Descrizione

Ultimato nei primi mesi del 2004, il primo Album dei CAMURRIA, rappresenta un punto d’arrivo importante nel percorso artistico della band e contemporaneamente l’inizio di un nuovo percorso musicale ed umano. Nelle 16 tracce che lo compongono è possibile ritrovare gran parte degli elementi stilistici che caratterizzano l’attitudine musicale del gruppo fino a quel momento.

L’album, comprende registrazioni di svariata provenienza ed è stato definitivamente mixato, assemblato, effettato ed editato ai Blackvilasi Studios (En) da Biagio Mendolia.

Concettualmente diviso in due parti (Rock Agreste e La Visione Finale) realizza in modo ironico e divertito la ricerca spasmodica di un’arcaica e rassicurante semplicità, che possa spazzar via i fantasmi di una modernità imperante ed onnipresente, giungendo infine al raggiungimento di una disincantata ed onirica dimensione di felicità.

Tra i brani che compongono l’album si segnalano le primordiali versioni di alcuni dei brani simbolo del Rock Agreste: "La Musa Pazza" (un ironico dialogo tra una mucca innamorata ed un rude allevatore, sul tema della macellazione), "Sugnu Cunsumatu" (la simpatica storia di 4 ragazze un po’ particolari), "U Blues do’ Motozzappa" (un oggetto agreste che ci riporta ad atmosfere bucoliche d’altri tempi) e "Tu Mà" (cos’avranno da dirsi un contadino ed un moderno abitante di una metropoli…?).

E poi ancora il reggae psichedelico de "La Canzone del Sud", "Vitti ‘na Crozza" (ispirata ad un celebre canto popolare siciliano stravolto ed adattato ad una partitura musicale inedita di matrice hard rock, composta dalla band) e "The Power Of Country Fuel" (un inaspettato power metal con testo in inglese scritto dal batterista Puccio Scalmato).

E poi ancora: la mitologica "Vola ‘ncapu i cientu" (dedicata ai ritardatari cronici), la contaminazione totale della mini-suite "La Segnaletica/La Scagna" (la storia di un talebano pacifista che, prima di trovare serenità in una sua propria dimensione onirica, subisce dalla società gli affronti più impensabili) e la folk-ballad "Bianca e Lucita" (un sussulto d’amore verso la propria terra d’origine, mischiato ad una metaforica dichiarazione d'amore).

Intro, Midtro ed Outro, rispettivamente aprono, dividono a metà e concludono, dopo circa un ora, l’intero lavoro, delimitando - attraverso un diverso sviluppo del medesimo tema musicale – la sequenza continua e consequenziale dei vari brani.

Curiosità

L’album contiene diverse tracce nascoste, voci, sproloqui, rutti, rumori e frammenti sonori sfuggiti al controllo e pertanto volutamente inseriti, oltre ad una cospicua quantità di riferimenti al numero 16…tutti da scoprire.

Credits

PRODUZIONE: Black Vilasi & Camurria

PAROLE & MUSICHE:
# 1,8,11,13,14,16: B.Mendolia
# 6,7,9,12: B.Mendolia/A.Spina
# 2,4,5: A.Spina
# 3: F.Scalmato/B.Mendolia/A.Spina
# 10: E.Coppola/B.Mendolia/A.Spina
# 15: Li Causi/trad.

ARRANGIAMENTI: CAMURRIA

FORMAZIONE:
Biagio Mendolia: voce, cori, chitarra acustica, elettrica, effetti
Alberto Spina: chitarre elettriche, voce
Enrico Coppola: basso elettrico
Alessio Riccobene: piano elettrico, tastiere, effetti
Filippo "Puccio" Scalmato: batteria, percussioni

Giuseppe Mendolia: chitarra elettrica # 9 e 10

Commenti

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