Tracklist

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Descrizione a cura della band

CESARE BASILE - "Tu prenditi l'ampre che vuoi e non chiederlo più"
CD/LP/Digital out 16 Marzo 2015

A quasi due anni di distanza dal precedente, ecco tornare Cesare Basile con un nuovo album di storie e canzoni.
Dopo essersi fatto cieco per arrivare al cuore delle parole, dopo aver cantato di donne in ginocchio vessate e martoriate dalla mano del padrone ed essersi ripreso la libertà a fianco di Nunzio, che ”ha un cuore di latta e lo batte a grancassa”, ecco che Cesare Basile torna a pescare in quel mare oscuro e crudele fatto di storie marginali, di uomini vinti ma vivi , di perdenti assassini senza appartenenza, dove arte e impegno si mischiano tra loro come acqua e cemento, scolpendo nella roccia la poetica drammaticamente nuda e cruda di un musicista che prosegue il proprio viaggio sostenuto da una lucidità visionaria che non ha uguali e che fa di Cesare Basile un classico imprescindibile per chi volesse oggi tracciare una mappa della storia della canzone d’autore Italiana.
Il tutto dotato di un’armatura sonora aspra e tagliente li dove sono schiaffi quelli che vogliono essere messi a segno,dolce e sognante quando vuole spezzare le ossa del cuore.

Tu prenditi l'amore che vuoi e non chiederlo più . Nota dell’autore:
“Scrivere delle note introduttive per le proprie canzoni è sempre compito grave. Non bisognerebbe mai farlo a disco finito, perchè a quel punto il discorso è chiuso, esaurito, riversato in ognuna delle canzoni e nell'unica canzone che il disco stesso rappresenta: non hai più niente da dire e, soprattutto, non vuoi dire più niente; le storie sono lì e da sole dovrebbero raccontarsi.
Si dovrebbe scriverle all'inizio le note, quando l'idea ti ha sfiorato il cuore e la mente, quando hai incrociato per la prima volta i personaggi, la splendida nebulosa che si fa canzone, disarticolata, l'intima cronaca di una scoperta,la timidezza del primo incontro, ma anche lì c'è bisogno di silenzio. Un nome non va sviscerato troppo a fondo per narrarne la storia. Organizzare un'idea, spiegarla, giustificarla al mondo, non è compito di chi racconta, è compito dei filosofi, o degli arroganti che hanno sempre chiara la parte del bene e del male.
Io so che questa lunga canzone è racconto di pupari, ladri, cantastorie, travestiti innamorati di Cristo e saltimbanchi della barricata.
Un'invettiva di cenci intrecciata ai nomi di chi un nome non ce l'ha, non ha appartenenza né ingaggio, prestazione o valore di scambio.






Tessuto di esistenze abusive e ferocemente viventi che, a differenza dell'uomo civilizzato, si mescolano a faccende d'impiccati rifiutando il commercio della corda.
Canzone d'amore, sottratta a debito e colpa, che non chiede permesso d'esser cantata.”
Cesare Basile gennaio 2015

L’album verrà pubblicato sia su CD (Urtovox rec con distribuzione Audioglobe) che in vinile (La Fionda rec /Overdrive rec) esclusivamente reperibile quest’ultimo ai concerti di Cesare Basile.

Dal 25 Marzo al 12 Aprile 2015 Cesare Basile presenterà il disco dal vivo con I Caminanti , formazione ormai rodata e composta da Rodrigo D’Erasmo, Enrico Gabrielli, ,Massimo Ferrarotto, Luca Recchia e Simona Norato.
Per un paio di date al nord ci sarà anche Manuel Agnelli al piano ed alla voce.
Il tour con I Caminanti sarà curato da IndieMeno Booking Agency

Tracklist: 1)Araziu Stranu 2)Franchina 3)Tu prenditi l'amore che vuoi 4)Manianti 5)La vostra misera cambiale 6)Filastrocca di Jacob detto il ladro 7)Ciuri 8)Libertà mi fa schifo se alleva miseria 9)A Muscatedda 10)U chiamunu travagghiu 11)Di quali notti

NOTA:
Le canzoni di questo disco non sono tutelate dalla S.I.A.E. né da nessuna altra società di collecting italiana o straniera. Il loro utilizzo è libero quando non contempli fini commerciali o di lucro ma deve essere sempre concordato direttamente con l’autore.

