Palco La Collinetta - MI AMI 2007 Live report, 09/06/2007

27/06/2007

500 battute a band per raccontare cosa è successo sui Palchi del MI AMI edizione 2007. Una carrellata di live raccontata da: Nicola Bonardi (NB), Andrea Borraccino (AB), Michele 'Wad' Caporosso (MWC), Francesco Cremonese (FC), Elisabetta De Ruvo (EDR), Sandro Giorello (Sa-g), Manfredi Lamartina (ML), Fausti'ko Murizzi (F'M), Elisa Orlandotti (EO), Mario Panzeri (MP), Carlo Pastore (C-Pa), Stefano 'Acty' Rocco (SAR), Simona Rotolo (SR), Sara Scheggia (SS), Renzo Stefanel (RS), Mariella Tilena (MT), Marco Villa (MV), Enrico Veronese (EV)



ARTEMOLTOBUFFA

(Foto di Stefano Vergari)

L’unico concerto visto. Un’oretta di pausa per gustarsi l’anagramma di Alberto Muffato, che con il suo pugno di canzoni allietava l’affollata collinetta, puntellata da schiene abbracciate e ginocchia piegate. Sempre con quelle paroline d’introduzione, soprattutto alle nuove, che immergono in una storia tutta sua/nostra, in cui ognuno plasma personaggi e situazioni. Dal piano alla chitarra e viceversa, il degno dulcis in fondo per chiudere l’atmosfera di un palco avvolto da poche luci ed intimità. // SS

ALESSANDRO RAINA

(Foto di Ivan Rachieli)

Punta di diamante del miglior indie italiano (anche se di italiano ha ben poco), Alessandro Raina si presenta al MI AMI con un'impeccabile quanto azzeccata lineup. Affiancato alle chitarre da un Giuliano Dottori in splendida forma, il suo set colpisce per atmosfera, romanticismo decadente e coesione. Carismatico ed eclettico con il suo stile compositivo e la sua timbrica toccante e magnetica cattura, strega e seduce. In chiusura un versione da brivido di "There Is A Light That Never Goes Out" degli Smiths. // SR

TEN THOUSAND BEES

(Foto di Clara Tortato)

L’orario crepuscolare, quanto mai indicato al loro spirito, e il sostegno da Gelato Al Veleno li aiuta a trovare un pubblico in quantità confacente. I TTB non si fanno piegare dalle disavventure con le corde delle chitarre e i relativi rimpiazzi dell’ultimo minuto: sfoderano un act in linea con le attese, più anteprime dei rough mixes buoni a venire. Dissonanze e tenerezze dalla profonda provincia montanara, in veste grafica originale: al banchetto aspetta il 3” del bassista Arnoux. Polpa! // EV

PAY

(Foto di Marco Becker)

Che gioia il concerto dei PAY. Dovrebbero trasmetterlo in TV prima di ogni telegiornale. Eravamo giovani e loro già c’erano. Siamo cresciuti e loro sono ancora qui. Con palloncini, coreografie, costumi, gag e sorrisi. A trasformare il palco La Collinetta in un carnevale punk’n’roll. Ironici, passionali, intensi, allegri. Indipendenti nel senso antico della parola. Catturano la gente con sferragliate di chitarre e colpi di teatro, con quello spirito rock’n’roll che sembra migliorare con il passare degli anni. Concerto di spettacolare movimento. Effettivamente ci voleva un po’ di ammore ynutile tra tutta questa intellighentia. // SAR

CANADIANS

(Foto di Ivan Rachieli)

Tra macumbe e patti divini, un’ipotesi di pioggia s’è azzardata nel tardo pomeriggio di sabato, desistendo. Si allungano un po’ i tempi, il sound-check diventa gioco e saluti alle presenze tra il pubblico, ma qui si deve suonare. “Sha-lalla” da canticchiare sul prato, con le braccia tese, come quelle del Veronese indie-nazionale, a sostenere i cinque canadesi sul palco. Non manca “Soon Soon Soon”, che anticipa le buone notizie (“Good News”) della chiusura. Da sorriso stampato sul “muso”. // EDR

THE BANSHEE

(Foto di Andrea Borraccino)

Sono giovani, carini ed indossano magliette a righe e pantaloni stretti. Le sonorità d'oltremanica e la voce profonda à la Ian Curtis li rendono gli "Editors" italiani (chiamarli Franz Ferdinand sarebbe eccessivo). Si impegnano nel non commettere errori, suonando ordinatamente. Con timidezza, invitano il pubblico ad avvicinarsi al palco, ma le birre e il risparmio di energie per la sera ha la meglio, lasciando così i Banshee ad accompagnare un pomeriggio dal clima incerto. Senza colpo ferire. // AB

