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Descrizione

«Lives of Ugly Demons» (L.O.U.D.), album desordio dei Cruel Experience è un lavoro composito: sette tracce che disegnano un percorso attraverso un universo musicale ricco di sfaccettature, ma che riflettono anche l'attitudine e la storia di una band che vuole fare musica scegliendo di stare in piedi sulle proprie gambe. E in effetti, L.O.U.D. è un disco che nasce dalla musica per la musica: interamente autofinanziato grazie ai live e registrato DIY, è il manifesto d'una voglia d'esprimersi appieno, senza filtri e senza compromessi.
In questo senso, la traccia iniziale, "Highway of Lies", è la chiave di volta per comprendere quel desiderio di emancipazione da una realtà individuale, sociale e musicale magmatica e conformista, che caratterizza l'intero lavoro (all your lies / will come back dead / you can't turn this shit to gold).
Quando il grigio della provincia soffoca aspirazioni e individualità sotto una coltre d'apatia (Have you tried to live in my town? / Nothing worth moving round my eyes (…) / Nothing gonna be real / and I'm so tired / Loud), acuendo il bisogno d'un contatto intenso, capace di rompere la gabbia della quotidianità (she keeps my hand on reality / scratch my mind with sexuality (...) she broke my mirror / and stepped inside / Bite the light) i Cruel Experience reagiscono, oscillando tra l'abbandono alla malinconia dei propri fantasmi (Bad Moon; Seven Years) e il desiderio violento di liberarsene, tra fantasie di distruzione (Teenage Smokeland) e sabbathiane magie rock 'n' roll (Help me Wizard). Il desiderio e la frustrazione, l'ambizione e l'apatia, i Black Sabbath e i Sonic Youth: di questi estremi L.O.U.D. sperimenta e armonizza ogni sfumatura, comprimendo due decadi di storia della musica in un disco che è prima di tutto una propria ricerca di libertà e indipendenza artistica e umana.

Credits

Efisio (voce/ chitarra)
Nicola (chitarra)
Andrea (Batteria)
Thomas (basso / voce)

Il disco è stato registrato negli studi della Boscow Records (Lucca),
mixato presso EL-SOP Recording Studio (Sesto Fiorentino) e masterizzato da Kristian Bell, della band inglese The Wytches.

Commenti

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