Sanremo 2026: le pagelle di venerdì, la serata delle cover e dei duetti del Festival

Stasera si abbraccia del tutto la dimensione onirica con le cover sanremesi. Seguiteci in questo mondo lisergico mentre diamo i voti in tempo reale a tutto il delirio previsto per stasera, Cristina D'Avena compresa

27/02/2026 - 16:55 Scritto da Marco Mm Mennillo

La serata delle cover è quella che, sotto sotto, bramiamo, senza dirlo ad alta voce. Perché certo, la fatica di seguire un festival così incartato e autocelebrativo come Sanremo mette a dura prova il più stoico degli animi, ma qua l'orrore si trasforma in gusto perverso, in un piacere proibito nel vedere sullo schermo tracolli annunciati, trashate impenitenti e qualche cover dignitosa alternarsi senza un punto di riferimento che sia uno. Insomma: il venerdì è la serata che in qualche modo giustifica il motivo per cui siamo qui, o almeno questo è quello che siamo arrivati a raccontarci dopo tre giorni - ieri compreso - a dir poco estenuanti.

E quindi eccoci, pronti anche stasera a una maratona che ci lascerà sfiancati e poco fiduciosi per il futuro. Ma poco importa, questa è la vita che abbiamo scelto. Qua sotto, intanto, l'elenco completo delle canzoni presentate in ordine di uscita (e già la partenza è tutto un programma). In caso di dubbi, comunque, qua c'è la scaletta. E ora via, elmetto addosso e si scende in battaglia.

Laura Pausini - Ritorno ad Amare / Immensamente / Io canto

Si comincia con il marchettone, che c'è un disco da vendere che ha venduto meno del previsto. Almeno tematicamente ci sta: è un disco di cover, nella serata delle cover. È comunque è un'idea, solo che il gimmick "cantare sia dentro che fuori dall'Ariston" è stato già fatto in passato proprio da Laura. Been there, done that.

Elettra Lamborghini con Las Ketchup - Aserejé : 7!

La serata delle cover è fatta di locura, e santa Elettra ci sta salvando il festival, con i suoi «festini bilaterali» che stasera ha deciso di portare anche dentro l'Ariston. Infila il tag Elettra / Elettra Lamborghini all'inizio del pezzo, fa caciara e ci si diverte – e  sembra anche più intonata del solito e delle sue compagne di viaggio, quelle Las Ketchup che hanno già partecipato a Sanremo, nel 2004, con Denny Losito nella indimenticabile Single. Ve la ricordavate? Ecco. Pensate che vita che faccio a ricordarmi sta roba.

Eddie Brock con Fabrizio Moro - Portami via: 6+

Chiariamo: la scelta del brano è l'ultima cosa che avrei mai voluto vedere in una serata delle cover e rimpiango fortissimo Elettra, ma Eddie stasera sta cantando benissimo: o si è preparato bene o deve farsi scrivere le canzoni da Moro.

Mister X (cioè SIANI)

Nel pomeriggio è circolata la scaletta, dove erano segnalati alcuni momenti con un conduttore segreto, chiamato Mister X. Si pensava a un grande, grandissimo ospite, così grande da tenere segreto. Pensavamo fosse Stefano De Martino, per un ideale passaggio di consegne. E invece è Alessandro Siani. NON SERVIVA MANTENERE IL SEGRETO. Non bastavano 30 cover di dubbio gusto. Stasera non solo ci tocca andare alla ricerca di una cover da salvare, e invece dobbiamo cercare anche una battuta che faccia ridere.

Mara Sattei con Mecna - L'ultimo bacio: 8

La pessima abitudine delle barre aggiunte alle cover è intollerabile spesso e volentieri, a meno che a scriverle non sia una persona che sa prendere il senso del brano originale e usarlo per scrivere una storia bellissima. Mara Sattei interpreta rispettosamente la melodia originale, Mecna dirotta per mostrarci nuove inquadrature di questo film e poi rientra nel ritornello, con un nuovo finale. Ora però attendiamo di vederlo da concorrente su quel palco, se lo merita.

Patty Pravo con Timofej Andrijashenko - Ti lascio una canzone: 5---

Vi ricordate quando Patty Pravo 10 anni fa alla serata delle cover scelse di cantare una sua canzone? Che nostalgia. Peccato sia appena partita la serata Karaoke.

Levante con Gaia - I maschi: 6 e mezzo

Non so perchè quellə che mi piacciono nella gara, nella serata cover fanno scelte piuttosto basic. Il rischio karaoke è scongiurato dal fatto che Levante e Gaia siano due brave interpreti e il rullante più Levante-coded che abbia mai sentito. Sul finale si danno un bacino, ma il regista (!) stacca sul totale larghissimo. Non credo sia censura, ma manifesta incapacità. Ma non è ancora il momento di iniziare questa mia guerra.

