Rock Island - Bottanuco (BG) Live report, 29/06/2007

18/09/2007 di

(Jukka Reverberi - Foto di Monika Crha)



Gossip all'ora cena, “Hai visto? Non mangiano allo stesso tavolo!”. Gli intenditori ormai li paparazzano nemici inossidabili, Alessandro Raina vs. Giardini di Mirò è la gustosa pietanza del venerdì. Ma entrambi hanno un altro rivale ben più temibile stasera: il redivivo gruppo dei Devo (proprio loro!), che fa tappa con il suo tour europeo al Lazzaretto di Bergamo. E infatti non c'è il pubblico previsto, c'è un po' di delusione, l'organizzazione mastica amaro, ma ci penserà il bel Alessandro a risollevare le sorti del weekend. Supportato dalla chitarra del bel Giuliano Dottori, Raina si concentra e con la sua Les Paul disegna un set stellato, morbido e convincente: gli intrecci di accordi tra i due sono ora sognanti, ora dolcemente sballati e decadenti. Anche i più scetticci si convincono della buona qualità del progetto, anche i più scettici ballano in conclusione la riuscita cover degli Smiths (quella che anela agli autobus a due piani ed ai camion da dieci tonnellate).

E poi i Giardini: che avevano suonato qui per un pubblico in estasi nel 2003 (io c'ero, ricordo bene quella magica serata). Stavolta in pochi si assiepano sull'erbetta pronti al viaggio, la maggior parte rimane in piedi con la birra in mano e lo sguardo inebetito: io compreso. Perchè anche se Burro ai tamburi si danna l'anima in controtempo, il gruppo non trascina, pare freddo e poco affiatato. I pezzi nuovi seppur ben eseguiti non ipnotizzano: se ne accorge la gente, che ripensa al tempo che passa, all'esigenza di cambiare e, naturalmente, all'assoluta incapacità di adeguarsi ai cambiamenti. E così succede che nella vita reale la musica perde di significato perchè perde di significante: lo sanno anche i Giardini che puntano proprio a dividerle, queste opinioni. Nei bis Raina sale sul palco e celebra il suo trentesimo compleanno cantando un pezzo con il gruppo, abbraccia Jukka che ha la maglietta degli Smiths, poi scende, se ne va: un sospiro, è il 2007 e quella luce temo che per me si sia spenta per sempre.

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Pagine: Giardini di Mirò Alessandro Raina

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