Metà ieri, metà oggi. La salomonica divisione dei cantanti tra la seconda e la terza serata di Sanremo 2026 non è l'unico aspetto biblico di questo Festival, che sembra avere più di qualche riferimento nascosto all'Apocalisse di Giovanni. E anche se è più facile immaginare la fine del mondo che la fine di Sanremo (Mark Fisher, perdonaci se puoi), c'è stato più di qualche momento in cui abbiamo sognato di scioglierci dal giogo imposto da mamma Rai. Chissà, forse un giorno ce la faremo davvero, ma ahimè non è questo il giorno.
E quindi, mentre ci avviciniamo stanchi al televisore, mentre manco lo sfrigolante streaming di Raiplay è sufficiente a ravvivare la fiacchezza di questa edizione, eccoci a cercare nei tasti del nostro computer una ragione per arrivare dritti e incolumi fino alla domenica mattina. Se volete farci compagnia, qua trovate i voti aggiornati in tempo reale. Intanto, ecco qua sotto l'elenco di tutti i musicisti che canteranno stasera (e qua la scaletta più precisa della serata).
Angelica Bove - Mattone: 8
Arriviamo alla terza serata già stanchi e perplessi che quasi ho sperato che l'intro di piano diventasse When love takes over di David Guetta. Mattone è una buona canzone, Angelica Bove nonostante l'intensità interpretativa è un'anima leggera e una persona divertente – l'ha dimostrato stanotte al Dopofestival – ma soprattutto: parlare dell'eleborazione del dolore e di terapia – «l'ha detto il dottore» – in una canzone pop sul palco di Sanremo non è mica male. Ma anche il fatto che sia intonata esattamente come il disco.
Nicolò Filippucci - Laguna: 7
Nicolò è stra-amato dalla sua fanbase, anche più di alcuni Big, esattamente come lui ha più carisma e intonazione e una visione artistica di alcuni big. Certo, stasera è un filo meno convincente e la canzone è un po' il solito birignao, ma è colpa anche e soprattutto di questo meccanismo scemissimo delle sfide, della competizione dei giovani distaccata da quella dei big – Vi ricordate Clara, Mahmood, Tananai, per dire eh – che costringe i "giovani" ad andare sul sicuro.
Nicolò Filippucci vince Sanremo Giovani, Angelica Bove vince il premio della critica Mia Martini e il premio della sala stampa Lucio Dalla.
Maria Antonietta & Colombre – La felicità e basta: 8+
Con gli ascolti non è che cresce, ti si appiccica proprio addosso. Certo, fa strano vedere la quota indie di quest'anno fare le mossette coreografate sul palco, ma è bello, è leggero, è divertente. E sono i pochi a cantare bene, suonare bene e divertirsi pure. Canzone perfetta da cantare in macchina sorridendo con lə fidanzatə urlando «Baby, facciamo insieme una rapina». E così sia.
Leo Gassmann – Naturale: 4
Interpretare Califano deve avergli fatto venire voglia di fare Tale&Quale Show: stasera è identico a Ninetto Davoli. Canta meglio della prima, ma perchè ogni volta sul finale deve sempre buttarla via e dimenticarsi l'intonazione? E perchè c'è uno special che è praticamente Mary dei Gemelli DiVersi? Di gran lunga la prova peggiore della carriera sanremese di Young Califfo.
Il premio alla carriera a Mogol
Oltre al premio alla carriera, la SIAE assegna un premio al... presidente onorario della SIAE. Mogol sul palco sciorina compiaciuto i numeri delle copie vendute e delle canzoni depositate, nell'ordine dei fantastiliardi. Dati che gli sono stati comunicati... dalla SIAE. Praticamente il meme dei 3 Spiderman che si indicano a vicenda. Intanto viene fatta ascoltare anche quell'orrore di Vai Italia, inno di regime della Cucina Italiana nel Mondo, cantata da Al Bano. Hanno messo così tanti pezzi suoi che da quando ha detto "Buonasera" ha guadagnato in diritti d'autore il mio ISEE annuale.
Malika Ayane – Animali notturni: 7+
Sempre più sciolta, sempre più fascinosa, disegna nell'aria grazie al cavo del microfono, a suoni rari da trovare sull'Ariston e a una costruzione attenta della canzone, mentre sorride fortissimo. E noi con lei.
