Band come Lama Tematica, Arturo e Bellicosi hanno regalato a questi cinque stalker torinesi tanti buoni motivi per raccontare, a modo loro, la realtà

Ossessionati da tutto ciò che è intimamente anomalo, strano, impulsivo, pazzo, deviato, spiazzante, i
Cibo trovano nell'apparente nonsense il concept che da “Appetibile” (2005), la loro prima registrazione
low-cost, li contraddistingue. Accolti a braccia spalancate dalla comunità punk-rock nostrana, il cantato in
screaming e growl in un italiano non comprensibile li avvicina subito alla scena grind mentre la musica li
trascina nel cuore del punk hardcore melodico, ricco di stop and go, sfuriate veloci e potenti quanto
demenziali. Ma i Cibo non fanno grindcore.
Peculiarità della band è presentarsi sul palco indossando i costumi più disparati: “durante un concerto un
tizio indignato pretese addirittura il microfono per chiedere davanti a tutti perché Giorgio si fosse vestito da
paperotto. Rispondiamo a lui e a tutti gli adoratori della scena rock: Giorgio da dieci anni si veste da
scimmiotto, poliziotto, prete, prete-poliziotto, ananas, pizza, tramezzino, aragosta, mago Merlino, morte che
racconta barzellette, Snoop Dogg [...] perché il gruppo ha due scopi: il proprio sollazzo privato e far sì che il
proprio cantante personifichi l’antitesi della rockstar.” Costumi di scena e improvvisazione
accompagneranno tutti i concerti, ma i Cibo non sono un gruppo demenziale.
In “Ignorante” (2006) le tracce sono più lunghe e curate e le etichette coinvolte ben diciannove tra le quali
Escape from Today, El Paso e Dadadischi. Tanti i metallari infoiati davanti al palco durante il live, ma i Cibo
non sono dei capelloni metallari.
Dall'EP “Qualità” del 2010, a detta di qualcuno “punk sparato al fulmicotone”, si intravede una svolta:
l'ascolto mira all'incoerenza passando da sponde fiabesche alla pura provocazione e un cantato
melodico ruba alcuni secondi nel brano “Che meraviglia”. Gioco-forza, qualcosa sta cambiando e questo
porta a una scelta artistica e a un cambio di line up.
“È la Torino che conta, senza nessuna etichetta dietro per giunta” narrava una recensione su Lamette e
giusto in tempo per confondere la critica, dopo l'ennesimo live senza sconti, Davide Pavanello (Linea77) si
interessa alla band e iniziano a cementarsi i contatti con INRI.
Nel 2014 un disco Incredibile è in arrivo.