Cesare Basile -- Biografia

Cesare Basile (Catania 7.2.64) suona e scrive canzoni dall'inizio degli anni ottanta.
Pubblica il suo primo album nel 1987 con i Candida Lilith che si sciolgono l'anno successivo, quando Cesare si trasferisce a roma per aggregarsi ai Kim Squad con i quali affronta una lunga stagione di concert in Italia in Europa. Lascia la band alla vigilia delle registrazioni del nuovo disco e nell'88 rientra Catania dove fonda i Quartered Shadows. Con i Quartered nell'89 registra e pubblica l'album omonimo per la Crazy Mannequin di Milano e poco dopo si trasferisce a Berlino Est dove è appena caduto il Muro.
A Berlino nel 1993 pubblica con i Quartered Shadows The last floor beach, prodotto dall'olandese Mark De Reus, già al lavoro con Urban Dance Squad.
La band si scioglie mentre lavora ai provini del terzo disco e Cesare ritorna a Catania dove, nel 1994, registra il suo primo album solista La Pelle (Lollypop records) definito dalla critica come uno dei migliori album d'esordio di quell'anno.
Nel 1998 è la volta di Stereoscope (Blackout/Mercury).
Nel 2001 Closet Meraviglia (Viceversa/Extra Labels) segna il passaggio definitivo verso la canzone d'autore. L'album è prodotto da Hugo Race (Nick Cave and the bad seeds, True Spirits) e vede la partecipazione di John Bonnar che cura la scrittura degli archi. Closet Meraviglia contiene già pienamente quell'attitudine internazionale che non abbandonerà mai più l'artista catanese.
L’album successivo, Gran Calavera Elettrica, pubblicato nel 2003 da Mescal e magnificamente accolto da oltre un centinaio di articoli pubblicati con toni a dir poco entusiastici nei sei mesi successivi la sua uscita, vede Cesare Basile affiancato dalla sua band di fiducia (Marcello Caudullo chitarra, Beppe Sindona basso, Marcello Sorge batteria) e da John Parish (produttore fra gli altri di P.J. Harvey, Sparklehorse, Giant Sand, Tracy Chapman, Eels, Goldfrapp) in cabina di regia e al mixaggio (affiancato da Daniele Grasso).L'album vede le preziosissime collaborazioni di John Bonnar (Dead Can Dance), Nada (che regala una meravigliosa interpretazione di “Senza sonno”), Lorenzo Corti (Cristina Donà, Delta V, aka Musical Buzzino), Valentina Galvagna e Marta Collica (Sepiatone).
Con la pubblicazione di Gran Calavera Elettrica Cesare si trasferisce a Milano.
Il rapporto tra Cesare Basile e John Parish prosegue nella produzione del disco di Nada: Tutto l’amore che mi manca. Per lei, oltre a suonare e curare gli arrangiamenti, Cesare scrive Proprio
tu definita da Emiliano Corraretti su Musica! di Repubblica del 6 maggio 2004, “il cuore” dell’album di Nada.
Il connubio con John Parish si consolida anche dal vivo con Songs With Other Strangers,
progetto nato dalla volontà di un gruppo di amici musicisti / songwriters. Oltre agli stessi Basile e Parish.SWOS sono Manuel Agnelli degli Afterhours, Hugo Race (ex Bad Seeds, ora True
Spirits / Sepiatone), Marta Collica (Sepiatone), Stef Kamil Carlens (ex Deus, ora leader dei belgi
Zita Swoon), Jean-Marc Butty (P.J. Harvey- Venus), Giorgia Poli (ex Scisma, Micevice) e alcuni
musicisti ospiti (Roberta Castoldi, Marcello Caudullo).
Alternandosi tra appuntamenti live, produzioni (The Jains, Songs For Ulan, Twig Infection, Dave Muldoon) e lavoro ai testi per Afterhours, Cesare Basile si concentra sulla realizzazione di Hellequin Song (mescal gennaio 2006). L’album,prodotto dall’ormai inseparabile John Parish, e
missato da Marco Tagliola e John Parish, viene arricchito dalle fondamentali presenze di Hugo Race, Marcello Caudullo, Marcello Sorge, Giorgia Poli, Michela Manfroi, Roberta Castoldi, Marta Collica, Kris Reichert, Jean Marc Butty, Stef Kamil Carlens, Enzo Mirone, Lorenzo Corti e Manuel Agnelli.
Hellequin Song, è anticipato dal primo singolo, Fratello Gentile.
Durante la primavera 2006 viene distribuito ai ntw televisivi il video “Dal Cranio” diretto da Federico Baronello.
Il 1° Dicembre del 2006, è la volta della pubblicazione del live 14.6.06,CD+DV, realizzato grazie alla collaborazione della Casa 139, ben noto club milanese di musica dal vivo.
Nel 2008, conclusosi il rapporto con la Mescal, Cesare entra a far parte della Urtovox e pubblica Storia di Caino, prodotto ancora una volta da Parish e realizzato insieme a Gabriele Ponticiello al
