Descrizione a cura della band

Per parlare di questo disco, si potrebbe partire dalle quattro menti che stanno dietro al supergruppo Craxi: Luca Cavina (Zeus!, Calibro 35) al basso, Andrea Belfi (Hobocombo, Rosolina Mar, Belfi/Grubbs/Pilia trio) alla batteria, Alessandro Fiori (Mariposa, Amore) alla voce e alla tastiera ed Enrico Gabrielli (Mariposa, Calibro 35) alla chitarra elettrica e al sax. A loro modo, quattro fuoriclasse dal grossissimo potenziale. O forse si potrebbe partire dal fatto che dei Craxi bisognerebbe parlarne al passato, perché i Craxi non esistono più. Con questo disco non correranno il rischio di riportare sugli scudi i garofani rossi, o di dover tentare sfuggire ad un altro linciaggio fuori dall'hotel Raphael: non c'è apologia nei Craxi. Craxi è solo un nome che suona bene.

Craxi è il nome di un progetto che è nato quattro anni fa, ha suonato su qualche palco prestigioso e poi si è dileguato, lasciando ad imperitura memoria le undici tracce che formano “Dentro i battimenti delle rondini”, ispirate dai tempi bui di venti o trent’anni fa, pensato e concepito nel 2009, fermato e registrato nel 2010. Non si è prestata troppa attenzione allo scorrere lineare del tempo, così da dare alla luce un disco che si può considerare a tutti gli effetti postumo. C'è poco di lineare anche nella musica, un insieme magico di pop stralunato, prog e postpunk come difficilmente se ne sentono. Inserti di sax che ricordano il John Zorn più incazzato (“Si appressa la morte, non ci è dato sapere cosa c'è al di qua”), ritmi di batteria a volte dilatati e ipnotici (“Rosario”), a volte dolorosi e serrati (“Drive Inn”), loop bassi che si attaccano all'intestino (“Le ali di Alì”) e chitarre acide che sembrano i Gang Of Four solo meno saturi e meno polemici (“Santa Brigida”). Non mancano nemmeno episodi più rumoristi (“Se me lo chiedi dolcemente”), o saliscendi a base di continue sferzate distorte (“Dentro i battimenti delle rondini”, la title-track).
 Canzoni che volano come rondini - la parola che più ritorna nei testi -, l'amore visto attraverso l'assenza dell'amore (“E tu non ci sei”) e poi il cinema, le noccioline brasiliane e le coltellate per avere più ferite da leccare, i telefilm dove la polizia non manca, i bicchierini di rosso e i canti anarchici. Pochissimi “noi”, nessuna aspirazione generazionale, solo storie affrescate con assoluta maestria.

Il disco è stato registrato in presa diretta allo Studio 75 di Milano e masterizzato al Che Studio da Tommaso Colliva (Calibro 35, Dente, Afterhours, Muse), a cui i Craxi nel loro testamento scritto attribuiscono una capacità ed un entusiasmo fuori dal comune, ed uscirà il 4 dicembre grazie ad una collaborazione tra Santeria e Tannen Records, distribuito da Audioglobe.
Un reperto affascinante e schizofrenico, per un gruppo che non voleva farvi ridere. Voleva lasciarvi a bocca aperta.

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