella di Contessa, entrambi, alla fine, si sono incontrati nelle galassie del cosmo. Per quanto concerne Vasco Brondi l’abbandono del nome esteso Le luci della centrale elettrica è una specie di sotto-testo teso lungo tutto il libro di Coluzzi, attentissimo nel ricercare anche le specificità del linguaggio di Brondi.

Anche di lingua ma soprattutto di suoni e odori si parla invece in “Colapesce. Maledetto Italiano(Arcana, pp. 157, 9,99€ / 12,75 €) di Pierluigi Lucadei, forse il testo più ricco di interconnessioni con le esperienze di vita di Lorenzo Urciullo in arte Colapesce (che, proprio in questi giorni, dopo aver chiuso il tour di “Infedele” con concerto evento ai Magazzini Generali di Milano è partito per una serie di concerti in vari Paesi europei). Dicevamo che Lucadei si concentra sulle esperienze, piccole o grandi che siano, di Colapesce che finiscono per influenzarne e plasmarne le canzoni. Tre libri insomma dall’approccio e dallo stile molto diversi, ma tutti quindi molto interessanti. A queste tre pubblicazioni se n’è aggiunta recentemente una quarta, ovvero “Calcutta. Amatevi in disparte(Arcana, pp. 170, 9,99€ / 14,50 €)di Antonio Coletta. Di quest’ultima uscita parleremo più diffusamente nel prossimo Bookit. // Mattia Nesto

Per chi non lo conoscesse, Luca D’Ambrosio è un blogger appassionato di musica. Fondatore di “Musicletter.it” (il blog di cui è responsabile), giornalista per riviste e webzine più o meno note, ha realizzato un libro che ci ha subito incuriosito a partire dal titolo: “La musica, per me(Arcana, pp. 219, 10,99 € / 14,02 €). Il testo, che a sua volta nasce dalla lettura del saggio “Come funziona la musica” scritto da David Byrne qualche tempo fa, vuole indagare il punto di vista di molti artisti italiani sulla funzione della musica oggi, trasformando l’affermazione contenuta nel titolo di Byrne in una domanda. Il quesito di partenza, rivolto dall’autore a musicisti, compositori, cantautori, esperti del settore musicale italiano, ha fornito ampia libertà di risposta, così da generare riflessioni più ampie sul senso della musica per ognuno degli interpellati. “La musica, per me”, in ultima analisi, resta uno “zibaldone dei pensieri” di chi ha trovato nella musica la sua ragione professionale e/o esistenziale. // Libera Capozucca

Per finire un libro scritto dalla giornalista musicale Valeria Sgarella, che torna sul "luogo del delitto" dopo la sua prima pubblicazione dedicata ad Andy Wood, "L'inventore del grunge" (Ledizioni, pp. 221, 3,74 € / 14,36 €). Sempre dagli albori del grunge prende le mosse la sua nuova opera "OLTRE I NIRVANA (Sub Pop Records, storia di una casa discografica dal 1988 sull’orlo della bancarotta)" (Edizioni del gattaccio, pp. 242, 15 €), che come da titolo racconta la label che più di ogni altra ha saputo portare l'indipendenza e il credo del diy ad altissimi livelli, nonostante la storia economica non certo piana. Dal lancio del grunge all'apertura verso nuovi orizzonti sempre un attimo prima degli altri per non tradire la propria fama di pionieri, Jonathan Poneman, Megan Jasper e Bruce Pavitt ripercorrono all'interno del racconto di Sgarella le tappe della loro storia, storicizzando un periodo che oggi sembrerebbe irripetibile per come la discografia si è andata a configurare. Ma se come da più osservatori si sente dire che gli anni 20 saranno i nuovi 90, non c'è momento migliore per leggere questo libro e imparare che le grandi rivoluzioni si fanno solo con grande passione. // Chiara Longo

Tag: Bookit Libri

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