mixer e i musicisti Luca Recchia, Marcello Sorge,Michela Manfroi, Rodrigo Derasmo, Marcello Caudullo, Lorenzo Corti. Ospite d'onore e inequivocabile spessore Robert Fisher (Willard Grant Conspiracy), con il quale Cesare aveva già condiviso un lungo tour Italiano e con il quale partirà, insieme a Michela Manfroi, per un lunghissimo tour europeo in qualità di componente di Willard Grant Conspiracy e opening act.
L'anno successivo la regista slovena Petra Seliskar contatta Cesare Basile per partecipare alle riprese e alla colonna sonora del film documentario sulla vita di Frane Milenski Jezek “My world is upside down”. Per l'occasione riscrive e reinterpreta uno dei più famosi brani di Jezek, Elon Lan Ler, registrando a Skopje con l' Orchestra della Radio Televisione Nazionale Macedone arrangiata da John Bonnar. Del cast fanno parte anche Hugo Race, Robert Fisher, Chris Ekmann, John Bonnar,oltre a diverse personalità della scena musicale balcanica.
Seguono alcune produzioni di artisti della nuova scena musicale siciliana Don Settimo, Black Eyed Dog, Dimartino.
Nel luglio del 2010, dopo quasi due anni di registrazioni e scrittura in giro per l'Italia, Cesare Basile si ritrova al Monopattino Studio di Sorrento per dare corpo, insieme a Guido Andreani e Luca Recchia, al suo nuovo album in uscita per Urtovox “Sette pietre per tenere il diavolo a bada”.
Ancora una volta Cesare Basile rimette in discussione il suo mondo musicale e la sua scrittura, realizzando un lavoro minimale e allo stesso tempo ricco di interventi, una discesa nella Sicilia più profonda, sguardi su un mondo che non smette di affascinare l'artista catanese alla continua ricerca di linguaggi e dettagli.
L'uscita di ”Sette pietre per tenere il diavolo a bada” (Marzo 2011) coincide con il ritorno in Sicilia dopo sette intensi anni milanesi. Il disco viene presentato in prima battuta esclusivamente con un lungo tour siciliano, l'”Ovunque in Sicilia tour”, che tocca ogni angolo della ritrovata isola e serve a promuovere l'Arsenale, Federazione Siciliana delle Arti e della Musica, di cui Cesare Basile è fra i principali promotori.
L'Arsenale segna l'inizio di un percorso di forte impegno politico e sociale che porterà, nel dicembre del 2011, Cesare Basile, insieme ad altri artisti siciliani, all'occupazione del Teatro Coppola di Catania. Questa esperienza, con il suo naturale carico di idee e pratiche libertarie, fa da incubatrice alle nuove canzoni che vedono la luce nell'estate del 2012. Scritte di getto nel corso di una settimana, vengono registrate e prodotte a Zen Arcade nel mese di settembre.Dieci canzoni che vanno a comporre la tela di un nuovo album ”Cesare Basile”, in uscita a febbraio 2013 per Urtovox. ”Cesare Basile” uscirà anche su vinile per Viceversa records, un doppio album a tiratura limitata che includerà ”Le ossa di Colapesce”, una raccolta di canzoni già edite ma riregistrate durante una session acustica per la collana ”In Vinile” della Viceversa Records nel settembre 2010.
A giugno del 2012 Habanero in collaborazione con Erga editrice pubblica il primo romanzo breve di Cesare basile, Nero e Immobile, con allegato un cd contenente la sonorizzazione live dei Calibro 35 di un reading di lettura di Basile tratto dalllo stesso romanzo .
Nel 2013 la giuria del Premio Tenco gli assegna la Targa Tenco per il miglior album dialettale ma, in seguito a un'aspra polemica sullo strapotere della S.I.A.E e in difesa della legittimità delle occupazioni dei luoghi di cultura, l'artista rifiuta il premio.
A settembre 2014, dopo l'esperienza live con I Caminanti (Cesare Basile,Enrico Gabrielli, Rodrigo D'Erasmo, Luca Recchia, Massimo Ferrarotto, Manuel Agnelli), Cesare Basile rientra in studio affiancato da questa stessa formazione per registrare ”Tu prenditi l'amore che vuoi e non chiederlo più”, con Guido Andreani al mixer. Undici canzoni che raccontano cantastorie, pupari, transessuali innamorati di Cristo, ladri anarchici, acrobati e giocolieri della barricata, tutto nel più assoluto disprezzo del mito del lavoro articolato nella religiosa spirale del debito e della colpa.



