Analisi del testo: Don Diegoh ci spiega “'Supponiamo un amore” di Rino Gaetano

Rino GaetanoRino Gaetano
29/10/2015 di Don Diegoh

"Un amore, nulla più"

Il 29 ottobre 2015 Rino Gaetano avrebbe compiuto 65 anni. Si sa, in Italia la numerologia è importante quando si tratta di anniversari e il ricordo sembra essere più forte, più sentito. In particolar modo di questi tempi, dove a volte si usano social network come necrologi. Io, però, sono di Crotone e da crotonese vivo diversamente il rapporto con questo artista mio conterraneo. Se metto in cuffia un suo pezzo e cammino in questa città l'ascolto si arricchisce di colori e sapori, tutto diventa più reale e sorge la possibilità di avvicinarsi alla sua poetica. 

Una delle sue canzoni a cui sono più legato è "Supponiamo un amore" e se dovessi scegliere un brano che affronta la tematica amorosa, malgrado il mio amore per il rap e il soul, sceglierei questo. Non starò qui a fare lo "spiegone", perché se comparata ad altre canzoni di Rino questa è abbastanza chiara. Nitida. Senza tempo. La sento 'mia' per frasi come:

"Supponiamo un amore che non voglio, che vuoi tu. Sola davanti a un bicchiere mi aspetteresti la sera"

"Fra tanta gente diversa ritroveresti te stessa"

"Arrossiresti nel viso se mi rubassi un sorriso"

"Supponiamo una stanza, tu mi aspetti già da un po'. Il telefono squilla dico 'forse non verrò. Sapresti tacere il dolore e non portarmi rancore?"

"Supponiamo dei giorni a creare i ricordi ...supponiamo quei giorni a sfogliare i ricordi"

Fa parte dell'LP "Ingresso libero": in copertina una foto sfuocata con una sagoma (quella di Rino) in movimento. Quasi come ad allontanarsi rapidamente da un portone, quasi come ad allontanarsi, per paura, da un amore. Io la interpreto così: un amore ipotizzato, forse non vissuto del tutto. Questa canzone idealizza l'amore ma va oltre: lo proietta in un futuro che non ci sarà, che non si ha il coraggio di vivere, se non mentalmente. Sembra si riferisca ad una storia forte, spezzata dalla distanza tra due persone, tenuta in piedi da lunghe telefonate e da intensi giorni di solitudine.

Certi amori sono così in fondo, no? I ricordi coprono il tempo che non si vive accanto a chi si ama. Prima si creano e poi si sfogliano, come foto su uno smartphone quando cerchi con gli occhi il viso di chi pensi. Rino Gaetano, a detta di molti, era avanti anni luce, aveva quel dono di rendere eternamente attuale un testo, sapeva guardare oltre la propria visuale. Merito, probabilmente, di aver vissuto per molti anni in una città come Roma, tra "tanta gente diversa", a contatto con mille storie e mille sguardi. Questo pezzo, in qualche modo, ne è la prova.

"Supponiamo un amore" rappresenta la parte più riflessiva di Rino Gaetano. La voce si fa più roca, la paura si mischia al coraggio, l'intensità cresce ad ogni giro di pianoforte. "Ingresso libero" è il suo disco d'esordio. Il pezzo in questione non è la hit dell'album - che contiene autentiche perle come "Tu, forse non essenzialmente tu", "Agapito Malteni il ferroviere" e "I tuoi occhi sono pieni di sale" - eppure, assieme a "A.D 4000 d.C." (la cui musica sembra fatta da Madlib!) è il mio pezzo preferito dell'album. Perché? Perché ti insegna a cristallizzare il tempo e a destinarne una parte a chi vuoi bene, col solo scopo di vivere e viversi.

 

Classe 1984, Don Diegoh è un rapper italiano. Ha esordito nel 2007 con il disco "Storie di Tutti i Giorni" a cui sono seguiti altri tre lavori. L'ultimo è "Latte & sangue", in collaborazione con Ice One, storico produttore degli anni '90.

Tag: analisi del testo Retroterra

Pagine: Rino Gaetano Don Diegoh & Ice One

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