Quanto è bella l'Italia attraverso gli occhi di Mike Patton

Mr Faith No More ha lasciato un pezzo del suo cuore a Bologna. Da quel momento ha omaggiato la cultura italiana, da Marinetti a Morricone e Celentano, in ogni modo. Con uno stile unico
27/01/2020 15:26

Oggi è una giornata doppiamente speciale per i fan dei Faith No More: non solo è il compleanno di Mike Patton, inarrestabile frontman del gruppo, ma la band californiana ha annunciato che tornerà a esibirsi in Italia il 6 luglio, all’ippodromo SNAI San Siro, per l’unica data italiana (almeno per il momento) del proprio tour. I Faith No More non suonavano nel nostro Paese da cinque anni, ma Mike Patton ha sempre mantenuto un profondo legame con l’Italia e la sua cultura, un rapporto che è nato più di vent’anni fa e che nel corso del tempo ha portato il cantante a immergersi nella tradizione musicale del nostro territorio. 

In realtà, Mike Patton ha una discografia ampissima, essendo al centro di numerosi progetti e districandosi fra i generi più disparati. Già dagli esordi con i Mr. Bungle, gruppo fondato quando ha appena 16 anni, Patton non pone freni alla sua creatività, passando dal death metal allo ska, dal jazz d’avanguardia alla disco, talvolta anche all’interno dello stesso brano. La curiosità di Patton lo ha spinto nel buttarsi nei progetti più assurdi, tanto da non sapere mai cosa aspettarsi da un disco che porti la sua firma. In questo contesto di libertà creativa assoluta, un capitolo importante è dedicato all’Italia, terra che lo ha accolto a metà anni ’90 e che, ancora oggi, continua a essere fonte di ispirazione per la sua musica.

È una lunga e inaspettata storia d’amore quella fra Mike Patton e il nostro Paese. Tutto ha inizio dall’incontro con Cristina Zuccatosta, detta Titi, designer italiana, che Patton sposa nel 1994. Alternandosi fra San Francisco e Bologna, Patton comincia ad appassionarsi alla cultura italiana: prima di tutto impara la lingua per riuscire a parlare con i genitori della moglie, poi la incorpora nella sua musica.

È il caso di Disco Volante, secondo album dei Mr. Bungle e uno dei lavori più estremi a cui si sia mai dedicato. All’interno di questo disco, una delle tracce più disturbanti è interamente in italiano: si tratta di Violenza Domestica, dove Patton interpreta un sadico marito che abusa della moglie. Violenza Domestica ha elementi di noise puro, fra il rumore di lame che vengono affilate, urla e vetri che si infrangono, a cui si aggiungono chitarre lancinanti, una angosciante fisarmonica e uno scacciapensieri da incubo. Chissà cosa potrebbe succedere, dopo le polemiche sulla partecipazione di Junior Cally a Sanremo, se dovessero chiamare lui come ospite sul palco dell’Ariston.

Nel 1997 Patton pubblica, da solista, Pranzo Oltranzista, album ispirato dalla Cucina Futurista di Marinetti. Il futurismo infatti, nei primi anni ’30, aveva iniziato a interessarsi anche di culinaria, proponendo una serie di rivoluzioni in cucina a partire dall’evitare la pastasciutta, non utilizzare forchetta e coltello e preparare “bocconi simultaneisti e cangianti”. Patton, affascinato da questa concezione del cibo, realizza un menù in musica ai limiti dell’ascoltabile, in cui fra le pietanze troviamo Carne Cruda Squarciata dal Suono di Sassofono, Garofani allo Spiedo e Latte alla Luce Verde. Un disco di avanguardia pura in piena linea con il futurismo da cui trae ispirazione. Ad accompagnarlo ci sono, fra gli altri, il chitarrista di Tom Waits Marc Ribot e John Zorn.

Nel 2001 Patton e la moglie divorziano, ma il rapporto fra il cantante e l’Italia non viene compromesso, anzi: Patton prova un fascino irresistibile per il nostro Paese, tanto da decidere di dedicare un album per intero alla musica italiana. Nasce così Mondo Cane, pubblicato nel 2010, dove Patton canta undici canzoni della musica leggera degli anni ’50 e ’60. Patton è sempre stato un musicista eclettico, in grado di muoversi fra vari generi musicali e diverse tecniche di canto, dal growl al canto lirico fino allo scat e al beat box, ma ascoltarlo interpretare brani come Senza fine o 20 km al giorno è comunque sorprendente.

Con l’accompagnamento di un’orchestra, una band di quindici musicisti e un coro (e con lo zampino di Roy Paci), Patton riporta sotto i riflettori brani più o meno conosciuti della tradizione musicale nostrana, con tanto di omaggio a Morricone. Nonostante un distintivo accento americano che non riesce a scomparire, Patton canta in un italiano invidiabile, spesso sottolineando il suono della R, come a voler dimostrare quanta fatica abbia fatto per imparare la nostra lingua (basta ascoltare "l’organo che vibra" di Il cielo in una stanza). E non è finita qui: Patton reinterpreta anche Scalinatella, celebre composizione di Roberto Murolo in dialetto napoletano.

Mica male, per un americano trapiantato a Bologna. Mondo Cane è un meraviglioso omaggio alla musica italiana, molto apprezzato ancora oggi, tanto che la scorsa estate Patton ha cantato il disco dal vivo in due date, a Prato e a Milano.

Fra le apparizioni più recenti di Mike Patton in Italia, nel maggio del 2018 si è esibito in due date a Modena per uno spettacolo speciale: Forgotten Songs, assieme al pianista Uri Caine. In questa cornice, i due musicisti hanno eseguito un repertorio che va da Satie ai Beach Boys, da Astor Piazzolla agli Slayer, per un’esibizione che non è stata eseguita da nessun altra parte e che, nonostante sia stata registrata, non è ancora stata pubblicata. In Italia sono in tantissimi ad amare Mike Patton, ma forse nessuno lo ama quanto lui ama il nostro Paese.

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L'articolo Quanto è bella l'Italia attraverso gli occhi di Mike Patton di Vittorio Comand è apparso su Rockit.it il 27/01/2020 15:26

Tag: anniversario

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