Discografia CESARE BASILE:


Album :

* 1994 - La Pelle (lollypop records)
* 1998 – Stereoscope (black out)
* 2001 - Closet meraviglia (extra label)
* 2003 - Gran calavera elettrica (mescal)
* 2005 - Hellequin Song (mescal)
* 2006 - 14 06 2006(live cd/dvd) (mescal)
* 2008- Storia di Caino-URTOVOX rec
*2011 – Sette Pietre per Tenere Il Diavolo A Bada-URTOVOX rec
*2013 – Cesare Basile URTOVOX rec
*2015 – Tu Prenditi L’Amore che Vuoi e Non Chiederlo Più-URTOVOX rec

Singoli :
* 2001 - Tra il tuo corpo e la cena
* 2002 - Bevi stai su
* 2003 - Primo concime
* 2005 - Fratello gentile

Credits

TESTI E TRADUZIONI
Araziu Stranu

A tia ti fici na chitarra nica
ca su eri ranni ta faceva ranni
'nsitai l'aranciu amaru cca muddica
cordi di lenza e chiavi di fatica

Arrobba e ita su ti vo 'nsignari
allesti cunti si non voi 'n patruni
fatti lavina, cantunera e mari
e patri e matri e toccu di campani

U suli è prenu di strapunti e mbrogghi
m'atturra l'occhi e consa maravigghi
vogghiu cantari a cannarozzu chinu
curriti genti canta Araziu Stranu

Quannu di sangu curri la vanedda
cu si cuntenta mortu o carzaratu
fimmini schetti pinnulara i stidda
cu casca additta e cu casca trarutu

Dici ca mi sparanu na matina
cu dici ca m'arricugghiu la terra
ju tonnu a passu a notti di la Strina
e tonnu a cuntu di l'eterna guerra

A te ho fatto una chitarra piccola/ che se eri grande te la facevo grande/ ho innestato l'arancio selvatico con la mollica/ corde di lenza e chiavi di fatica/ ruba alle dita se vuoi imparare/ imbastisci racconti se non vuoi un padrone/ fatti rivolo, facciata e mare/ e padre e madre e tocco di campane/ il sole è pieno di sventure e imbrogli/ mi brucia gli occhi e prepara meraviglie/ voglio cantare a gola piena/ venite gente canta Orazio Strano/ quando il sangue scorre per la via/ chi preferisce essere morto o carcerato/ femmine nubili, sopracciglia di stella/ chi cade in piedi e chi cade tradito/ dicono che mi hanno sparato una mattina/ qualcuno dice che mi ha inghiottito la terra/ io ritorno ogni notte di strina/ e canto ancora della stessa guerra.

Strina: canto eseguito porta a porta da musicisti ambulanti, generalmente nel periodo che precede l'inizio del nuovo anno.


