"Rider nella notte": come ho sonorizzato il mio primo podcast

Il format audio va fortissimo, anche grazie all'attenzione sempre maggiore che viene dedicata alle musiche originali. Come quelle di Pietro Paletti, bravissimo artista bresciano, che ci racconta la sua prima volta alle prese con la colonna sonora e il sound design del podcast di Diego Cajelli

Pietro Paletti
Pietro Paletti

Mi chiamo Pietro Paletti, probabilmente qualche lettore di Rockit si ricorda la mia militanza nei The Record’s e del progetto solista Paletti, a tutti gli altri non vi preoccupate, siete in buona compagnia. Sono qui perché mi è stato chiesto di parlarvi del mio “altro lavoro”, quello che paga le bollette, quel “vero lavoro” di cui tutti chiedono dopo che hai risposto, per tagliar corto, di fare il musicista. Più precisamente sono una sorta di compositore / sound designer con varie esperienze accumulate in più di vent’anni.

Breve cronistoria: a 19 anni vado a Londra per studiare composizione e sound design, lavoro per 5 anni in una post production house a Soho che sonorizza film della madonna, collaboro con un sacco di gente figa, da Ridley Scott a Paolo Sorrentino passando da Iggy Pop e David Byrne ma i ritmi sono disumani, niente week-end liberi e 14 ore di lavoro in media al giorno. A 25 anni, in totale burn out, me ne vado in villeggiatura alla Fox International Channels di Roma, dove si creano cose belle, ci si diverte e alle 18, cascasse il mondo, si spegne tutto. Inizio a suonare con i The Record’s così mi trasferisco a Milano per dirigere la McPost, la post produzione audio di McCann Erikson, il mondo della pubblicità è scappato di mano ai propri abitanti, follia pura, così, dopo 5 anni mi rompo i maroni e divento freelance.

Faccio contemporaneamente il cantautore, produttore e autore ma probabilmente, questa volta, sono io che rompo i coglioni e non funziona come vorrei. Nel frattempo metto su famiglia e decido di accettare la proposta allettante di costituire un team di sound designer e compositori per una start-up molto innovativa e promettente di Bergamo, eMooks, dove abbiamo sviluppato un’app per la lettura di libri, favole e fumetti ai quali si accompagna un elaborato paesaggio sonoro fatto di effetti sonori e musiche originali.

E sono proprio a eMooks quando Dopcast mi contatta. C’è da realizzare la colonna sonora e il sound design di un podcast. Si chiama Rider nella notte, l’ha scritto Diego Cajelli, scrittore e autore di fumetti con una carriera super alle spalle ma che, all’inizio della pandemia globale si ritrova, per una serie di motivi, senza lavoro e con dei debiti da pagare, a dover cercarsi un lavoro “qualsiasi” per potersi sostenere. Dopo vari tentativi andati a vuoto trova lavoro come rider per un magazzino di alcolici, e con il suo motorino consegna “bottiglie di normalità” alla gente durante il lock down. Leggo lo script delle prime due puntate e mi ci immergo catarticamente. 

È la pressione a cui siamo sottoposti che mi ha fatto entrare in contatto con Diego e il suo racconto. Il peso della responsabilità verso la propria famiglia, sia materiale che emotivo, provvedere serenità mentre si fatica a trovare la propria, la paura di fallire e deludere tutti in un gioco ad incastri assurdi che è semplicemente l’imprevedibilità della vita. Diego cade davvero e si fa male, ti viene voglia di abbracciarlo forte perché te lo racconta con normalità e ti ci specchi.  Cerca di rialzarsi con tanta umiltà, sessioni di autoanalisi e olio di gomito.

Generalmente, quando mi viene chiesto di creare dei paesaggi sonori attorno ad un’idea che non proviene da me, la mia missione è quella di entrare in contatto intimo con colei/lui che l’ha partorita. Con Diego, non so perché, non ce n’è stato bisogno, era già tutto lì. Anzi, lo so il perché: la sincerità arriva sempre, senza troppa fatica, e Rider nella notte è un racconto veritiero e aspro, ma innamorato della vita.

La cover di 'Rider nella notte' a cura di Ale Giorgini
La cover di 'Rider nella notte' a cura di Ale Giorgini

C’ho messo veramente poco a scrivere le musiche per questo meraviglioso podcast, è stato come scrivere uno dei miei dischi, ho semplicemente sentito le emozioni di Diego, le sue paure che in fondo sono quelle di tutti, ho sentito la sua energia, la necessità di ricostruirsi dopo essere andato in mille pezzi. Ho creato due/tre temi ricorrenti ispirandomi al contesto urbano milanese durante la pandemia, cercando di far sentire, attraverso la musica, il vuoto della città deserta e contemporaneamente dando calore alle note emotive del racconto, registrando in studio strumenti ed elementi sonori reali.

Ho assemblato background sonori registrati durante il coprifuoco, mischiandoli con dei synth “paddosi” e condito con del sound design cinematografico un po’ futurista. Le principali fonti di ispirazione per quanto riguarda le musiche sono state: la colonna sonora della serie Gomorra, The Blaze (duo francese di musica elettronica) e Traffic, film di Sodenbergh del 2000. Ci sono stati degli appuntamenti sonori imprescindibili dove si parla specificatamente di Ennio Morricone, della Germania dell’Est, di Blade Runner. Ho quindi fatto delle scelte stilistiche “quasi” obbligate e ho composto delle musiche specifiche, che mi hanno permesso di uscire dal mood generale del podcast.

Illustrazione di Ale Giorgini
Illustrazione di Ale Giorgini

Ho preferito tenere quasi sempre dei suoni o musiche di sottofondo, sono infatti rarissimi i momenti in cui la voce di Diego resta senza supporto, questo per un paio di motivi: Diego non è uno speaker professionista e se da un lato la sua sincerità e il suo calore sono elementi fondamentali per la buona riuscita del podcast, dall’altro sono frequenti le sporcature quando parla, come click salivari o schiocchi di lingua involontari, che ho ripulito per lo più manualmente e usando dei plugin (RX8 De- Click, per chi fosse interessato). 

Non avevo mai realizzato un podcast prima d’ora ma tutte le mie esperienze pregresse si sono ritrovate a prendersi per mano rendendo la lavorazione di Rider nella notte piacevole e naturalmente efficace. Sinceramente? Non volevo finisse. E forse, anche per me, è solo un nuovo inizio. 

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L'articolo "Rider nella notte": come ho sonorizzato il mio primo podcast di Pietro Paletti è apparso su Rockit.it il 2021-06-15 12:55:00

COMMENTI (1)

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  • AntonellaMu 2 mesi Rispondi

    complimenti, l'unico podcast italiano (e ne ascolto molti) che non abbia musiche irritanti o effetti sonori ridondanti.
    Una curiosità, cosa significa -synth “paddosi”-?
    grazie.
    p.s.: Cajelli bravissimo, ma si sapeva