In una società che premia esclusivamente i fatti, i risultati concreti e la produttività, c’è chi sceglie di muoversi in direzione contraria per restituire valore a ciò che spesso viene etichettato come insignificante o superficiale. Venerdì 19 giugno esce “NUGE”, il nuovo album di Chiara Accardi distribuito da Artist First.
Il progetto prende il nome dal termine latinizzato nugae: le “sciocchezze” o “cose di poco conto” di memoria catulliana. Con questo titolo, la cantautrice siciliana presenta ironicamente i propri brani come cose di poca importanza per difenderne e rivendicarne il reale valore. “NUGE” si oppone a un presente cinico, che tende a liquidare l’espressione del sentimento come una futilità o una frivolezza: il disco diventa così lo specchio e il grido di una generazione consapevole, che esorta a riconsiderare la complessità della propria dimensione interiore come una chiave di lettura collettiva, sociale e politica, rifiutando di restare anestetizzati in un mondo che ha perduto la capacità di dare ascolto alla propria sensibilità.
L'audacia di “NUGE” si riflette all’interno di brani con intenzioni e registri diversi. Ne è un esempio perfetto “LIBERA”, singolo dal forte respiro civile e sociale, in cui l'urgenza di esprimere il proprio pensiero si trasforma in un vero manifesto identitario che rivendica con onestà la libertà «di professare un'Italia antifascista, magari europeista», smascherando le ipocrisie dei finti moralisti contemporanei. All'interno dell'EP, il sentimento si declina poi attraverso sfumature differenti: la rabbia lucida che segue la disillusione di un amore giovane in “COME FOSSE UN FILM”, la paura dolce e intima di smarrire la parte più autentica di se stessi in “RE LA SOL”, fino ad arrivare al flusso di pensieri viscerale e frammentato di “MI MANCHI MA NON PARLO”.
Musicalmente, l'album si inserisce nella grande cornice della “musica di terra”. Chiara Accardi spoglia la canzone d’autore dalle sovrastrutture artificiali per cercare un sound reale: gli arrangiamenti rifiutano i suoni sintetici e "di plastica" per fare spazio a strumenti veri, capaci di sostenere la voce senza mai sovrastarla. L’immediatezza e l’irriverenza del folklore siciliano si mescolano così alle sonorità del pop contemporaneo e a calibrate incursioni nell'elettronica. Questa urgenza di materia si riflette anche nell'artwork visivo, caratterizzato da macro-dettagli scabri - la ruvidezza del legno, le crepe delle mura, la durezza della roccia - che descrivono un mondo distopico in cui un regime reprime le emozioni e vieta di innamorarsi, trasformando chi prova sentimenti in un ribelle.

NUGE
Chiara Accardi
Descrizione
Credits
Prodotto a Palermo da Fabio Rizzo di Indigo Studios, masterizzato da Giovanni Versari e distribuito da Artist First.
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