To Lose La Track Night al TPO di Bologna Live report, 20/10/2012

Le foto sono di Maria Guglielmi - To loose La Track TPOLe foto sono di Maria Guglielmi - To loose La Track TPO
31/10/2012 di Chiara Longo e Chiara Angius

La To Lose La Track si è fatta la festa da sola. Ha chiamato tre dei suoi gruppi più potenti: Gazebo Penguins, Chambers, Disquieted By, a ribadire che ormai da tempo si è innamorata del punk italiano aggiornato all'oggi, delle urla e di tutto il resto. Quindi grandi bevute, calca sotto il palco, uno è pure finito in ospedale (sta bene). Chiara Longo e Chiara Angius ci raccontano.

La serata è finita con una mano sul cuore e con una sul fegato.

Tradotto in un semplice dialogo in chat:
CL: Chiara, il momento che ricordo più distintamente della serata è stato cantare "Senza di te” abbracciate, come due innamorate che ululano alla luna nascente in attesa di trasformarsi in bestie
CA: Io ricordo molto bene anche il bancone del bar, potrei descrivere alla perfezione ogni venatura del legno, e secondo me non sono l'unica
CL: Anche il Cela secondo me se lo ricorda bene il bancone del bar
CA: Sì. Pare che gli after show al pronto soccorso stiano tornando di moda

Ma partiamo dall'inizio.
Sabato 20 ottobre è arrivato portandoci l'evento che è riuscito a rendere insignificanti (quasi) tutti gli altri week-end precedenti. Bolognesi e no, fin dall'ora dell'aperitivo, si sono sguinzagliati senza costrutto in giro per le vie della città, a casa di amici, cercando di accorciare il tempo di attesa, a sorsate di birre medie e chiacchiere (non) profonde, fino ad arrivare alla profetica ora di inizio. La serata si è svolta al TPO, uno degli spazi più dinamici all'interno del tessuto urbano cittadino. Ad attenderci al varco, pronti a guidarci nei meandri della nottata non c'era il Bianconiglio, ma Disquieted by, Chambers e Gazebo Penguins, riuniti per festeggiare degnamente la chiusura del tour dei Pinguini. Dopo una lauta cena con le squisitezze dei cuochi del TPO, in attesa dell'inizio, ci deliziamo tra una birra e poi un'altra con la selezione musicale, tutta To Lose La Track, of course: Verme, Havah, Altro, L'amo, Dummo e tutta l'altra musica che il lungimirante Luca Benni sta importando nei nostri ascolti, con il coraggio di chi crede in chi promuove.


(Disquieted by)

I Disquieted by aprono la serata con una bella lezione di roccheroll. Se “il ciccione che canta in mutande” (cit.) insegnasse un po'di grazia ad altri cantanti della scena italiana non sarebbe male. Nonostante la forma non filiforme è un ottimo ballerino, oltre che un'ugola d'oro: le sue coreografie a metà tra la gara di body building e il torneo di airguitar farebbero venir voglia di ingrassare anche all'étoile dell'Accademia della Scala. La risposta del pubblico non si fa attendere, e il pogo parte sin dal primissimo pezzo, forse perché l'attesa è alle stelle. E'una gioia sentire alzarsi il coro di “Mamimami corazon”: chiara dimostrazione di quanto anni di live abbiano fatto breccia nel cuore della gente ancora prima della produzione di “Lords of tagadà”.

I Chambers sono il gruppo più numeroso e anche il più pesante, con le due chitarre fangose e un Cela che soddisfa per interpretazione, nonostante la colossale sbronza. Son pugni in faccia (anche letteralmente), e tutta la sala è piena dell'incombente oscurità dei Chambers, del loro incedere hard & slow core, nella continua dialettica tra densità e rarefazione che li caratterizza; è la voglia di urlare il motore dell'azione, come quando devi espellere quel magone dal petto e non ti resta che rotolarti per terra e aspettare che il sudore lo sputi via.

(Chambers)


E' il momento del motivo per cui in molti si trovano qui. I Gazebo penguins sono alla conclusione del lungo tour che li ha portati in giro per l'Italia. Nonostante questo non sono stanchi, anzi, hanno raccolto tutte le loro forze per ricreare quel suono lì che è come lo spettacolo pirotecnico a mezzanotte dell'ultimo giorno della festa del paese: tutti si riuniscono in un luogo che offra una visuale ottimale e si godono lo show. Il pubblico è ormai incontrollabile, e alla faccia di Iggy Pop, qualcuno sale sul palco (vestito) per un'interpretazione collettiva e colma d'amore di “Senza di te”. Sono precisi e melodiosi, e l'unica cosa da dire in merito a questa band è di una banalità disarmante: dal vivo sono fantastici. Concedono anche il bis, un'altra “Il tram delle sei” per noi che ormai a urlare tutti insieme e a sudarci addosso ci abbiamo preso gusto.

(Gazebo Penguins)

Intanto, l'angolo merchandising di To Lose La Track è stato letteralmente svaligiato dal pubblico entusiasta, e bisogna riconoscere che la locandina della serata, realizzata da Gigi Fagni dei Chambers, è un bel souvenir da portarsi a casa. Peccato che non ci sia un vero e proprio after-party previsto, ma per stasera possiamo ritenerci soddisfatti del bottino.
Era la sua festa e To Lose La Track si presentata in tutta la sua pienezza, in tutta la sua volontà sfacciata di sbatterci in faccia il suo noi siamo questo. Quelli che credono ancora che il rapporto umano venga prima del parlare di musica; Quelli che sostengono che il compito di un'etichetta sia quello di rendere fruibile a più persone la musica che produce, ma che questo non debba annientare la malattia del supporto fisico, cd-vinile-cassette; quelli che però vi offrono il free-download, perché la bellezza è di tutti; quelli che per festeggiare l'ultimo data del tour dei Gazebo Penguins, organizzano una festa da condividere con gli amici. Perché alla fine, di questo si è trattato: una grandissima e ubriachissima festa tra amici, con ottimi concerti annessi.
 

 

PS: nonostante la foto apparsa su Facebook la mattina dopo la festa, che ritraeva il Cela in stato semicomatoso davanti alla porta di un Pronto Soccorso, sappiamo che sta bene e non si è messo alla guida dopo il party. Il prossimo spot sarà: To Lose La Track, bevi(amo) responsabilmente.

Pagine: Gazebo Penguins chambers Disquieted By

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