Il brano racconta la presa di coscienza di un amore rivelatosi un'illusione, una storia costruita su "grandi parole" e gesti teatrali che, alla prova dei fatti, si sono dimostrati vuoti.
Riprendendo il celebre "fidarsi è bene, non fidarsi è meglio", Chiara Accardi gioca sul contrasto tra un testo lucido e disilluso, e una produzione musicale decisamente up. Il testo descrive un impiego di forze sbilanciato: da una parte chi si è fidato e innamorato sinceramente, dall'altra chi ha vissuto la relazione come fosse un film: recitando una parte, inscenando drammi inesistenti ("fai finta di passare l'inferno") e trattando l'amore come un semplice incontro fortuito. Il brano, però, non piange sulle macerie: esorcizza il dolore e ne fa un groove coinvolgente.
Con un sound ruvido e la voce di Chiara in primo piano, COME FOSSE UN FILM si contorna di particolari riff di chitarra elettrica che creano un immaginario preciso fin dal primo ascolto.
Dal punto di vista visivo, l'artwork si pone in diretta continuità con il precedente singolo "Mi manchi ma non parlo": ancora una volta una macro, questa volta di un muro sgretolato, con il titolo del brano inciso. Una scelta estetica che consolida l'identità del progetto, nella direzione di ricerca della materialità.
Disponibile su tutte le piattaforme di streaming a partire dal 5 giugno, “COME FOSSE UN FILM” anticipa “NUGE”, il primo album di Chiara Accardi in uscita il 19 giugno con distribuzione Artist First.

COME FOSSE UN FILM
Chiara Accardi
Descrizione
Credits
Prodotto a Palermo con Fabio Rizzo (Alessio Bondì, Pan del Diavolo, Eugenio in Via di Gioia), il brano è arricchito dal contributo di Aki Spadaro (piano) , Fabio Rizzo (chitarre), Donato Di Trapani (synt).
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