MY AWESOME MIXTAPE

(Foto di Ivan Rachieli)

Sono l’unica cosa indie realmente degna di nota uscita quest’anno in Italia. L’hype nei loro confronti era altissimo. E i MAM, sei ragazzetti bolognesi età media vent’anni forse, non hanno deluso nessuno. Anzi. Con le loro t-shirt customizzate in puro spirito DIY da un cuore rosso, in formazione a sei con tromba al seguito, hanno conquistato la Collinetta con il loro twee-electro-pop ritmato e simpatico, solarissimo e catchy. E sono entrati già nella nostra storia per aver fatto alzare l’intera Collinetta sul coro bucolico di “Me And The Washing Machine”. Tutti insieme. Per una volta, per davvero. // C-Pa

DENTE

(Foto di Jacopo Grasso)

Dente arriva accompagnato da un tastierista, una chitarra acustica e un tirabaci. La Collinetta lo aspetta come qualcuno a cui si vuole profondamente bene. Dente ripaga tutti sfoderando il suo romanticismo leggero, e fa del tardopomeriggio il più bello degli aperitivi. Ciondola la testa, sorride alle ragazze, sussurra “ma che begli occhi che hai, chissà come mi vedi bene”. Anche i fili d’erba arrossiscono, sulla Collinetta si forma un sorriso vero. Fra gli applausi, Dente alza la chitarra e dalla cassa scendono coriandoli. Una volta c’era l’Arlecchino Punk, ora abbiamo il Menestrello Gentile della nuova canzone italiana. Piccole grandi emozioni. // C-Pa

FITNESS PUMP

(Foto di Marco Becker)

Rain man: Swim, artista pop e uomo moderno dei Fitness Pump, è l’unico che rompe la tregua col padreterno per quattro maledette gocce che spingono al fuggi fuggi dentro il Magnolia. Solo uno scherzo prima di riprendere a macinare i brani rivieraschi in auge da un’estate fa (non c’eri che tu): al banchetto Tafuzzy circolano i remix regalati da una microscena i cui iceberg stanno tutti o quasi al MI AMi. Plausi a scoppio ritardato per la bloomin’ Romagna, d’ora in poi solo sole (cuore, amore). // EV

BEATRICE ANTOLINI

(Foto di Ivan Rachieli)

Pur se in pieno pomeriggio, la collinetta è affollatissima: spuntano anche Marco Fasolo dei Jennifer Gentle, Goodmorningboy, Francesco Donadello dei GDM e Daniele Carretti degli ODP. Ma, giuro, m’è parso di vedere anche Van Dyke Parks. Il Big Saloon della psychedelic Betty Page dal vivo assume accenti più country, ma suonati nel salotto di casa Addams, durante una festa texana in un film di Robert Rodriguez. Cromatismi che si rincorrono come folletti indemoniati, band precisa e compatta, tanti applausi, una certezza. // RS

LE MAN AVEC LES LUNETTES

(Foto di Ivan Rachieli)

Loro sarebbero in due, però a volte sono in quattro quando non in sei: al MI AMI erano un gruppo vero, c'era anche il violoncello, c'erano mille dettagli curati con la massima attenzione a sorreggere canzoni magiche, dolci senza essere zuccherose, beatlesiane con personalità, timide ma risolute, perfette per creare l'atmosfera, quella che ha reso il festival unico e che da tempo i LMALL portano in giro per l'Italia e l'Europa, in punta di piedi ma con passo sempre più sicuro. Splendidi. // NB

GIULIANI DOTTORI

(Foto di Mrco Becker)

L'apertura dei concerti in collinetta sabato è affidata a Giuliano Dottori. Sono in ritardo, mi siedo a fianco al "recheperunavoltasembradivertirsi" che mi dice "..questo è già il sesto pezzo". Fortunatamente non è vero. Chitarra e contrabbasso, l'accompagna Alessandro Porro, per un set intimo ed energico insieme. Alcuni estratti da "Lucida", un pensiero agli Afterhours con "Simbiosi" e con le mani tra l'erba è facile pensare "che è perfetto così, che è stupendo, che è perfetto già così". // EDR

DE LUCA + DE GENNARO

(Foto di Stefania 'temporock')

Come la prima volta in discoteca: tutta quella musica e tutta quella gente che ballava, avevo 12 anni e stavo così bene. Ovvio quella di Sabato non era la stessa musica della mia pre-adolescenza, era la musica che ho iniziato ad ascoltare qualche anno dopo. Diciamo che quando ho sentito “Time Bomb” dei Rancid ho detto: questi due sanno giocare d’astuzia con le vite altrui. E ben venga. Ho ballato come non mai. Avrei voluto vedere il sole con loro ma i due hanno smesso prima. E’ stato bello, molto. // Sa-g

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