Malika Ayane con Claudio Santamaria - Mi sei scoppiato dentro al cuore: 4

Anche qua, c'è differenza tra classico e canzone sputtanata. Santamaria ha la brillante idea di cantare «Tu sei arrivatA» anzichè «Tu sei arrivato» e ho perso completamente interesse verso ciò che stava accadendo sul palco. Altra mia crociata: smettetela di cambiare il genere ai testi delle canzoni.

Bambole di pezza con Cristina D'Avena - Occhi di gatto: 6

Fare una versione rock di Occhi Di Gatto, mashupparci i Led Zeppelin, almeno è un'idea. Cleo parte intimorita, il minimalista Melozzi fa lo show come al solito. Ma almeno è un'idea.

Dargen D'Amico con Pupo e Fabrizio Bosso - Su di noi: 6+

Difficile: non capisco se sia un gioco di riferimenti meta o il suo opposto. Chiamare Pupo – famosissimo in Russia e bannato in Ucraina – per una versione antimilitarista di Su Di Noi, citando Il Disertore, campionando il discorso di Chaplin ne Il Grande Dittatore, la voce del Papa, il canto ebraico Gam Gam. Usare Enzo Ghinazzi come cavallo di troia per parlare di genocidio? Musicalmente ha funzionato, ma tante idee, molto confuse. C'era un messaggio, ma non era chiaro, ho dovuto googlare fortissimo per capire bene.

Tommaso Paradiso con Stadio - L'ultima luna: 7

A volte sembra che le cover siano una scusa far togliere uno sfizio agli artisti in gara. La fissa di Tommy per Dalla è risaputa, alla fine sto pezzo lo canta pure bene, lui è contento e noi con lui.

Michele Bravi con Fiorella Mannoia - Domani è un altro giorno: 5 e mezzo

Omaggio a Ornella Vanoni, e ok, con la Mannoia, va bene, tutto giusto. Ma rimane nell'esercizio di stile da serata-delle-cover.

Tredici Pietro con Galeffi e Fudasca & Band (+ Gianni Morandi) - Vita: 8

Pietro inizia da solo e canta piuttosto bene, interpretando una canzone del papà che tutti amiamo, una mossa tanto paracula quanto coraggiosa. Poi, d'improvviso, il Gianni Nazionale irrompe sul palco: non sembrano padre e figlio ma due artisti di due generazioni diverse, alla pari. Le barre di Pietro hanno una metrica tutt'altro che banale, e il quadretto, infine, è commovente e rimarrà nelle Teche. Bravo il navigato Pietro, bravo il giovane Gianni.

Maria Antonietta e Colombre con Brunori Sas - Il mondo: 7 e mezzo

Partiamo col dire che Dario Brunori è bellissimo. Continuiamo dicendo che l'esecuzione è perfetta, classica, a parte qualche barra (argh!) di Maria Antonietta. Colombre sorridente, Dario crooner perfetto, sullo sfondo il mondo visto dalla stazione spaziale – per davvero e non fatta con l'AI –. Vedi? Basta una mezza idea, oltre alla buona interpretazione.

Fulminacci con Francesca Fagnani - Parole parole: 8-

Filippo canta la parte di Mina, Fagnani quella di Alberto Lupo. La performance della canzone in gara ha una fotografia anni '80, stavolta si va indietro ai 70. Nonostante non sia del mestiere, è un'idea divertente e infilano qui e là la parola Belva. Fa cantare con loro, ma anche sorridere. Come raggiungere l'8 pieno? Li avrei voluti seduti uno contro l'altro sugli sgabelli di Belve, con il taccuino rosso tra le mani.

LDA e AKA 7even con Tullio De Piscopo - Andamento lento: 6-

Tullio De Piscopo a 80 anni si affida ancora ai giovani e li segue. Inizia AKA al piano, poi si parte con una festa effettivamente travolgente, e De Piscopo sfoggia un carisma (e una voce) invidiabili. Poi LDA aggiunge qualche barra (argh!) e Tullio suona le percussioni con tre bacchette: le due solite più la solenne stecca presa da AKA sul finale.

Raf con The Kolors - The Riddle: 5

L'hanno fatta più lenta per darci più tempo di giocare a Dov'è Fru? tra i ballerini.

J-Ax Ligera con Ligera County Fam. - E la vita, la vita: 6 e mezzo

Un inno alla milanesità, all'anzianità, un omaggio a Renato Pozzetto che non poteva essere sul palco. Alla fine, una buona idea – anche se prima di Ax l'avevano portata sul palco già Biggio e Mandelli. Molto casino, molta locura, un cantato da birreria, ma anche un filo di commozione.

Ditonellapiaga con TonyPitony - The Lady Is a Tramp: 9+

Che strano: quello che doveva essere il comedy act è stato il numero musicalmente migliore della serata. E, chiarisco, chi scrive non è un fan di Tonypitony, anzi, ma è innegabile la precisione di entrambi, la perfezione della scelta di buttarla sul ridere facendolo sul serio, sfociando in un varietà di classe, citando Baciami Piccina. Un arrangiamento fenomenale di Carolina Bubbico, che finalmente ottiene di essere chiamata Maestra. Meraviglia. 

