I PEZZONI della nostra community del 2026: ecco a voi il volume 1

Le prime 20 tracce selezionate tra le 1300 proposte che sono arrivate per il nostro "festival della canzone dimenticata". Qui ve la raccontiamo e soprattutto, ve la facciamo ascoltare

365 giorni fa chiudevamo l’edizione 2025 di PEZZONI, il nostro festival della canzone dimenticata, scrivendo:

"PEZZONI è un archivio emotivo, una playlist senza hype, un atto di cura. Per chi non ha mai smesso di cercare bellezza nei posti più silenziosi."

Una frase retorica, forse persino banale. Una di quelle che potrebbero comparire nei dialoghi dei film italiani degli anni Dieci, quelli in cui i protagonisti sembrano volerci spiegare i veri problemi della vita, poi a un certo punto litigano in macchina e in sottofondo parte una canzone pop che finisci per rivalutare. Eppure, dentro quella frase c’è il lavoro di tantissime persone.

Ci sono le quasi 1300 proposte arrivate quest’anno, un numero che sfiora il doppio rispetto alle edizioni precedenti. Con loro ci sono studi di registrazione, fonici, etichette discografiche, uffici stampa: un’intera filiera che rende possibile la nascita e la circolazione della musica. Registrare una canzone, entrare in studio, trovare un’etichetta, costruire una promozione, provare a portare quei brani dal vivo. Ma soprattutto c’è la cura che sta all’origine di ogni canzone. Vivere qualcosa, osservare il mondo, lasciarsi attraversare dalle esperienze e poi prendere in mano uno strumento — o aprire un computer — per trasformare tutto questo in un linguaggio condivisibile. Scrivere, suonare, produrre. Cercare un modo per entrare in contatto con gli altri. Eppure, troppo spesso, tutto questo non basta.

Siamo sommersi dalla quantità di musica che esce ogni giorno, ma soprattutto siamo ossessionati dal tempo e ciò che è uscito due settimane fa sembra già vecchio. Anche per questo è nata questa rassegna. Un tentativo di restituire attenzione a brani che non sono diventati hit da milioni di ascolti o dischi di platino appesi negli uffici delle grandi etichette, eprovare a offrire loro una nuova possibilità di essere ascoltati.

Quest'anno il brano vincitore è stato ORA CHE degli Inaria, che avranno l'opportunità di portarlo dal vivo sul palco del Balena Festival, prima del concerto de I Cani. Perché, in fondo, la musica non ha una data di scadenza. E forse dovremmo ricordarcelo più spesso.

La nostra giuria ha ascoltato centinaia di canzoni e alla fine ne ha premiate 80. Dovevano essere 60, almeno secondo quanto avevamo annunciato. Ma ce n'erano altre 20 che proprio non ce la siamo sentita di lasciare indietro. Nelle prossime settimane daremo spazio a tutte loro attraverso quattro compilation, la prima è quella che trovate qui sopra. Continueremo a fare quello che PEZZONI prova a fare fin dall'inizio: rallentare il ritmo, tornare ad ascoltare e concedere una seconda vita a canzoni che meritano di essere scoperte

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QUI TRACK BY TRACK DEL PRIMO VOLUME DELLA NOSTRA COMPILATION DEL 2026:

Agronomist - Fottere di Meno

Tra riflessioni sulla crescita, relazioni che cambiano e accettazione della propria stranezza, emerge un racconto intimo e sincero. Il tutto prende forma su una trama sonora ipnotica e psichedelica, dove pulsioni tribali ed elettroniche amplificano il senso di liberazione che attraversa il pezzo.

Allarme - Gli Specchi Nei Cessi Dei Bar

Tra ordine e caos, il racconto si muove nei momenti più ordinari e disordinati allo stesso tempo, dove anche un bagno di un bar può diventare uno spazio di pensiero e proiezione verso il futuro. Accanto a questo, emerge una malinconia urbana fatta di confronto continuo con le vite degli altri, che sembrano sempre più luminose delle proprie mentre si entra nell’età adulta.

AMarti - Te ne vai

Un brano gigantesco che ti lascia sospeso ma soprattutto ti porta in luoghi a sentire odori. Tra Porto Garibaldi e la Scozia, un ponte difficile da immaginare, eppure un viaggio tutto da affrontare. 

Arianna Rozzo - J’Adore

Ambizione e fragilità e la spinta ostinata di chi continua a cercare il proprio posto nel mondo con la malinconia di chi si porta dietro il peso della distanza da casa. Tra spaesamento, sacrifici e nuove realtà da decifrare, l’ironia emerge come una forma di sopravvivenza quotidiana. Ne viene fuori un racconto diretto e disilluso, che trasforma le inquietudini in rumore di fondo e rivendica il diritto di andare avanti senza lasciarsi schiacciare da tutto il resto.

Aurevoir Sofia - 27

Una band che suona bene, che scrive belle canzoni. Che spacca. 27 è un brano sintesi di tanti posti che hanno attraversato. Chilometri su chilometri, furgone dopo furgone. Ancora una volta e sempre.

Caramella Rara - Piccolo cerbiatto <3

Ci dice di prenderlo per quello che è, senza troppi giri di parole. Dritto al punto. Cosa ne sarà di lui in futuro voi lo sapete? Noi no. Ma forse siamo già nel futuro, il suo. 

Demider - Bolo

Un brano che nasce dall’incontro tra elementi organici ed elettronici, con un sound costruito per essere riconoscibile ma lontano da formule già già sentite. Le influenze indie e pop vengono rielaborate attraverso scelte di sound design e arrangiamento che puntano alla ricerca più che alla replica. Ne emerge un lavoro che segna un punto di partenza, più interessato a definire una propria identità sonora che a inseguire ciò che già funziona.

