ll figlio del Duce è stato un grande musicista jazz

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27/02/2017 di

La storia d'amore tra Benito Mussolini e Rachele Guidi ha un che di romanzesco, sin dal suo principio. Benito, infatti, domandò la mano di Rachele di fronte ai genitori di entrambi brandendo una rivoltella e minacciando un po' tutti. Da una coppia nata in maniera così rocambolesca non potevano che nascere figli altrettanto interessanti. I rampolli del Duce furono molto interessati all'arte (Vittorio fu regista, Anna Maria condusse dei programmi musicali in RAI), e in particolare Romano, l'ultimo figlio maschio di casa Mussolini, è stato un grande pianista jazz.

Romano iniziò a suonare il pianoforte accompagnando il padre che strimpellava il violino. Certamente Mussolini non immaginava che quel bimbo, proprio suonando impunemente quella stessa tastiera, avrebbe da lì a poco rappresentato una contraddizione vivente per la politica culturale del regime. Sì, perché nel ventennio il "giazzo" (o jazz, come lo chiamiamo ora che non ci terrorizza il meticciato linguistico) era bandito, i locali che lo suonavano venivano chiusi con una certa violenza, e le persone che ne promuovevano la diffusione venivano spesso "intimate" a smettere di farlo.

Eppure Romano collaborava con riviste di settore, conosceva tantissimi artisti ed era amico di personalità come Duke Ellington, decisamente lontano dal tentativo fascista di purificare l'italica cultura da qualsiasi macchia straniera. Così per un buon periodo evitò di usare il suo cognome. Per un po' usò il nome d'arte Romano Full; solo negli anni '50 si lasciò convincere a firmare un disco "Romano Mussolini All Star". Immaginate le difficoltà di un Mussolini ventenne subito dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, esiliato con madre e fratelli a Ischia, che inizia a suonare con un trio jazz napoletano, girovaga mantendosi con lavori d'occasione, senza poter pronunciare mai il proprio cognome. 

Dopo la riacquisizione dell'identità originaria e la riconsegna dei beni immobiliari alla famiglia Mussolini, caduta in disgrazia, Romano si dedicò totalmente alla musica: iniziò uno studio di registrazione, convinse amici a lasciare i loro impieghi per suonare jazz a tempo pieno con lui, arrivando a pagare loro di propria tasca un iniziale stipendo mensile; Carlo Loffredo, ad esempio, abbandonò la pratica di avvocato per suonare il contrabbasso con lui. Arrivò poi a incidere degli album con la RCA, suonò in tutto il mondo con artisti del calibro di Chet Baker e negli anni '60-'70 divenne anche popolare compositore di colonne sonore per film come "La ragazzuola", "Kriminal" e "Satanik". Parlando alla rivista Down Beat, prima di un concerto con 2000 posti al completo, nel 1962 diceva: "Guardati attorno, queste persone sono qui per vedere la mia faccia perché sono il figlio del Duce? Sono solo curiosi o gli piace veramente la mia musica? Non sarò mai sicuro e la mia vita passata a Roma nella casa di mio padre non sarà mai dimenticata.”

Romano non si dedicò solo alla musica, fu anche poeta e pittore. A livello figurativo, la sua concezione artistica era molto essenziale, e riguardo i suoi dipinti amava ripetere: "Non trasmettono nessun messaggio particolare o nascosto, a me importa che siano solo belli alla vista". Così dipingeva esclusivamente paesaggi, il busto del Padre, cavalli e pagliacci. A volte singolarmente, a volte tutto assieme: secondo me c'è un sentore vaporwave ante litteram. Se avete voglia di viaggioni googlate "romano mussolini art".

(Due quadri di Romano Mussolini)

In ultimo bisogna dare qualche informazione fondamentale sulla vita privata del signor Mussolini, che sposò Maria Scicolone, sorella di Sophia Loren, per dare alla luce Elisabetta e Alessandra Mussolini (sì, il deputato che ha recentemente sbraitato contro Bello Figo è nipote sia del Duce che di Sophia Loren). Dopo il divorzio con Maria, Romano si risposò con Carla Maria Puccini, che, tra le altre cose, presentò Sanremo nel 1966.

(Brano composto da Romano Mussolini per usa figlia Alessandra)

Lino Patruno, altro prolifico musicista jazz e uomo di spettacolo, raccontando su "Il Fatto Quotidiano" la sua amicizia con Romano Mussolini, deceduto nel 2006, lo descriveva così: "Un grande talento, una grande personalità, un’estrema bontà, un’educazione invidiabile, una cultura straordinaria, un altruista come pochi e soprattutto un grande pianista di jazz; questo era Romano Mussolini fraterno e indimenticabile amico da oltre quarant’anni anche se di idee politiche opposte alle mie per le quali però non abbiamo mai litigato."

 

Tag: jazz Retroterra

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