Enrico Nigiotti con Alfa - En e Xanax: 7-

Alfa di lavoro potrebbe fare l'autore di barre aggiuntive sulle cover per la serata cover di Sanremo. L'anno scorso ha portato Sogna ragazzo sogna a certificare oro. Se qualcuno dei tanti(ssimi) ascoltatori di Alfa dovesse riscoprire questo capolavoro, sarebbe solamente un bene.

Caterina Caselli

Il premio alla carriera a Caterina Caselli, donna dietro le quinte della discografia italiana da tre decenni, è sacrosanto. Ma tipo, un pensierino alla prima direttrice artistica donna del festival?

Max Pezzali - Gli Anni

Lasciatemi piangere in pace, su questa manco mi importa se è live o no.

Serena Brancale con Gregory Porter e Delia - Besame mucho: 8+

Un mostro sacro del Jazz e del Blues a Sanremo è già degno di nota. L'esibizione è praticamente perfetta, estremamente seriosa, ma perfetta.

Sayf con Alex Britti e Mario Biondi - Hit the Road Jack: 7-

Buona e divertente l'idea, la realizzazione è pasticciatissima nonostante le mamme sul palco, Sayf sulla tromba, Alex Britti che è un grande chitarrista – ma urge un corso di inglese – e Mario Biondi che shailalailailailailà.

Francesco Renga e Giusy Ferreri - Ragazzo solo, ragazza sola: 3

Non mi esprimo su questo testo in italiano perchè sarei villano (I-mmaginate lo spreco di avere un'orchestra a disposizione che suona questo spartito e cantarci sopra la tremenda versione in italiano scritta da Mogol. 

Arisa con il Coro del Teatro Regio di Parma - Quello che le donne non dicono: 5

Bravissima Ari, veramente bravissima, ma non era esattamente l'idea più originale nè minimal del mondo. Compitino eseguito bene, ma ben eseguito.

Samurai Jay con Belén Rodríguez e Roy Paci - Baila morena: 7

E chi se l'aspettava 'sto piglio da showman di Samurai, anche nell'affrontare l'imprevisto. Suona la chitarra, prende Baila (Sexy Thing) – la versione spagnola, per questo si chiama Baila Morena – e canta veramente bene. Ho avuto soltanto paura che salissero sul palco Bresh e Cristiano de Andrè per fare Creuza De Mä.

Sal Da Vinci con Michele Zarrillo - Cinque giorni: 4

Sal, fratello mio, hai praticamente già vinto. Mi dici cosa cazzo ti viene in mente? Arrangiamento inutilmente barocco, scelta banalissima – già scelta 3 anni fa, sempre con Zarrillo – e cantata veramente male sia dal morphing tra Giovanni Muciaccia e l'agente Cooper di Twin Peaks.

Fedez e Masini con Stjepan Hauser - Meravigliosa creatura: 6-

Questa cosa che a Sanremo Fedez se la cava meglio nelle cover che nelle canzoni originali un giorno dovrà essere studiata.

Ermal Meta con Dardust - Golden Hour: 5

Ogni anno c'è Sanremo, c'è una serata cover, Ermal Meta arriva e a metà canzone attacca col falsetto. Uffà.

Nayt con Joan Thiele - La canzone dell'amore perduto: 6-

Un coraggio che in pochi hanno: cantare un capolavoro, farlo senza strafare e senza aggiungere barre. Al limite limite limite del Momento "Saggio di fine anno". Thiele sempre eterea, delicata.

Luchè con Gianluca Grignani - Falco a metà: 4 e mezzo

Come è iniziata, così è finita. Se c'è un pregio, Luchè ha rappato e basta. La cosa più interessante dell'esibizione è stata la frecciata di Grignani alla Pausini.

Chiello con Saverio Cigarini - Mi sono innamorato di te: 6

Compitino portato a casa, non benissimo, ma bene. Un voticino in più per il coraggio di mandare via uno che avrebbe suonato cose a caso mandando fuori orchestra e cantante. 

Leo Gassmann con Aiello - Era già tutto previsto: 3

Il papà di Leo Gassmann su Instagram si lamenta di un doppio standard tra nepobaby: ha dovuto rinunciare a promuovere la fiction Guerrieri perchè parente di un cantante in gara, mentre Morandi ha potuto cantare con suo figlio. Ecco: Leo avrebbe potuto serenamente invitare Alessandro a performare con lui, come ha fatto Pietro con Gianni, Serena Brancale con la sorella o LDA con lo zio alla direzione d'orchestra, Raf con la figlia ballerina. È diverso tra ospite e concorrente, vaglielo a spiegà. Racconto questa cosa perchè cerco di dimenticare questa esibizione prima tutta sussurrata, poi tutta strillata. Come se non fosse già stato difficile, il colpo di grazia finale.

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L'articolo Sanremo 2026: le pagelle di venerdì, la serata delle cover e dei duetti del Festival di Marco Mm Mennillo è apparso su Rockit.it il 2026-02-27 16:55:00

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