Sanremo 2020, la pagella della seconda serata

Paolo Palumbo spacca, i Ricchi e Poveri meno
05/02/2020 21:34

Le premesse erano caporettiane, dopo la mediocrità complessiva delle esibizioni della prima serata e visto il roster a disposizione per questo secondo atto. Invece, archiviato un martedì in cui è difficile andare oltre lo share e il nudismo di Achille Lauro, la qualità sale di qualche gradino. Ok, il Primavera è un'altra cosa. Ma non ha i Ricchi e Poveri. E quindi voti. 

AMADEUS 5,5

Solito profluvio di superlativi, solita (credibilissima) recita della parte del più fesso del villaggio, solita conduzione votata alla mediocrità, solita abilità a risultare fuori luogo (vedi l'intro di Zucchero con la voce in distorsione). Ma con Paolo Palumbo e Zucchero finalmente ne azzecca un paio, e si avvicina alla sufficienza. 

FIORELLO 5

Il "più grande showman al mondo", come lo presenta l'amico senza talento, è chiamato a risollevarsi dopo una serata in cui tutti hanno notato soprattutto la sua volontà di non infierire (fingendo di farlo) su Amadeus. Lo sketch iniziale à la Maria De Filippi è facile e baraccone (e la riflessione sul fenomeno del crossdressing risulta parecchio scarna), ma almeno si ride un po'. Per il resto alterna momenti imbarazzanti – vedi la canzone su Sanremo in stile Elio in giornata nerissima – a momenti più efficaci, come il feat. con i Ricchi e Poveri. Però in teoria lui sarebbe Fiorello, ed era lecito aspettarsi altro. 

LAURA CHIMENTI ED EMMA D'AQUINO 7

Dopo anni di gavetta al Tg1 sanno più che bene come annunciare una tragedia. E a volte le idee più semplici sono le migliori.

SABRINA SALERNO 5

Quanto è brava Lucia Ocone. 

TIZIANO FERRO 7

Dopo che Diletta Leotta usa la tecnologia per mostrare se stessa settantenne sul wall, la popstar resident di questo Sanremo 70 fa ancora di più: porta se stesso 70enne direttamente sul palco. Scherzi (mica tanto) a parte, che pezzo clamoroso Perdere l'amore e che bella la versione con Massimo Ranieri. Bravi tutti. Poi fa Tiziano Ferro, che gli riesce parecchio bene. 

PAOLO PALUMBO 9

Di solito questi momenti, soprattutto su quel palco, sono uno strazio. Il ragazzo colpito da Sla in giovanissima età, invece, ci ricorda che essere sempre cinici e stronzi non è obbligatorio, né (in alcuni casi) intelligente. E quello era un pezzone.

RICCHI E POVERI 4

Ma quanto piace agli italiani vedere dei signori distinti rinunciare al peso della propria dignità (artistica)?

ZUCCHERO 8

Un grandissimo. Dovremmo ricordacene quando ci esaltiamo per musica del tutto irrilevante. Miserere

GIGI D'ALESSIO 5

Se Mussolini è stato un padre della patria e Craxi un perseguitato politico, Gigi D'Alessio è almeno Miles Davis. 

I GIOVANI IN GARA 4

Ieri la combo benjaminbuttoniana Gassmann-Tecla vs. l'accoppiata indie quindi simpatici Fadi-Eugenio ha finito per annoiare un po' tutti, questa sera è il trionfo della randomicità nelle scelte e del giovanilismo d'accatto. La canzone sull'Ilva è brutta e obsoleta e non bastano le buone intenzione né le batteriste al cartoccio a risollevarla, tanto che alla fine l'autotune senza ragione d'essere di Fasma pare quasi un sollievo. Il pezzo antibullismo di Marco Sentieri – il nuovo Anastasio che in realtà potrebbe essere suo padre – è la musica come non dovrebbe essere. Una gran zuppa indigesta di tutto.

PIERO PELÙ - "GIGANTE" - 5

No, ti prego, nonno, non vorrai mica farlo in mondovisione. 

ELETTRA LAMBORGHINI - "MUSICA (E IL RESTO SCOMPARE)" - 8

Regina di cuori.

ENRICO NIGIOTTI - "BACIAMO ADESSO" - 5

Un posto tra la 14esima e la nona posizione è già prenotato. 

LEVANTE - "TIKIBOMBOM" - 6,5

C'è qualcosa in questo pezzo che vuole non farsi capire. Musica e parole vanno incontro a frizioni, vestito e postura sono in evidente conflitto, per non parlare dei passi di danza primi 2000. Se l'effetto straniamento era l'obiettivo, missione compiuta. A Sanremo – soprattutto questo – fare gli schizzinosi è davvero fuori luogo, e il brano comunque suona bene. Ma ci sentiamo di doverla risentire.

PINGUINI TATTICI NUCLEARI - "RINGO STARR" - 6

Vengono da Bergamo, ma paiono lo Stato Sociale che ha ascoltato troppo Cremonini. Nei prossimi giorni li intervisteranno tutti, i programmi del pomeriggio manderanno gli inviati all'oratorio dove sono cresciuti, in radio andranno fortissimo (il pezzo ha un bel tiro, bravi). Però boh. 

TOSCA - "HO AMATO TUTTO" - 6,5

Tante note suonate bene, tanta voce, tanta eleganza, tante metafore, tanti ferretti per i capelli. Ma siamo aridi, c'è coda in tangenziale e le tasse da pagare. Ci dimenticheremo presto di tutta questa bellezza. 

FRANCESCO GABBANI - "VICEVERSA" - 6,5

Fingendo di non essere sconvolti dal fatto che stia diventando Marco Columbro, una dote ce l'ha: capisce benissimo quando una canzone è quella giusta per l'Ariston. 

PAOLO JANNACCI - "VOGLIO PARLARTI ADESSO" - 5,5

Con quel cognome e quella faccia, i brividi sono il minimo che una persona dotata del soffio vitale possa sperimentare. Ma non c'è molto di più.

RANCORE - "EDEN" - 7

L'autodefinizione di "rapper ermetico" ci fa sentire meno in difetto a dichiarare che non abbiamo capito un cazzo della sua canzone. Che, nel dubbio, spacca. 

JUNIOR CALLY - "NO GRAZIE" - 4,5

Quasi era meglio quando parlava di donne...

GIORDANA ANGI - "COME MIA MADRE" - 5

Le canzoni belle deve averle date agli altri. 

MICHELE ZARRILLO - "NELL'ESTASI O NEL FANGO" - 5

Con la Z canta per ultimo. Sarebbe stato bellissimo se avesse premiato i fideisti che sono ancora in piedi all'una e mezza per ascoltare la sua performance con una performance indimenticabile. Non accade. 

 

 

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L'articolo Sanremo 2020, la pagella della seconda serata di Dario Falcini è apparso su Rockit.it il 05/02/2020 21:34

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