Franchina
(Testo di Dina Basso e Cesare Basile)

Stu quarteri è tuttu petri
è buttani e buttaneri
è na chiesa, 'n crucifissu
quattru seggi di pinseri

Di sti basuli canusciu
tutti i nzinghi, ogni purtusu
ca stu cori avanti a porta
c'ha crisciutu ginirusu

Vi pavati a cunfissioni
un vattiu ogni simana
ju va rugnu a 'ssoluzioni
cche piccati i na buttana

Siti sperti e maritati
tutti masculi, quali puppi
ammucciatilu ssu scantu
nta sti minni e nta st'aricchi

Cu Gesù sula mi curcu
e Gesù ma cunsigghiatu
di spartirlu u ma cunortu
ca di tia nun m'aju scurdatu

Questo è un quartiere fatto di pietre/ è buttane e buttanieri/ è una chiesa, un crocifisso, quattro sedie di pensieri/ del suo lastricato conosco/ ogni tacca e ogni buco/ perchè questo cuore davanti alla porta/ è cresciuto generoso/ vi pagate la confessione e un battesimo a settimana/ io vi do l'assoluzione/ con i peccati di una buttana/ siete malandrini e sposati/ tutti maschi, altro che froci/ nascondetela questa paura/ fra questi seni e in queste orecchie/ con gesù sola mi corico / e gesù mi ha consigliato/ di dividerlo il mio conforto/ che di te non mi sono scordato.

Tu prenditi l'amore che vuoi

La carrozza del senato
si trascina coi ruffiani
sulle lapidi lisciate
dal baciamoci le mani
il pudore delegato
annusa l'aria soddisfatto
si accarezza il sottopancia
non contempla la sconfitta

Tu, tu prenditi l'amore che vuoi

Alla fame stan cucendo
la ferita della bocca
la questione dritta in faccia
qui si guarda e non si tocca
stanno attenti che l'orgoglio
trovi posto in gradinata
abbia buoni generali
non si complichi la vita

Tu, tu prenditi l'amore che vuoi

I cecchini sul giornale
quando scostano le tende
ci rivelano feroci
che il mafioso è il sottostante
il padrone che li assolve
ha buon cuore per gli amici
compra bene e con profitto
fallimenti e cicatrici

Tu, tu prenditi l'amore che vuoi

Se una volta i Cavalieri
li chiamarono collusi
sotto sotto ci trovammo
a contemplarli da invidiosi
e a Gennaio come ogni anno
ci puliamo forte i denti
per mangiarci quel che resta
della salma di un perdente

Tu, tu prenditi l'amore e non chiederlo più
Tu, tu prenditi l'amore che vuoi
e non chiederlo più

Manianti
per i F.lli Napoli, pupari

Caminili i pupi ca si manianti
caminili i sonnura di la genti
caminimi ncostu a rinardu 'n campu
ca di soffriri speddi u jornu

Manianti cummatti li paladini
cristiani, briganti o li saracini
cummattili i sonnura de criaturi
ca sti tavuli non su vili

E si sti tavuli non su vili
manianti camina stu gran valuri
cummattilu l'omu di lignu e ferru
carni d' Opra nunn'è sciaffurru

Manianti caminila sta malura
c'arrusica i rini e si fa crustana
e quannu la sorti chiama i valenti
morimi arreri dda a Roncisvalli

Camminali i pupi che sei Maniante/ Camminali i sogni della gente/ Camminami accanto a Rinaldo in campo/ che il giorno finisce di soffrire/ Maniante combatti i paladini/ Cristiani, Briganti, o Saraceni/ combattili i sogni dei bambini/ che queste tavole non sono vili/ E se queste tavole non sono vili/ Maniante cammina questo gran valore/ combattilo l'uomo di legno e ferro/ la Carne dell'Opera non è serva/ Maniante cammina questa malora/ che rode le reni e si fa piaga/ e quando la sorte chiama i valenti muorimi ancora lì a Ronsisvalle.
Nella traduzione ho mantenuto la transitivizzazione degli imperativi tipica del dialetto e della tradizione pupara: camminali sta per falli camminare, combatti per farli combattere etc. etc.

