Perché devo pagare una tassa alla SIAE quando compro un telefono? Rubrica

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19/12/2013

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#37 Ho letto in rete di una nuova legge sul cosiddetto compenso per copia privata, che in pratica applica una tassa sull'acquisto di un telefonino o di un tablet. Ma che senso ha questa cosa?

RISPOSTA:
Come premessa bisogna precisare che tecnicamente non si tratta di una vera e propria tassa ma appunto di una quota riconducibile a compensi per diritti d'autore: appunto il cosiddetto equo compenso per copia privata. Anche se poi, di fatto, essa si comporta più come un'imposta che come un compenso. La ratio (un po' perversa) di questo strumento sta nell'idea che qualsiasi dispositivo atto alla memorizzazione di file (quindi non solo cellulari e tablet, ma anche chiavette USB, hard disk, lettori mp3) sarà molto probabilmente utilizzato per memorizzare anche opere dell'ingegno coperte da diritto d'autore. Una volta si usavano le cassette VHS o le audiocassette; adesso si usano questi dispositivi digitali molto più performanti e capienti. Un presupposto non sempre vero dato che molti utenti utilizzano gran parte di queste memorie per archiviare propri dati (fotografie, filmati...) e non per copiare opere di altri autori. Ad ogni modo, partendo da quel presupposto, il legislatore ha previsto che una percentuale sul prezzo di vendita di questi dispositivi (stabilita per legge e calibrata sulla capienza del dispositivo) venga prelevata alla fonte e versata alla SIAE, la quale con i suoi oscuri criteri statistici dovrebbe ridistribuire tali introiti agli autori. Nell'ottica di SIAE, si tratta di uno strumento forse un po' forzato ma anche dell'unico modo per “indennizzare” gli autori dell'attività di copia privata delle loro opere che viene spesso fatta sui dispositivi digitali. In questi giorni il tema è tornato al centro delle cronache perché è stato proposto un cospicuo aumento delle percentuali, scatenando la protesta di varie associazioni di consumatori.

Avv. Simone Aliprandi

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Tag: siae avvocato

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Commenti (1)

  • Riccardo Del Lesto 19/12/2013 ore 18:22 @riccardodellesto

    Se parti prevenuto e mi fai pagare la siae per una presunta colpevolezza, allora non devi farla pagare sui dispositivi, i miei genitori che hanno smartphone, al massimo ci fanno foto o mandano mail o instant message. Non credo che debbano pagare per qualcosa che non fanno!

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