Ubba Bond, l'arte è costruire sulle idee dell’altro

C'è tutta l'ironia dei polistrumentisti bolognesi Guglielmo Ubaldi e Andrea Bondi nel video di "Bob", secondo estratto dal disco "Mangiasabbia". Con una domanda sullo sfondo – la vita è un divertente dramma o una malinconica commedia? – e l'impossibilità di avere risposta
07/07/2020 13:26

Ubba Bond sono un altro tipo di duo. Troppo strani, troppo diversi, troppo alieni rispetto a ogni logica di mercato che non sia fare musica assieme. Ubba e Bond sono rispettivamente Guglielmo Ubaldi e Andrea Bondi, due polistrumentisti bolognesi che, alla fine dello scorso aprile, hanno pubblicato assieme Mangiasabbia. Il disco, pregno di ironia e con numerosi musicisti ospiti, ci è piaciuto al punto da inserirlo tra i 50 dischi più belli usciti nella prima metà dell’anno.

Ieri è uscito il videoclip di Bob realizzato da Stefano Poletti, tra i fondatori de L’Officina della Camomilla e autore di video per Tre Allegri Ragazzi Morti, BaustelleThe Zen Circus e molti altri. Poletti ha descritto Bob così: "Il brano mi ha evocato fin da subito nostalgia verso il passato: un documentario sugli insetti visto a scuola, i vecchi cartoni alla TV, i film serie B degli anni '70, un disco di Bob Dylan. Questa bouillabaisse mentale si è tramutata in un accostamento pazzo d'immagini prese dal subconscio e dai ricordi. Usando la tecnica della 'doppia esposizione', fatta di dissolvenze incrociate fra le immagini, ho reso la band parte di questo viaggio visivo. La destinazione? 'The answer, my friend, is blowin' in the wind'".

Come duo come siete nati?

Ubaldi: nel 2011 dovevo registrare del materiale insieme a Guidoriccio Bonvicini, il batterista con cui lavoravo allora, e per una serie di coincidenze finimmo a registrare con questo strano tizio dinoccolato che ci sapeva fare come fonico, che sapeva ascoltare ed era in grado di dare indicazioni importanti a livello artistico. Con il Bond registrammo dunque le sessioni di quello che poi sarebbe diventato Desmond. Qualche tempo dopo avevo altro materiale da registrare e gli chiesi di lavorare di nuovo insieme: da quelle sessioni uscirono Crepa! e Girasoli Olandesi. Fu in quell’occasione che il Bond prese in mano una chitarra ed iniziò per la prima volta a intrecciare le sue idee con le mie.

Che avvenne allora?

Ubaldi: L’anno dopo chiamammo Francesco De Leo e in una settimana di improvvisazioni incidemmo insieme il materiale che poi finì su Cera e Pastelli, usciti nel 2015 con il progetto UBBA + BOND + FRA. Ci rendemmo conto che eravamo un "duo modulare" e che ci piaceva non solo scambiarci idee e punti di vista tra di noi, ma anche aprirci ad esperienze con altri artisti. Quello che ci accomuna veramente è che siamo convinti che sia fondamentale imparare ognuno a costruire sulle idee dell’altro.

Su Mangiasabbia avete detto: "Le parole, l’ironia, il surreale fanno in modo che tu stia ascoltando un disco profondamente malinconico senza accorgertene". Che significa?

Ubaldi e Bondi: C’è una domanda che abbiamo letto da qualche parte che dice: "sei stato un bambino felice oppure sei un adulto divertente?". La vita è un dramma che attraversiamo sorridendo oppure una commedia da interpretare con malinconia? Impossibile saperlo e superfluo chiederselo.

Da dove arriva questo titolo?

Ubaldi e Bondi: È un riferimento al brano Su milioni di auto, ma è anche e soprattutto una parola che si presta a mille interpretazioni, alcune delle quali vengono esplicitamente suggerite dall’immagine di copertina del disco. Inoltre contiene, per contrasto, il mare, che è l’elemento chiave del disco.

Com'è nata la collaborazione con Poletti?

Ubaldi: sono un fan di Poletti da quando, ormai quasi dieci anni fa, vidi i "video dalla discarica" che girò per L’Officina Della Camomilla, forse l’unica band significativa uscita in Italia negli ultimi 10 anni secondo noi – ci sarebbe anche Edda, ma quello è un altro discorso. Quando vidi, a suo tempo, il video de Dai graffiti del mercato comunale, pensai subito che fosse un capolavoro dimesso. La fotografia di un momento forse irripetibile della creatività laterale di Francesco De Leo e della strana banda di folli che gli girava intorno. So che Stefano ha realizzato anche video più importanti, nel senso di più noti, ma per noi quello è davvero speciale. Dopo tanti anni, le nostre strade si sono incrociate.

Il video da cosa è stato ispirato?

Ubaldi e Bondi: Non avevamo nessuna idea, il che per noi è inusuale. Per esempio, il video di Filo Interrotto lo abbiamo scritto e montato noi, in questo caso invece eravamo in alto mare. Abbiamo mandato il pezzo a Stefano e gli è piaciuto molto, quindi gli abbiamo chiesto se avesse delle idee e lui ci ha preparato un prototipo di una ventina di secondi, intercettando perfettamente il mood del pezzo. Ha usato una forma che richiama il concetto del ricordo, con un montaggio molto frammentato, la ratio in 4:3, sgranature, giochi di luce e dissolvenze. Ci ha colpito molto e gli abbiamo dato carta bianca. Tutto quello che vedi nel video è frutto della sua bravura e creatività.

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L'articolo Ubba Bond, l'arte è costruire sulle idee dell’altro di Mattia Nesto è apparso su Rockit.it il 07/07/2020 13:26

Tag: singolo

Pagine: Ubba Bond

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