Laura Pausini – Heal The World
Non tutti sanno che Laura Pausini ha partecipato alla canzone di Michael Jackson che doveva rappresentare il seguito spirituale di We Are The World, si intitolava Todo Para Ti (What More I Can Give) ma non è mai uscita. Una informazione che volevo darvi, certamente più utile di questo siparietto con il – sempre gradito e adorato – Piccolo Coro Dell'Antoniano. Una scelta originale. Bambini vestiti di bianco, una canzone sulla pace, la scritta Make Music Not War. È il momento LA GUERRA È BRUTTA come l'anno scorso Imagine, senza nessun REALE riferimento all'attualità. All'inizio sembrava quasi che Pausini la stesse prendendo minimal, invece poi a metà canzone si è ripresa tutto quello che è 'o suojo. Scusate il napoletano: già so cosa sta per arrivare.
Sal Da Vinci – Per sempre sì: 10-
Mi arrendo. È inutile contrastare questa canzone che è già Floppy Disk Di Platino, già nelle borse di tutti i pianobaristi, per serenate e matrimoni. È costruita in maniera irresistibile, ha i gesti perfetti per TikTok, c'è il momento lievemente didascalico in cui Sal indica l'anello: non avevamo capito che parla di matrimonio, eh. Meno preciso dell'altra volta, ma niente lo fermerà dal prendersi il leoncino. Sorrisi ha già pronta la copertina con scritto SAL DA VINCE!
Tredici Pietro – Uomo che cade : 6 Pietro
CVD: nella seconda esibizione – e senza il problema tecnico – Pietro prende confidenza e rende giustizia alla canzone, mettendo in luce uno dei ritornelli più aperti del festival. Bene così.
Raf – Ora e per sempre: 6+
Quando uno sa scrivere le canzoni, sa scriverle. Armonicamente è complessa, ben composta. Poi, per carità, il testo a volte cade nel sanremismo più sfrenato con frasi perfette da dedicare che la rendono una sorta di sequel di Per Sempre Sì. Se quella è per il matrimonio, questa è per il video dell'anniversario.
Eros Ramazzotti
Il ritorno di un figlio del Festival sul palco dell'Ariston, da cui mancava da ben... 2 anni. C'era stato nel 2024. E nel 2023 con Ultimo. E nel 2019. E nel 2016. E nel 2006. Diciamo che non è esattamente 'sto grande evento. Poi ovvio, canta Adesso Tu. E che je voi dì.
Alicia Keys
Pensa ciccare PROPRIO il pianoforte di Alicia Keys, che non si sente e tocca andare in pubblicità (e non è che dopo funzioni benissimo). Duetto con Eros su L'Aurora in italiano, in via del tutto eccezionale visto che il brano è stato inciso inspiegabilmente in spagnolo. Alicia suona la canzone come se l'avesse scritta lei, la canta con la luce negli occhi e un sorriso gigante. Su bis, accenna Empire State Of Mind, e mentre tutti ironicamente immaginiamo un omaggio alla «Cuneo / Splendida città del piemonte / col sole di fronte» di Cortellesiana memoria, lei fa il triplo carpiato e cambia il testo in «We're in Sanremo». Fuoriclasse. Come sarà piccola, dopo di te, Sanremo.
Francesco Renga – Il meglio di me: CINQUEEEEEEE
Ho visto un'intervista in cui Renga diceva di aver "snellito e asciugato il proprio stile, evitando vibrati e glissati, per un canto più contemporaneo". Mentiva.
The Kolors
Se il pop è un lavoro, Stash ha deciso di ispirarsi direttamente a Michael Jackson per l'outfit, le coreografie e anche gli arrangiamenti che ricordano quelli del SuperBowl del 1993, anche se non è Pasadena ma il Suzuki Stage in Piazza Colombo. Un medley funzionale e ben congegnato, con una gag che desacralizza il tutto e porta di nuovo Fru sul finale. Se non altro, un'idea. E poi non vedevo un The Jackal in tv da una decina di minuti.
