Salmo: come passare dai "film" con Dario Argento all'Intelligenza Artificiale

"Eclissi" è il nuovo videoclip del rapper sardo, uno che in materia ha sempre fatto scuola a tutti quanti. "All'inizio ero contrario, ma i videoclip non li caga più nessuno e così costa meno", ha detto. Tutto giusto. Ma cosa accadrà quando sostituiremo la parola "videoclip" con la parola "dischi"?

Salmo, foto di BOGDAN 'CHILLDAYS' PLAKOV
Salmo, foto di BOGDAN 'CHILLDAYS' PLAKOV

Hey Gemini, in 25 parole cosa ne pensi di Salmo che gira il videoclip di Eclissi totalmente con l’AI?

 

Salmo osa ancora: con l'intelligenza artificiale rievoca l'immaginario oscuro di "Hellvisback". Un’operazione visiva potente che trasforma il passato in un futuro digitale inquietante e magnetico.

 

Questa la risposta del chatbot di casa Google, un po’ fuori forma, un po’ dozzinale. Cambiamo un po’ la domanda, il prompt? Sì ma non mi direbbe molto di più. Tutti i discorsi sui rapporti tra arte e intelligenza artificiale lasciano il tempo che trovano e durano qualche mese: chi setta gli standard come Kanye nel suo "Bully", ad esempio, non ha tutte queste remore e utilizza strofe con la sua voce artificiale. Forse anche i discorsi sull’etica dell’intelligenza artificiale e del suo utilizzo tout-court dureranno qualche anno al massimo, specie in ambito artistico.

A ogni modo oggi siamo qui per parlare di Salmo che usa l’AI per animare un bel pezzo rock, Eclissi, con tanto di breakdown e assolo di chitarra. Il tutto è parte della più ampia riedizione di "Hellvisback", il disco che sin dalla sua uscita nel 2016 ha fatto scuola, rimanendo un unicum nella discografia dell'artista e segnando un originale scambio proprio tra rock e hip hop. In "Eclissi" invece, la prima componente è più preponderante, con un risultato comunque apprezzabile. Ma torniamo al videoclip con l’AI e armiamoci di un po’ del nostro inchiostro digitale umano fino a prova contraria.

video frame placeholder

Da un cimitero fradicio il nostro Elvis post-apocalittico risale dall’oltretomba, raggiungendo con un van un pub in qualche periferia americana. Ruba poi una pistola a un poliziotto intento a prendere ciambelle, va al live di Salmo a San Siro dello scorso anno con l’autobus, lo spara, sale sul palco e viene acclamato dal pubblico. Non che serva sempre la sceneggiatura del secolo, o forse il prompt. Nella descrizione viene citata la regia di Luca Scalia con scritto vicino “Tu Sai Chi”: l’AI è un tabù più o meno svelato. Tutto sa molto di grafica videoludica, con la patina alla GTA/The Last of Us, con qualche sfumatura horror e con una nota italiana sul finale. Salmo si "difende" sui social così:

Per quanto riguarda il video fatto con l’Ai… lo ammetto inizialmente ero contrario. Ma c’è un potenziale infinito dietro l'intelligenza artificiale, devi semplicemente capire come usarla. È semplicemente uno strumento che permette di finalizzare le tue idee in poco tempo, permette anche di risparmiare molti soldi. Per realizzare quel tipo di video avrei sicuramente speso 150mila euro, più 3 mesi di post produzione, vfx ecc... per cosa? Per farlo vedere a poche persone. Diciamoci la verità, i videoclip musicali non se li caga più nessuno. Personalmente continuerò a fare videoclip reali alla vecchia maniera, ma sono consapevole che l’intelligenza artificiale farà parte della normalità.

Nell’arte giocare in difesa spesso ripaga poco, e probabilmente se non l’avesse fatto notare lui in pochi avrebbero pensato che quella di Salmo fosse una dichiarazione d’intenti. Ne sarebbe rimasta traccia solo tra i commenti scritti alla rinfusa dai fan su Instagram o su YouTube, per la gioia di noi archivisti. Secondo questi commenti lo stesso Salmo si sarebbe prodigato ad andare contro l’intelligenza artificiale nei suoi live, esponendosi dal palco come contrario al dilagare del fenomeno. Ma su questo pace. Ma pace un po’ su tutto.

Ora, Salmo è sempre stato all’avanguardia sui videoclip musicali e in particolare quest’ultimo riprende molto le ambientazioni di "7AM": la maschera, il sangue, una certa violenza. In tempi non sospetti ha investito pesantemente in quel mondo lì, sia nell’universo Machete che per i lavori da solista, fino ad arrivare all’immaginario di "Lunedì", con Alessandro Borghi e un dispendio di forze da corto cinematografico di alto budget, ai lavori con Sky su "Blocco 181" che lo vedevano protagonista. I tempi sono cambiati e nell’era dell’AI pochi anni fanno tutta la differenza del mondo. Eppure i numeri dell’ultimo disco a livello di videoclip non sono affatto male: varie le tracce con milioni di views.

La giustificazione perció regge fino a una certo punto. Qua stiamo parlando di numeri, cifre, calcoli. Ma l’arte? Anche rispetto al bell’immaginario western di "Ranch", con annessi video, il rebranding di "Hellvisback" in chiave artificiale convince fino a un certo punto. E allora perchè Salmo ha ragione? Perchè comunque la direzione è quella. Enormi investimenti per videoclip sono superflui rispetto, ad esempio, adinvestire in enormi palcoscenici, come quelli del Lebonski Park, che quest’anno diventerà un enorme parco a tema nell’estate sarda, ad Arzachena, nella sua Olbia.

In realtà anche le visual di "Cult Hellraisers" con Noyz erano fatte con l’AI, in una qualità ben peggiore rispetto a questa ma il punto è sempre lo stesso: come si passa da far girare il videoclip del disco a Dario Argento, come in quel caso, a dei video senza carattere generati dall’AI? Il discorso di Salmo ha senso, per buona pace dei commenti. L’unico contraddittorio reale è che questo discorso si potrebbe tranquillamente fare con la musica, che ha però il grande vantaggio di non richiedere sempre costi esorbitanti come un film o un videoclip. Riscriviamo il commento di Salmo sostituendo video con disco, vedere con sentire e non sarà così assurdo pensare che un disco di un artista di successo possa essere interamente generato dall’intelligenza artificiale. Un plauso va comunque a chi ha promptato tutto ciò, probabilmente utilizzando altre AI incrociate. Sembra che l’idea rimarrà l’unica isola artistica inespugnabile.

video frame placeholder

Dove vogliamo arrivare con sta storia dell’AI? Vorrei richiederlo a Gemini perchè non lo sappiamo manco noi: è evidente che proprio questa storia dell’arte, dell’AI, della storia tutta, inizia a sembrare un po’ superflua. Non è che Salmo ci voglia dire semplicemente: moriremo tutti, fregatevene delle implicazioni dell’AI. E su questo avrebbe ragione. Non ci resterebbe che tirare a campare. Quasi.

---
L'articolo Salmo: come passare dai "film" con Dario Argento all'Intelligenza Artificiale di Luca Mediterraneo è apparso su Rockit.it il 2026-04-09 09:52:00

COMMENTI

Aggiungi un commentoavvisami se ci sono nuovi messaggi in questa discussioneInvia