Non so bene come approcciare sto pezzo senza sembrare un fanboy. Proviamo così. Siete vagamente in fissa con le barre come il sottoscritto? No perchè oggi ne abbiamo una maxi scorta per affrontare al meglio ciò che resta di questa estate. Nessun Dorma è l’ultimo gioiello di casa Moltisanti, un’iniezione endovenosa di rime freschissime che scorrono ininterrottamente per 40 minuti.
Beh voglio dire, 40 minuti di refrigerio non sono male, anzi: non tutti vanno in ferie perciò possono sempre tornare utili (ogni riferimento al qui presente è tutt’altro che casuale). Ah tra l’altro, che poi sembra che mi lamento solo io: Stesso posto, stesso orario, stress post lavoro, 10 agosto fresco anche a 100 gradi, esco solo per la spesa. Mi hanno messo le telecamere in casa? Vabbè comunque Zeboh ci sta dicendo che anche il Salento d’Agosto può inaspettatamente non essere un bel posto, e Lecce una città fantasma…ma pur sempre piena di turisti.
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L’arido entroterra salentino, con i bar del capoluogo leccese e dintorni, è la scenografia perfetta per gli atti che compongono il qui presente Nessun Dorma: tra Dreher e Puccini, tra Amaro del Salento e Pavarotti, stanno le sottili reference del tridente GentleT, Zeboh e Aleaka. Dal Sud del Sud dei Santi, dall’altrove del tacco d’Italia che si è consacrato nel tempo alla magia di Ernesto De Martino, alla follia di Carmelo Bene, alla lungimiranza di Pantaleo Corvino si trovano ormai da più di qualche anno rapper di primissima scelta, a cui si è aggiunto l’ormai sodale produttore d’istanza a Vienna. Il miracolo prosegue, titolo della terza traccia del disco di oggi, è tutto un programma; in realtà la traccia è anche un rispettoso omaggio a Killa Cali in Miracolo Militante. Da un lato Kiazza Mob sempre nel posto si è ormai fatta grande, dall’altro Moltisanti in pochi mesi è arrivata già al quarto disco, dopo aver aperto le danze con Truvatura.
Nessun Dorma è inoltre l’epigono perfetto di Ridi Pagliaccio, il suo degno erede, uscito il primo Agosto dello scorso anno. Oltre a riprendere il tema operistico, che in quel caso citava l’opera di Ruggero Leoncavallo, alcune cose sono rimaste invariate: l'eclettismo di Zeboh che continua sia a sguazzare con il suo flow allucinato sia a dipingere cover a tinte belle decise; le barre spaziali della T di quartiere che insomma ragazzi, siamo a posto per un po’; i beat grassi di Aleaka che come il suo tag se la ride sotto i baffi per poi ritrovarsi sempre in qualche spunto onirico. Tre elementi portanti di un disco dalla forte identità, che sa quello che vuole e se lo va a prendere correndo.
È vero, sta roba attira e attirerà i fanatici del genere ma, ma…c’è un ma: stavolta ci sono ospiti d’eccezione. Spicca su tutti Madman che, dopo aver convocato Toni Zeno nel suo MM Vol. 5, dimostra un rinnovato interesse per lascena underground presentando una strofa degna di nota in Forti Proprio: un valore aggiunto enorme portare il loro conterraneo sulla traccia, mosca bianca in una scena mainstream o chiusa sempre negli stessi nomi o comandata da logiche di mercato. Boh forse sempre un discorso un po’ troppo “i poteri forti” ma comunque bravo Mad. Poi abbiamo il buon Dave Flux che ci porta sonorità a metà tra RnB e Nineties, mescolando accuratamente inglese e salentino, altro nome fuori dal giro che non solo si sposa alla perfezione con il contesto ma che ha il compito di aprire le danze con la prima traccia Kill It, dove il dialetto è preponderante.
Nel botta e risposta divertito di On The Road salgono sul carro anche Click Head e Doye, ormai coppia fissa, portando quell’attitude street che più street non si può. Barre, barre, barre. E poi Toni Zeno…no, Toni c’era già nel primo, ma non ci basta mai. Tra l’altro simpatico che, come sottolineato nelle storie da Zeboh, il titolo del pezzoAcchiatura significhi Truvatura giù in Salento. Tutto il resto del disco è un continuo scambio nello stretto tra Gentle e Zeboh che, mantenendo uno stile diverso, palleggiano da veri fuoriclasse: il primo con un pragmatismo da manuale, il secondo con estro artistico esorbitante, certo più particolare ma davvero ipnotico. Sembra tutto troppo facile se poi si viaggia sui ritmi serrati di Aleaka che mantiene una grande identità sonora.Da apprezzare anche la selezione di sample e skit vocali presenti qua e là, che immergono ulteriormente l’ascoltatore nel concept del disco.
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Tra l’altro troveremo il duo Zeboh/GentleT in un po’ di date in giro per l’Italia proprio a sostegno proprio di Zeno, quindi che altro dire: probabilmente ci sarà da divertirsi anche live. La traccia Vincerò chiude il disco come anche la romanza di Puccini, in uno dei momenti più introspettivi del progetto, insieme ad esempio a Sud Italia Strage dove si attestano tutte le difficoltà di una terra che da un lato viene lasciata indietro per metà dell’anno e che dall’altro mostra spesso il suo lato migliore estivo solo come specchietto per le allodole: ci sta dunque criticare ciò che c’è da criticare, e farlo con stile e delivery non è da tutti. Ma se siete in vacanza in Salento…beh, buon per voi. Evvai!
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L'articolo Moltisanti: un altro Salento è possibile, pure ad agosto di Luca Mediterraneo è apparso su Rockit.it il 2026-08-06 14:23:00

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