La vostra misera cambiale

Sono colpevole certamente
sono colpevole di sicuro
com'è colpevole questo tempo
a cui legate ogni giorno il mulo
com'è colpevole la bestemmia
quando la legge la scrive il muro
sono colpevole mio malgrado
e non ho lingua per il futuro

sono colpevole per i campi
arati a sangue mai seminati
campi di ceneri campisanti
le luminarie dei condannati
sono colpevole per l'usura
che inizia un uomo alla rapina
com'è colpevole l'impazzito
che sposa il male di luna piena

Sono colpevole per la faccia
che non si appende su una rete
per i recinti calpestati
il calvario della sete
sono colpevole e reticente
gli unici nomi che ho da fare
sono le vostre credenziali
la vostra lurida cambiale

sono colpevole di paura
dentro una scuola e senza uscita
come la rabbia dal viso duro
cresciuta offesa e mai guarita
e la paura si guarda intorno
non vuole essere spaventata
questa paura che non ha pace
che non si paga la giornata

Sono colpevole certamente
sono colpevole di sicuro
sono colpevole di vergogna
sono colpevole di spergiuro
sono colpevole e reticente
gli unici nomi che ho da fare
sono le vostre credenziali
la vostra misera cambiale

Filastrocca di Jacob detto Il Ladro

Cunnutudorrè
mi faccio ladro
piuttosto che essere derubato
mi faccio ladro e svaligiatore
nella casa del Signore
nella casa del Signore
cunnutudorrè

Cunnutudorrè
meglio in guardina
che sangue pesto dell'officina
si crepa d'invidia e di salario
figli del penitenziario
figli del penitenziario
cunnutudorrè

Cunnutudorrè
sono il ladrone
che sbanca la tavola del padrone
feroce è la legge che lo protegge
non c'è tavola senza legge
non c'è tavola senza legge
cunnutudorrè

Cunnutudorrè
si va alla guerra
si va alla guerra senza soldati
la mano scaltra dei rinnegati
vi strappa i calici della terra
vi strappa i calici della terra
cunnutudorrè

Si onora il pezzente
col grimaldello
che forza del ricco la serratura
è questa la regola giudiziosa
della canaglia rivoltosa
della canaglia rivoltosa
cunnutudorrè

Ciuri

Ciuri, ciuri i gramigna
la tirannia 'ncarca li carcagna
meli di ficu sicca
l'abusu e lu putiri strica e curca
sucu, sucu d'agresta
ogni guvernu ca sta terra 'mpista
cocciu, cocciu di rina
ni scurcia l'arma e simina ruina

lignu, lignu di furca
a viviri ni tocca amara urca
ossa di mannarini
nn'ata pinnatu ppi 'nsina li gnini
spina, spina i lumia
ma si lu ventu ciuscia a n'autra via
ossu, ossu di prunu
curnuti, si nni va lu vostru fumu
cu lu Ddo siti tanti
e ju sugnu unu

Fiore, fiore di gramigna/ la tirrannia calca i talloni/ miele di fichi secchi/ l'abuso e il potere/ strigliano e abbattono/ succo, succo di uva agra/ ogni governo che appesta questa terra/ granello, granello di sabbia/ ci scortica l'anima e semina rovina/ legno, legno di forca/ siamo costretti a bere da un orcio amaro/ ossi di mandarini/ ci avete tolto anche quello che non serve/ spina, spina di limone/ ma se il vento soffia per un altra via/ osso, osso di pruno/ cornuti svanisce il vostro fumo/ con il "Don" siete tanti e io sono uno.
Don è un appellativo onorifico solitamente dato ai potenti.

Libertà mi fa schifo se alleva miseria

La tua pace è guardiana
di antica miseria
è il silenzio in cui pregano
governi e banchieri
per profitto, dovere,
sortilegio e rapina
la tua pace a usura
per la guerra che arriva

Una mano che offre
e quell'altra che offende
una piange il sudario
e quest'altra lo vende
per l'infamia che veste
divise e trattati
io ti devo il disprezzo
non ti devo i caduti

Fratellanza è la cena
che decide il salario
uguaglianza è dei morti
costretti al fucile
libertà mi fa schifo
se alleva miseria
è la pace a usura
per la guerra che arriva

A Muscatedda
Testo di Biagio Guerrera

Me nanna ricia: a muscatedda
a muscatedda ra chiana… com’era bona!
Me nanna, buttana! Gran buttana!
Me nanna buttana!
Me nanna ciccava u vinu ruci
ciccava u vinu ruci je spatteva vilenu.
Me matri chiangiu tant’i ddi voti!
Me matri chianceva!
Ora ci pensu, ci tornu je pensu
ci tornu je pensu ca
me nanna avia raggiuni!
A muscatedda ra chiana jè bona,
jè sta vita ca ni strazz’u cori!

