Musicarelli: otto curiosità sugli antenati dei videoclip italiani

Adriano Celentano in I ragazzi del Juke BoxAdriano Celentano in "I ragazzi del Juke Box"
05/10/2015 di

La programmazione mattutina di Rai e di Rete4 è da anni la stessa. Se la notte è ormai appannaggio di film introvabili, pietre miliari e chicche concettuali, la mattina televisiva ha una consolidata sicurezza: le repliche della soap opera, i film con Totò e i musicarelli.
Il musicarello, oltre ad una sottocategoria cinematografica, è un interessante fenomeno sociale figlio dell’Italia del boom, sintomo della nascente cultura di massa che, dalla fine degli anni ’50 fino al ’67 circa, attraversa in maniera assolutamente pop un pubblico di ampia portata.

Dapprima connotato da una vena melodica (Claudio Villa e Luciano Tajoli come alfieri), poi più popolare, spensierato e dal piglio più beat, il musicarello riesce ad abbracciare trasversalmente nonne, zie, mamme e figli adolescenti - un po’ come un Carosello che, appunto, ispira il nome “musicarello”.

Analogamente a Carosello, il musicarello ha un intento pubblicitario: alla base della trama, infatti, una canzone di successo o sulla quale i produttori vogliono puntare per lanciare un cantante, spesso protagonista del film. Tra i volti più ricorrenti, Mina, Rita Pavone, Little Tony, Gianni Morandi, Adriano Celentano, Bobby Solo, Albano e Romina. Scartabellando tra un musicarello l’altro, abbiamo trovato alcuni trivia che vale la pena condividere con voi.

Chet Baker nel film “Urlatori alla sbarra”

Ebbene sì. Nel musicarello "Urlatori alla sbarra" che celebra i famosi urlatori (cantanti affascinati dalla musica rock’n’roll americana che si opponevano, quasi in un conflitto generazionale, ai matusa melodici) e che annovera Mina e Celentano, troviamo il semi-dio del cool-jazz Chet Baker nella parte di sé stesso.

 

Lucio Fulci, autore poliedrico

(Un'inquadratura dall'horror "Sette note in nero" del '77)

I musicarelli "I ragazzi del Juke-Box" e "Urlatori alla sbarra" sono firmati Lucio Fulci, autore assolutamente unico nel panorama culturale italiano. Paroliere per Celentano ("24.000 baci" e "Il tuo bacio è come un rock"), autore di racconti, ma soprattutto regista sui generis capace di passare con disinvoltura dai musicarelli agli spaghetti western fino all’horror gore - per il quale è stato osannato da Sam Raimi e Tarantino.

 

Colonne sonore a parte

Oltre alle canzoni che facevano da traino al musicarello, troviamo dei grandissimi compositori e arrangiatori tra i credit di molti film: Piero Umiliani, che compone con Chet Baker una delizia jazz-blues, Bruno Canfora in "Non stuzzicate la zanzara", Gianni Ferrio in "5 marines per 100 ragazze" e Ennio Morricone per i musicarelli con Morandi.

 

Gianni Morandi ben prima dei social

Il nostro Gianni del cuore ha girato dal 1964 al 1966 una trilogia di musicarelli composta da "Non son degno di te", "In ginocchio da te" e "Se non avessi più te". La trama di questi film ricalca sostanzialmente la storia di amore della coppia d’oro Morandi-Efrikian iniziata sullo schermo e nella vita nel primo capitolo e coronata (con un matrimonio celebrato in gran segreto) nell’ultimo film della trilogia.

Albano e Romina: la felicità (di un tempo)

A proposito di coppie d’oro. Albano e Romina si conobbero sul set del musicarello “Nel Sole” ma le loro famiglie, un po’ come in Romeo e Giulietta, si opposero in un primo momento alla relazione. Il musicarello ebbe poi un seguito, "L’oro del mondo". 

 

Rita Pavone, ruoli inverosimili

Grande e amata protagonista della musica anni ’60, Rita - pel di carota - Pavone ha partecipato a parecchi musicarelli con una pletora di ruoli uno più assurdo dell’altro: da bimba cilena adottata da Totò in "Rita, la figlia americana" a Little Rita, una cow-girl, fino ad arrivare al vero capolavoro, "La feldmarescialla", ambientato nell’Italia occupata dai nazisti.

Il gruppo che non ti aspetti

In due musicarelli del 1965 ("Viale della canzone" e "Questi pazzi, pazzi italiani") compare un gruppo di artiste, Le Amiche. Conosciutesi durante gli studi al Conservatorio di Roma, le Amiche cantano nel primo film "Se mi vuoi un po’ di bene", riproposizione della mitica (almeno per chi scrive) "Chapel of Love" delle Dixie Cups prodotta da Phil Spector.

 

Musicarelli fuori tempo massimo

Altra cosa che non ti aspetti: i musicarelli dopo gli anni ’60.
I risultati, come ben vi immaginate, sono a dir poco imbarazzanti nonché anacronistici. Dai film con Nino D’Angelo (so good, so bad) al musicarello "Tu sei l'unica donna per me" con Alan Sorrenti fino ai ben più recenti "Laura non c’è" (che annovera tra i suoi attori Tarabas di Fantaghirò) e "Jolly Blu" con gli 883. Aridatece Gianni. 

Tag: tv video Retroterra

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