No Silenz - Coniolo (BS) Live report, 15/07/2010

02/09/2010 di

(Le foto sono di Alice Caputo)

Sembra che Brescia e provincia siano diventate uno dei pochi posti, in Italia, dove la musica abbia ripreso una sua dignità d'essere. Una piccola oasi che può vantare gruppi formidabili, locali sempre pieni e gente interessata e divertita. Il cast del No Silenz ne è un'ulteriore conferma: in un paesino da mille abitanti scarsi hanno suonato molte delle più belle band in tour ultimamente. Nicola Bonardi ci racconta.



Siete mai stati nella bassa bresciana?
Nebbia e gelo in inverno, afa e zanzare in estate, paesini dai nomi improbabili (ce n'è uno che si chiama Offlaga, tanto per capirci...) e ventate di afrore proveniente dagli innumerevoli allevamenti di maiali e tacchini. Attraente vero? In realtà e a ben guardare trattasi di zona che, superato l'impatto iniziale, può offrire scorci di autentica e meravigliosa campagna (cosa sempre più rara), nonché castelli, chiese e rimasugli vari di un passato intrigante.
Coniolo è una piccola frazione di Orzinuovi (paese noto alle cronache calcistiche per aver dato i natali all'attuale fresco ct della nazionale, Cesare Prandelli): non c'è molto da quelle parti, a quanto ne so, e credo di poter dire con tutta onestà di aver sentito parlare per la prima volta di questo luogo proprio grazie al No Silenz Fest, anni fa: un festivalino organizzato nel cortile di una scuola, capace non solo di distanziarsi perentoriamente dalle decine di feste della birra che spuntano come i funghi ad ogni estate, ma soprattutto di proporre quanto di meglio la scena rock indipendente italiana sfornasse ogni anno, in un'atmosfera accogliente e attenta.
L'atmosfera appunto. Che dite se uso l'aggettivo "magica"? Tante piccole luci, sorrisi, bambini e cagnara assortita, grande attenzione e rispetto per chi calcava il palco, desiderio di ascoltare e conoscere musica, che altro volete? I nomi of course: il cast 2010 era di quelli che scatenano curiosità (quando non entusiasmo preventivo) ad ogni nome. Provo a raccontarvi com'è andata (bene, molto bene.)

Giovedì, la serata degli A Toys Orchestra, niente meno.
Immancabili gli Annie Hall a fare i bravi padroni di casa e ad aprire le danze, a seguire gli immarcescibili Cut: ed erano prima carezze, poi sberle.
Gli Annie Hall dal vivo sono sempre qualcosa che definire "intenso" è perfino banale: splendido goderseli stando seduti sull'erba a caricarsi di energie per quel che sarebbe stato dopo. Compito arduo il loro, pur giocando in casa: non sono una band di impatto, non travolgono l'audience con il rumore, ma elencano una dopo l'altra le loro canzoni e crescono fino a rapire irrimediabilmente chi vuole ascoltare.
Quando facevo lo studentello a Bologna i Cut erano un nome di culto, nonché uno di quelli che avevano reso la compianta Gammapop una delle etichette più importanti dell'allora scena italiana: ricordo un loro live devastante molti anni fa, non so nemmeno più dove li ho visti. Ricordo bene: sono ancora devastanti.
Gli amici mi chiedono chi cavolo siano questi tre "signori" e poi restano basiti: quei tre in realtà sono ragazzini per nulla stanchi, gente che non ha bisogno di un ritratto segreto chiuso in soffitta perchè ha il rock'n'roll nelle vene e finchè c'è una chitarra elettrica non ha la minima intenzione di ipotizzare altro. Lunga vita ai Cut!
È il turno dei Toys e quasi non c'è altro da dire.
È una questione di qualità: sono italiani, ma potrebbero tranquillamente venire dall'Europa che conta, tanto la loro musica e il loro "stare sul palco" sono qualcosa di importante. Si scambiano gli strumenti manco fossero figurine Panini, snocciolano brani e percorrono album, seguiti da un tifo che riesce a rasentare il fanatismo (se il tizio che per tutta la durata del concerto ha urlato, parlato con la band, saltato e via dicendo, stesse leggendo, lo sappia: si, sto parlando di te) e vanno a chiudere la prima serata come meglio non si poteva.



(A Toys Orchestra)

Venerdì. Lo sanno tutti che molto spesso Venerdì è il vero Sabato: si esce tanto per e va a finire che ci si diverte molto di più che nel resto del weekend. Banalità, ma tant'è, il venerdì del No Silenz si rivelerà in assoluto LA serata da ricordare, la perfetta fotografia di questa edizione e, diciamolo subito, quella che vedrà sul palco The Record's. La si prenda come un crescendo unico, come un coito: la tensione che cresce ed esplode in un fragoroso orgasmo.
Altra band autoctona a rompere il ghiaccio: i Jules Not Jude con Budo degli Annie Hall a dare man forte dietro i tamburi. Beatlesiani quanto basta, innamorati della melodia e delle chitarre, ci credono di brutto e fanno davvero ben sperare per il futuro, in quella che non appare ancora la serata che sarà...
"Venite e vedrete" s'intitolava un libro di religione che avevo alle medie... Cosa significa secondo voi quando, dopo il concerto di un gruppo, provi l'insopprimibile desiderio di acquistarne il cd? E cosa significa dunque se in questo caso il cd stava tra le mie mani quando il suddetto concerto non era nemmeno a metà? Probabilmente solo una cosa: i Movie Star Junkies mi hanno fottuto alla grande. È così e sono ben lieto di ammetterlo: fantastici. Un live dall'intensità quasi patologica, una specie di rito sciamanico che va a riportare il rock'n'roll in lande di desertica psichedelia, qualcosa che si basa sull'irrazionalità e che difatti cattura il pubblico, sempre più numeroso, e non lo lascia più. Obbligatevi a conoscere questi tizi, sono grandiosi.
Ma arrivano i Record's e l'orgasmo di cui sopra.
Ora esagero, quindi tenetevi pronti.
Uno dei concerti dell'anno, segnàtevelo e andate a controllare la mia Top.it a Dicembre, perchè la parte dedicata ai live inizierà così: The Record's – No Silenz Fest – Coniolo (BS).
Non c'è niente da fare: arrivano loro e in poco tempo si scatena un casino, ho già assistito a questo fenomeno altre volte per credere nella casualità di una serata ben riuscita e comincio a pensare che per loro semplicemente le serate mal riuscite non esistano. Un delirio di pubblico per il concerto perfetto, quello che chiunque suona, sogna: gente che sale sul palco per cantare "Colossus" insieme al gruppo (nella fattispecie un incontrollabile Budo, Simone dei Jules Not Jude e... si, colui che sta scrivendo queste righe...), la fine annunciata due volte e due volte smentita: senza dubbio uno dei ricordi più belli dell'estate bresciana 2010.