U chiamunu travagghiu

Omini ppi piatiari
vistuti boni
mazziati e fatti fini
comu lu linu
Puttati a mussulinu
ciuri di peddi
omini ppi piatiari
'nfacci e canceddi

U chiamunu travagghiu
ciccarisi 'n patruni
u senziu ca fittia
a caritati
U chiamunu travagghiu
'ntrizzari u nevvu
ca ti cusi a cammisa
e 'nfuta u scantu

U chiamunu travagghiu
donu e duviri
donu ca suca l'arma
duviri vili
U chiamunu travagghiu
e zoccu spatti
su tonn'a pigghia 'ncuttu
di notti a notti


Uomini per supplicare/ vestiti bene/ percossi e resi sottili/ come il lino/ ridotti a mussolina/ fiori di pelle/ uomini per supplicare/ davanti ai cancelli/ lo chiamano lavoro/ cercarsi un padrone/ il senno che fa male/ la carità/ lo chiamano lavoro/ intrecciare la frusta/ che cuce la tua camicia/ e aizza la paura/ lo chiamano lavoro/ dono e dovere/ dono che succhia l'anima/ dovere vile/ lo chiamano lavoro e tutto ciò che distribuisce/ se lo riprende con insistenza/ da una notte all'altra.


Di quali notti

Isunu turri
cu lignu di furca
p'amministrari furtuna
'mpistunu u cielu
ccu 'ntinni e banneri
fanu di terra jalera

anu na vita
ppi tutti e ppi nuddu
cce cu la chiama catina
cu sicci curca
e si susi sciancatu
c'è cu si rumpi a carina

rici ca vinniru
cu sapi quannu
di quali notti e nuvena
e ccu ssu rici
si munci la sorti
comu na minna di rina

ciuri di ciuri
nozzula di carzarati
ammatula piatiati

Alzano torri/ con legno di forca/ per amministrare fortuna/ impestano il cielo/ con antenne e bandiere/ fanno di terra galera/ hanno una vita/ per tutti e per nessuno/ c'è chi la chiama catena/ chi ci va a letto/ e si alza sciancato/ c'è chi si rompe la schiena/ si dice siano venuti/ chissà quando/ da quale notte e novena/ e con questo “si dice”/ si munge la sorte/ come una mammella di sabbia.
Fiori di fiori/ nòccioli di carcerati/ invano chiedete compassione.


Credits album :
Label URTOVOX rec. Distribuzione Audioglobe/THe Orchard
-Registrato al Zen Arcade, Catania, da Guido Andreani , Sebastiano D’Amico e Davide Lo Re nel Settembre del 2014.
-Mixato al Zen Arcade Nel Gennaio del 2015. Da Guido Andreani e Cesare Basile
-Masterizzato da Gengy di Guglielmo presso Elettroformati-MIlano
-Prodotto e suonato da Cesare Basile, Guido Andreani, Luca Recchia, Massimo Ferrarotto, Fabio Rondanini, Rodrigo D'Erasmo, Manuel Agnelli, Enrico Gabrielli, Simona Norato.
-Testi e musiche di Cesare Basile
“Franchina” testo di Dina Basso e Cesare Basile
“A Muscatedda” testo di Biagio Guerrera
“A Muscatedda” prodotta e suonata da F.lli La Strada.
Elettronica sparsa a cura di Gabriele Giambertone e Giuseppe Rizzo.
Nicoletta Fiorina voce in “Ciuri”, “Di quali notti”.
Rita ”Lilith” Oberti voce in “La vostra misera cambiale” ,cori in ”Franchina”.
Marcello Caudullo chitarra elettrica in “Manianti”, diamonica in ”Filastrocca di Jacob detto il ladro”.
Andrea Castrogiovanni space drum in “Filastrocca di Jacob detto il ladro.
-Copertina di Monica Saso

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