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Descrizione

Auden è stato un progetto durato circa 5 anni o forse qualcosa di più, nato e cresciuto in un ambiente provinciale ma sul confine della
metropoli. Stiamo parlando della fine dei novanta e l'inizio degli anni zero, quando impazzava la prima versione dello screamo, quello targato
ebullition ma anche la seconda famigerata ondata etichettata come midwest emo. Tra i quattro componenti iniziali degli Auden (Stefano
Frateiacci, Francesco Corti, Pierpaolo Calisti, Roberto Lupieri) alcuni erano frequentatori più o meno assidui della scena romana HC.
C'era inoltre il fattore provincia che aveva condizionato l'immaginario musicale fino ad allora, negli anni del modem a 56k.
Tutta la prima produzione degli Auden (più o meno registrata ma lontana da poter essere pubblicabile) cercava ancora di decidersi tra
l'assecondare un tipo di cantato in italiano, tanto solenne quanto fragile, o rivolgersi più spudoratamente all'americano con risultati
imprevedibili. Le composizioni riecheggiavano inevitabilmente i gusti assimilati, tra indolenze pavimentiane, asperità youthiane, squadrature
post-hc newyorchesi e goffi tentativi di emulazione degli astri nascenti italiani.
I fari comunque avevano già da un po' altri nomi: Karate, Van Pelt, Mineral, Christie Front Drive, Get up Kids, Promise Ring, Portraits of Past
ma rimanevano sempre anche Motorpsycho, Afghan Wings, Fugazi...
L'idea di base era quella di fare una roba emotivamente coinvolgente, già dal nome scelto: Auden (il poeta poi diventato noto anche per
citazioni in film di successo). I testi dovevano raccontare piccole storie di rapporti umani, amori, pigrizie e confusioni.
Nulla di nuovo, ma dipendeva sempre con che intenzioni si sarebbe fatto.
Poi Roberto lascia la batteria e arriva Andrea Bennati e per un po' si potrebbe parlare di "stato di grazia". Vengono composte diverse canzoni,
le prove sono sempre più continue e c'è anche qualche concerto fuori dalla provincia. Gli Auden si affacciano con affetto a Roma, Firenze e più
tardi anche Milano. Suonano come supporto al tour dei Fine Before You Came/To The Ansaphone per le date di Roma e Viterbo. Poi si comincia a
pensare di registrare il disco, ma ci si dilunga forse troppo nella fase preparatoria. Love is conspiracy viene registrato nella primavera del 2002
al Temple of Noise di Roma, da Mirko.
Quando il disco è pronto vengono inviate un po' di copie promo in giro. C'è l'intenzione da parte di un paio di etichette di pubblicarlo, ma
due/tre colpi di sfortuna impediscono la realizzazione. Così come un tour di sole tre date con i KC MIlian di Genova, che salta all'ultimo e
che avrebbe dovuto essere la cosa giusta al momento giusto.
L'indolenza prende il sopravvento, un po' di scazzi interni, trasferimenti e altre preoccupazioni fanno scemare la voglia.
Qualche tempo dopo la Holiday Records appena nata, complice una segnalazione dei FBYC, vuole inserire un brano nella compilation iniziale
dell'etichetta. Quello scelto è Things I've never done. Seguono un paio di concerti, a Viterbo e a Milano, quando mesi dopo ci sarà la
presentazione del lavoro. La formazione intanto è cambiata, non c'è più Pierpaolo al basso ma è entrato Matteo Ronchetti ai synth (con
intenzioni anche di bassi). Gli esperimenti sonori sono buoni ma la parabola ormai discendente, i concerti discreti ma non pienamenti
soddisfacenti, altri progetti hanno preso il sopravvento (winter beach disco) e tutto lentamente si congela.

Credits

Love is conspiracy viene registrato nella primavera del 2002
al Temple of Noise di Roma, da Mirko.

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