Distorce - CRESTA PUNK

Un brano sospeso tra tensione e ricerca, che osserva il confine sottile tra conflitti interiori e scenari più concreti. Al centro c’è lo sguardo inquieto di chi continua a credere e a cercare qualcosa oltre l’orizzonte immediato, senza accontentarsi delle risposte più semplici. Ne emerge una riflessione aperta e suggestiva sul desiderio di andare oltre, guidati dall’istinto, dall’immaginazione e da una fiducia che resiste anche nei momenti più incerti.

Emilya Ndme - Plasters

Un racconto che intreccia amore tossico e ferite interiori trasformate quasi in estetica, dentro un immaginario personale che trova la sua forza anche nella dimensione live e nel rapporto diretto con il pubblico. Accanto a questo emerge una riflessione più ampia sull’ageism e sull’ossessione per la giovinezza eterna, soprattutto quando si parla del corpo femminile e dei segni del tempo ancora troppo spesso giudicati come una colpa. Ne esce un lavoro emotivo e consapevole, che unisce vulnerabilità personale e critica sociale.

HoneyMoor - Catrame

Un rapporto di amore e odio con la provincia, vissuta prima come una gabbia da cui scappare e poi, crescendo, come un luogo che si riscopre pieno di dettagli, ricordi e significati. Dentro c’è quella tensione tra fuga e ritorno tipica dell’adolescenza che si scontra con la maturità, quando cambia lo sguardo su ciò che si è lasciato indietro. Ne emerge una riflessione intima su come i luoghi che rifiutiamo possano diventare, col tempo, parte della nostra identità.

Irene Manca - Deep in the Dirt

Apertura che dichiara subito la direzione del progetto: un percorso di scavo interiore, in cui si affondano le mani nelle proprie zone d’ombra per capirne l’origine e provare a trasformarle. C’è un’idea di esplorazione emotiva profonda, quasi fisica, dove ciò che è rimosso o difficile diventa materia da lavorare. Il tutto si traduce in un inno alla terapia e alla possibilità di dare senso e luce anche a ciò che inizialmente appare più oscuro.

Kalpa - DI NON AVERE PAURA

Un brano che ruota attorno al momento in cui la paura smette di essere un muro e diventa qualcosa da attraversare. Tra tensione e apertura, racconta quel passaggio fragile in cui si sceglie di non farsi più bloccare dall’ansia di sbagliare o di esporsi. Ne emerge una spinta diretta e liberatoria, che invita a restare dentro le proprie emozioni senza scappare.

LE CANZONI GIUSTE - BENITO

La figura di quell’amico o parente ingombrante che, con leggerezza solo apparente, riporta sempre alla realtà il peso di certe uscite difficili da ignorare. Tra ironia e disagio, emerge il ritratto di qualcuno che costringe a confrontarsi con la gravità di ciò che dice, anche quando si vorrebbe lasciar correre.

Lorenzo Manzotti - Cabanyal

Un lavoro che unisce jazz, poesia e una produzione dal respiro indie americano, con un immaginario intimo e cinematografico. Le canzoni nascono a Valencia, in un quartiere sul mare, e portano dentro quella stessa atmosfera sospesa fatta di luce, distanza e contemplazione.

Martina Di Nardo - Cose che non hai detto

Un racconto che si muove tra ferite ancora aperte e parole rimaste in sospeso, difficili da mettere a fuoco ma ancora presenti. Il tutto prende forma in un alt-pop intimo e ruvido, tra synth distorti ed evocativi, con una produzione essenziale e domestica che ne amplifica la sincerità e l’immediatezza.

MECHA PRJT - Serotonina

Hyperpop + punk, algoritmi, delirio e trasporto in ambulanza per poi tornare ripulito come il migliore Lance Amstrong dei tempi d'oro. È questa canzone qua, che fa pure riflettere.

Mesmerising - Quest’alchimia

Un incontro tra due traiettorie che, incrociandosi, generano qualcosa di nuovo e imprevedibile. Tra tensione emotiva e immagini evocative, si esplora quella chimica invisibile che lega le persone e ne cambia inevitabilmente il percorso.

RAVE OVER - Milano Centrale

Tra provocazione e ironia, il racconto prende un immaginario urbano crudo e caotico e lo ribalta con un tono quasi dissacrante. Milano Centrale diventa lo sfondo simbolico di una realtà sporca, mediatica e iper-esposta, tra riferimenti pop e cultura televisiva. Ne esce un ritratto volutamente diretto e sopra le righe, che mescola realtà e immaginario senza filtri. ps: Brumotti merda

sigarettewest - Incontrollabile

Una relazione intensa sospesa tra inizio e fine, attraversata dal peso dei ricordi e dall’inevitabilità del lasciar andare. Tra nostalgia e consapevolezza, resta il dubbio su cosa conti davvero di più: ciò che unisce o ciò che separa.

Venerdì20 - Ciao Core

Un racconto che parte da un’idea di felicità piccola e fragile, quasi impercettibile, che si nasconde nei gesti minimi e quotidiani. L’amore qui non è grandioso ma concreto, fatto di dettagli e contraddizioni, dove anche la malinconia diventa qualcosa da condividere e tenere vicino. Tra leggerezza e sentimento, emerge l’idea di resistere con semplicità, accettando che emozioni diverse possano convivere senza annullarsi a vicenda.

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L'articolo I PEZZONI della nostra community del 2026: ecco a voi il volume 1 di Teo Filippo Cremonini è apparso su Rockit.it il 2026-06-18 15:08:00

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