Eddie Brock – Avvoltoi: 5
Questo ragazzo non riesce proprio a starmi antipatico. Alla fine riesce sempre a portarla a casa, e senza la tensione del primo giorno, canta decisamente meglio, superando anche qualche problemino tecnico in cuffia. Negli anni '90 sarebbe andato a podio senza problemi. Previsione: torna a Sanremo 2028 e spacca.
Max Pezzali - Jolly Blue / Hanno ucciso l'uomo ragno / Con un deca
Io sono un fan sfegatato di Max, ma alla terza serata consecutiva, questi inserti sembrano sempre più Spot Costa Crociere e meno esibizione live – che per più della metà live non è. Sempre bellissima la scenografia piena di richiami alla discografia degli 883, buone idee – stasera la sigla di Beverly Hills suonata dall'ottimo Davide Ferrario a fare raccordo tra le canzoni – e un repertorio incredibile. Ma dalle mie parti si dice che "sa di poco". Uff.
Serena Brancale – Qui con me: 5-
L'altra volta ho sospeso il giudizio. Poi l'ho ascoltata, riascoltata mille volte. Serena Brancale è una delle migliori cantanti italiane senza se e senza ma e finalmente si è presa la libertà di cantare una canzone estremamente personale e di fare ciò che vuole, ritornando alle origini del suo repertorio pre-hit. Ma la canzone è davvero poca cosa, con la rima Pelle / Stelle nel ritornello e il campo semantico base del pop italiano fatica a salvarsi anche con la vocalità straordinaria di Brancale
Samurai Jay – Ossessione: 6 me preguntò
Io ho un debole per lui. Gennaro e il suo team hanno un incredibile gusto per il ritornello. Stasera è più preciso, nonostante la bandana si sia incastrata nel vestito, una capriola storta del tutto immotivata e Belén che è riuscita a sbagliare l'attacco del playback dei due secondi due che doveva cantà.
Arisa – Magica favola: 6
Arisa. Nel senso di voce del verbo arisare, come accadde a Irama qualche anno fa. Arisare ha un senso molto preciso: portare sul palco la propria autoanalisi cantando benissimo. Anche stavolta, con la biografia in salsa Disney, Arisa ha arisato benissimo, seppur distante anni luce da un capolavoro come La Notte o altre ottime canzoni come Controvento e Mi Sento Bene.
Michele Bravi – Prima o poi: 6--
La canzone con cui Bravi avrebbe dovuto vincere Sanremo era Il diario degli errori, 10 anni fa. La formula della ballad intimista con il crescendo sanremese non funziona più. E soprattutto: per favore Michele, da collezionista a collezionista, raccogli il disco di Battisti da terra e metti una busta protettiva, che ogni volta che sento quel verso impazzisco di rabbia.
Luchè – Labirinto: Trè
La prima performance era confusionaria e imprecisa. La seconda, pure. Sono rimasto ipnotizzato dai denti abbaglianti e dagli archi che disegnava con la mano sinistra nell'aria, o forse mi appigliavo a tutto per distrarmi.
Mara Sattei – Le cose che non sai di me: Sæi piæno.
Come la precedente Duemilaminuti, la canzone è buona ma intrappolata nel vestito a festa della Kermesse. Una produzione più contemporanea lo avrebbe liverato e gli avrebbe dato pieno senso, valorizzando la voce di Mara. È una cosa che ha fatto nei suoi dischi – su tutte, Parentesi con Giorgia – ma a Sanremo l'abito elegante le tarpa le ali. Stasera canta molto meglio.
Sayf – Tu mi piaci tanto: 7-
Pensavo mi fosse saltato il digitale terrestre e invece era solo la giacca di Sayf. Non capirò mai perchè complicarsi la vita con questa messa in scena complicata che lo depotenzia. Riesce ad infilare nella performance una sottile imitazione di Silvio quando cita il suo «L'italia è il Paese che amo».
Televoto e Radio hanno mandato in top5:
Sal Da Vinci (e vabbè), Sayf, Arisa, Serena Brancale (ma và?) e Luchè
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L'articolo Sanremo 2026: le pagelle di giovedì, la terza serata del Festival di Marco Mm Mennillo è apparso su Rockit.it il 2026-02-26 18:44:00
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