(Ovlov)

Sabato, che nella logica di questo report è un po' Domenica: il giorno in cui tutto finisce e poi si torna alla normalità, è stato bello, tanti saluti e grazie, ci si vede l'anno prossimo. Intanto però ci sono gli Ovlov, gli A Classic Education e tre tizie americane che pare suonino un po' come i Ramones, insomma, i motivi per tornare non mancano di certo.
La proposta dei bresciani Ovlov non è delle più accessibili, incastonata com'è in una sorta di psycho-post-punk un po' Siouxsie e un po' Motorpsycho, ma è comunque di impatto e interesse: la gente non è molta, ma a loro sembra non importare per nulla e Luisa Pangrazio ha voce e presenza che non passano di certo inosservate.
Personalmente ho un piccolo problema con gli A Classic Education: li ho sempre trovati troppo vicini agli Arcade Fire e sono troppo affezionato ai Settlefish per accettare Clancy come frontman di un'altra band, eppure. Sarà il clima, sarà che va tutto bene, ed ecco che pure i bolognesi riescono a consegnare alla mia memoria un gran bel concerto, intenso, emozionante, pieno, che fa venir voglia di ripensarci e di ripensarli...
Siamo alle note finali.
A ben vedere, il Rock è un simpatico cinquantenne che vive di stereotipi per cui, se sei americano parti già in vantaggio di qualche lunghezza, se sei una ragazza carina e un po' punk puoi dire di aver già vinto la partita e, se le ragazze sono tre, ecco che il parterre si riempie a dismisura e il festival si conclude col botto.
Il punto però è che le Vivian Girls non sanno suonare (e fin qui...), non hanno una sola canzone che si ricordi e, nonostante vengano proprio da , non possono vantare nemmeno una gran presenza scenica: quando si dice che il rock italiano non ha nulla da invidiare a quello anglosassone forse si esagera, ma di fronte a cotanta pochezza, il dubbio non può che insinuarsi aguzzo e fastidioso come una lisca di pesce tra le tonsille. La serata si conclude così: le punkettine smontano, parte il dj-set di rito, ma il caldo terrificante viene improvvisamente smorzato da vento umido e tuoni in arrivo, voci raccontano di altre feste poco lontane finite causa nubifragio e i bancarellai smontano molto velocemente. Non accadrà nulla: il temporalone si limiterà a sfiorare la zona per poi andarsene a rompere le palle altrove, lasciando che la perfezione continui ad aleggiare tutto intorno indisturbata.



(Vivian Girls)

Tempo fa pareva che il No Silenz dovesse chiudere per sempre: mi limito a constatare che la disillusione non ha ancora vinto e che ancora c'è chi riesce a fare cose piccole e preziose per il semplice gusto di far stare bene la gente.
Fatevi un favore: a metà luglio andate nella bassa bresciana, difficilmente troverete un luogo migliore in cui morire dal caldo.



Pagine: Cut Annie Hall The R's A Classic Education Movie Star Junkies Jules not Jude ovlov

Commenti (17)

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  • iggy 13/09/2010 ore 09:22 @iggy

    ma tu c'eri a sentirle/vederle?

  • Nicola Bonardi 13/09/2010 ore 12:00 @nicko

    non è colpa mia se incarnano alla perfezione un luogo comune.
    e comunque me le scoperei eccome, sono piuttosto carine, però ribadisco: suonano di merda, non hanno le canzoni e nemmeno la presenza scenica, tutte cose confermate da molti dei presenti.
    mi limito a constatare che il nosilenz poteva tranquillamente farne a meno.
    contento?

  • satana satana 15/09/2010 ore 19:20 @youwinimstupid

    Iggy: sì, ero a vederle.

    Se poi in seconda battuta vogliamo parlare poi di cose, gruppi, animali, nomi di città di cui si si può fare a meno basandoci sulla conferma di molti dei presenti conosco un centinaio di persone pronte a dirti che si poteva far benissimo a meno del primo gruppo che ha suonato e pure degli ACE. Il mondo è bello perchè è vario. Una delle tre è cicciona e nemmeno troppo bella e nicko se la scoperebbe, pensa te.

  • iggy 15/09/2010 ore 22:27 @iggy

    quindi spero concorderai con me (e con nicko) che facevano decisamente cacare. musically speaking..
    :?

  • Nicola Bonardi 16/09/2010 ore 11:02 @nicko

    per la cicciona valga il testo di Colossus dei Record's.

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