Descrizione a cura della band

L'inno dell'ultimo imperatore d'Africa
Regard Sur Le Passé

Classica Orchestra Afrobeat
con Sekouba Bambino e Baba Sissoko

Epica musicale in tre movimenti
scritta da Bembeya Jazz National
diretta da Marco Zanotti

Registrata dal vivo al Teatro Alighieri di Ravenna

L’EPICA DELL’ULTIMO GRANDE IMPERATORE AFRICANO, l’Almamy Samori Toure dell’impero Wassoulou, è stata tramandata oralmente per molti anni dai griot mandingo. Nel 1969, sulla scia dell’entusiasmo per l’indipendenza appena conquistata dalla maggior parte degli stati del continente nero, la Bembeya Jazz National, probabilmente la più grande tra le orchestre africane di tutti i tempi, rese quell’epopea un’indimenticabile suite musicale, dedicandola all’allora presidente della Guinea Sekou Toure, nipote dello stesso Almamy.
Esempio di rara bellezza e stile, Regard Sur Le Passé racchiude in sé un valore storico e artistico senza paragoni, pietra miliare nella tradizione del vasto popolo discendente dall’antico Impero del Mali.
Nell’opera vengono narrate, cantate e suonate le gesta eroiche del condottiero Samory Toure, che sul finire del XIX secolo seppe resistere per più di vent’anni all’avanzata delle truppe francesi, ultimo baluardo prima della definitiva colonizzazione dell’Africa Occidentale.

“L’air que vous entendez est une composition
en l’honneur de l’Empereur du Wassoulou
l’Almamy Samori Toure
dont la lutte anticolonialiste a donnée naissance
aux plus belles chansons et gestes d’Afrique.”

La Classica Orchestra Afrobeat compie un’imponente operazione di recupero di quello che rappresenta un immenso patrimonio della cultura orale africana,arrangiando ed eseguendo questa “epica musicale” con gli strumenti e gli stilemi della musica colta europea.
Si trovano così a coesistere due metodi di espressione musicale apparentemente opposti tra loro come quello scritto e quello orale, oltre che due diversi immaginari collettivi di “orchestra”, molto distanti tra loro, eppure espressione allo stesso modo di una collettività artistica. Nei versi di questi racconti si perpetuano le dinamiche stridenti tra due categorie “costituenti” di una società quali l’indigeno e lo straniero, dinamiche che inesorabilmente generano tensioni, sofferenze ma anche arte e progresso.


Il solenne inno dell’impero Wassoulou è affidato alla splendida voce di SEKOUBA BAMBINO DIABATE. Griot mandingo divenuto leggenda in tutta l’Africa Occidentale, Bambino è originario della regione del Wassoulou ed ha una carriera alle spalle che inizia da giovanissimo proprio con la Bembeya Jazz, sul finire degli anni ’80, con la quale registra una mezza dozzina di album, prima di intraprendere una brillante carriera come solista. Riconosciuto internazionalmente come una delle più belle voci africane di sempre, in tutta l’Africa Occidentale è osannato da pubblico e critica.

La narrazione dell’epopea dell’Almamy Samory Toure è affidata al griot di etnia mandinga BABA SISSOKO. Cantante e polistrumentista originario del Mali ha all’attivo numerosi dischi a suo nome ed assieme alla band da lui fondata Taman Kan. Nella sua luminosa carriera ha collaborato, suonato e registrato con artisti quali Kandia Kouyate, Dee Dee Bridgewater, Art Ensemble of Chicago, Afrocubism, Sting, Omar Sosa, Roberto Fonseca, Salif Keita, sperimentando fortunate contaminazioni tra la musica tradizionale del Mali, il jazz, il blues e alcune musiche popolari di altre regioni del mondo, ad esempio Cuba e l’Italia. Nel 2009 il suo progetto “Mali Mali” viene insignito a Bamako del titolo di Tamani d’Oro d’Onore.

Credits

Sekouba Bambino Diabate - voce
Baba Sissoko - narratore, tamani, kamalen’goni,

CLASSICA ORCHESTRA AFROBEAT:
Alessandro Bonetti: Violino, Mandolino
Anna Palumbo: Percussioni, Fisarmonica, Balafon
Cristiano Buffolino: Percussioni
Cristina Adamo: Flauto, Ottavino
Elide Melchioni: Fagotto, Ocarina, Piffero
Fabio Gaddoni: Violoncello
Francesco Giampaoli: Contrabbasso, Basso
Marco Zanotti: Batteria
Rosita Ippolito: Viola da gamba
Silvia Turtura: Oboe
Tim Trevor-Briscoe: Clarinetto
Valeria Montanari: Clavicembalo

Canto tradizionale: “Keme Bourema”
Orchestrazione originale: Bembeya Jazz National, Guinee Conakry, 1969
Arrangiamenti: Marco Zanotti, Valeria Montanari
Direzione: Marco Zanotti
Illustrazioni e visuals: Fabrizio di Baldo and Matteo Zanotti

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