Non segue gli algoritmi, non rincorre le mode e, soprattutto, non ha una data di scadenza. PEZZONI VOL.3 raccoglie venti artisti che, ciascuno a modo proprio, stanno costruendo un immaginario personale tra pop, elettronica, cantautorato, indie, hip hop, shoegaze e tutto quello che c'è nel mezzo.
Non è una classifica e nemmeno una playlist da sottofondo.
Dentro c'è chi guarda agli anni Ottanta, chi riscopre il boom bap, chi attraversa il folk, chi sogna con l'elettronica e chi continua a credere nella forza di una buona melodia. Venti brani diversi, un unico denominatore comune: sono, semplicemente, PEZZONI.

PEZZONI VOL.3
Compilation
Descrizione
Credits
Alessandro Cerea – Fratello sacrificale
L'elettronica si intreccia con un pop sospeso e visionario, costruendo un paesaggio sonoro che sembra muoversi tra sogno e realtà. Un viaggio leggero ma capace di lasciare il segno.
Alessandro Zappulli – Non Trovi Anche Tu
Cantautorato solido, senza bisogno di effetti speciali. Zappulli sa esattamente dove vuole portare la sua scrittura e il risultato è un brano convincente e ben messo a fuoco.
ASTRASONORA – NOSTALGIA
L'immaginario anni Ottanta riaffiora tra synth luminosi e melodie pop, senza cadere nel revival fine a sé stesso. Una nostalgia che guarda avanti.
Cosmonauti Borghesi – Les Friques
Un pezzo che sembra nato per le casse all'aperto e i tramonti estivi. Radiofonico al punto giusto, con una leggerezza contagiosa che invita semplicemente a ballare.
Cous Cous a colazione – Vent'anni
Soul e R&B di fine anni Novanta rivisitati con gusto e grande freschezza. Elegante senza essere distante, suona familiare ma mai polveroso.
Crivens – AL SOLE (e non solo)
Pop da spiaggia nel senso migliore del termine: immediato, luminoso e costruito per accompagnare le giornate più leggere senza perdere personalità.
GIUSEPPE – Vanità
Tra urban e indie, il brano trova un equilibrio credibile senza rincorrere le etichette. Un'identità sfumata che diventa il suo punto di forza.
Kiwi Cave – Meet Me At The Lighthouse
Sotto la superficie pop emergono chitarre che guardano apertamente al grunge. Un contrasto riuscito che aggiunge profondità e carattere al pezzo.
Krisj Wannabe – Want It All
Shoegaze che avvolge e trascina, sostenuto da una produzione raffinata e mai ridondante. Un ascolto immersivo che vive di dettagli.
LIMNOV – Michael Myes
Un universo sonoro imprevedibile, in continuo movimento, dove ogni svolta sembra aprire una porta diversa. Caotico quanto basta per risultare magnetico.
Luca Scipioni – GIULIA
Pop dalla scrittura classica, con un gusto melodico che richiama la migliore tradizione sanremese. Diretto, pulito e senza inutili complicazioni.
maladie des if – spacca15 (harakiri)
Elettronica intima che sembra usare i sintetizzatori come strumento terapeutico. Un brano delicato, raccolto e sorprendentemente coinvolgente.
Margherita Andrenacci – magnolia
Produzione di altissimo livello al servizio di un cantautorato elettronico tutt'altro che prevedibile. Un brano che si prende il suo tempo e ripaga ogni ascolto.
Matteo Salzano – Canzone Brutta
Dietro al titolo provocatorio si nasconde un cantautore autentico, capace di emozionare con una scrittura essenziale e profondamente sincera.
Mimì Out – Che Vuo'Fa'?
Synth anni Ottanta e sensibilità pop convivono con naturalezza. Il risultato è un brano leggero, colorato e perfettamente a fuoco.
Status Limbo – Resto a Casa
Un pop che guarda alla scuola italiana dei primi Duemila, con richiami evidenti al Neffa più melodico. Familiare, ma con una personalità tutta sua.
Tiso – imperatore nerone, il mio gatto
Fragile e delicatissimo, costruisce la propria forza su chitarre leggere e un'atmosfera raccolta. Un piccolo brano che sa arrivare in profondità.
Veronica + – GRISELDA
Non c'è una nota fuori posto: scrittura, produzione e interpretazione remano tutte nella stessa direzione. Un progetto coerente che continua a convincere.
you – Nosebleed, Skinned Knees
Il ritorno del folk passa anche da qui, tra arrangiamenti essenziali e un'urgenza espressiva che profuma di nuova stagione. Semplice solo in apparenza.
1 44 9 8 – Esito
Boom bap dal sapore anni Novanta, con barre e produzione che riportano in primo piano un'estetica tornata sorprendentemente attuale. Un tuffo nel passato che funziona ancora.
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