TESTO
Una volta un vecchio raccontò in una canzone
di un lampione
che si credeva
il tramonto
e passeggiando su un balcone dall’alto di un paesaggio
lui si voltò, lo vide e disse
“Non lo illumino, imparerò a osservarlo”
ma con la voce ti guardo perché con gli occhi non ci riesco
Tra le correnti del vento e le correnti elettriche trovò
degli accordi a caso
in sottofondo un giro folk dal cuore triste
che cantava e suonava più o meno così:
“Avevo il petto che mi scoppiava andando via da te
Talmente tanto che sette sigarette non bastavano
a riempire il vuoto.”
Perché un conto vecchio mio è il senso
dell’assenza,
un conto è il peso
della mancanza.
E una volta fu il paesaggio che sentendosi vecchio e triste
se ne andò,
dopo lungo tempo si trovò in un oscuro bar. Trovò
Trovò una chitarra folk a disposizione per i clienti
e nei bicchieri delle parole a caso.
Disse
“Quando sarà finito il rhum e il vino
le affiderò ai vetri di bottiglie”
Nel frattempo suonò i legni del Mogano e del Palissandro.
E cantava
più o meno così
“Sarebbe bello pensare a quante vite possibili avremmo potuto
vivere insieme”
“Ne abbiam lasciate di tracce nelle grotte
nell’attesa che ci trovassero
ma guardando verso fuori non abbiamo capito nemmeno
dove ci trovassimo
noi”
Perché un conto, vecchio mio, è il senso
dell’assenza,
un conto è il peso
della mancanza.
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ALBUM E INFORMAZIONI
La canzone Palissandro si trova nell'album Palissandro uscito nel 2024.

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L'articolo Chinò e il mare - Palissandro testo lyric di Chinò e il mare è apparso su Rockit.it il 2026-05-06 01:15:14
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