Femmena Femmena

Femmena Femmena

Dario Cuomo

2026 - singolo - Pop, Elettronica, Afro-beat

Descrizione

Femmena Femmena non parla semplicemente di una relazione finita. La relazione è il linguaggio attraverso cui racconto qualcosa di molto più universale.
Il protagonista sembra rivolgersi a una donna, ma in realtà sta dialogando con un’IDEA del femminile che lo costringe a fare i conti con se stesso.
Nei miei testi “l’altro” non è mai il vero problema, piuttosto è lo specchio. Colui che ci fa cogliere, attraverso l’incontro, qualcosa in più della nostra complessità. Uso storie intime, mie, per parlare di dinamiche umane più profonde, senza trasformare i personaggi in simboli fissi o in portatori di una morale. Il significato nasce dalla tensione tra ciò che i protagonisti desiderano e ciò che, inevitabilmente, non riescono a controllare.
In questo senso, Femmena Femmena non è più solo una donna, ma un’esperienza limite, o meglio, uno spazio in cui il tempo diviene decorazione, e l’esistenza cessa di esistere, in quanto diviene vita vissuta in quell’istante, dimenticandosi di se stessa. E in questo contesto, la memoria, la storia, non è più una mera serie di eventi, bensì di picchi emotivi. La realtà che lascia spazio all’intensità del vivere, e il protagonista non sta piu solo rincorrendo una donna, ma un’esperienza d’assoluto. Ogni uscita, da Ammore Miserabile in poi, esplorerà, attaverso il MacGuffin dell’amore, un diverso modo in cui l’essere umano si misura con i propri limiti: il possesso per Ammore Miserabile, l’annullamento per Femmena Femmena, e così via, fino a diventarne il tema cardine dell’album che sta nascendo/crescendo.
È sempre la tensione il motivo principale di ogni mio brano, un tira e molla tra la forza salvifica dell’amore e la crudele/cruda natura delle cose, e questa tensione, da buon conoscitore di cinema, mi piace portarla anche sul piano musicale. Sappiamo bene che l’emozione non è solo qualcosa di psicologico, ma di fisiologico. Un innamoramento, un attacco di panico, il desiderio. Non li vivi soltanto nella mente, li vivi nel respiro, nel battito, nella tensione muscolare.
Beh, mi sono posto quest’idea in mente, quest’obbiettivo: la musica non come vestito per il testo, ma come parte del significato. L’arrangiamento di Femmena Femmena nasce, in questo senso, non come modo per far capire all’ascoltatore cosa prova il protagonista, ma come modo per far PROVARE quella stessa emozione all’ascoltatore. Il testo racconta le emozioni che scaturiscono da quelle determinate esperienze, mentre la musica racconta le emozioni di quelle stesse esperienze. Il drop, ad esempio, che nasce dal mantra “nun ce apparammo cchiu” e che sembra volerti dire “balliamoci su”, in realtà ti sta dicendo: “adesso senti attraverso il corpo quello che le parole non possono più trasmettere”. È musica che racconta, che sfrutta il pathos delle dinamiche dei silenzi per farsi parte integrante del testo. Il ritmo dance, in questa prospettiva, va ad esaltare le stanze nostalgiche della memoria. Perché chiunque abbia vissuto una separazione, una notte importante, un’estate che non voleva finire, sa che spesso i ricordi più dolorosi non hanno come colonna sonora un pianoforte malinconico. Hanno una cassa in quattro, una pista, una macchina di notte.
Una canzone che tutti ballano mentre tu stai vivendo qualcosa di completamente diverso. Viviamo in un tempo in cui spesso sorridiamo mentre stiamo male. Balliamo con persone che forse non rivedremo più. Facciamo festa mentre dentro ci portiamo domande enormi. Mi sembrava naturale che anche la musica facesse la stessa cosa: farti muovere mentre il testo ti chiede di fermarti.
È la perpetua battaglia tra istinto e ragione, tra corpo e coscienza, tra ciò che si sa e ciò che si sente.

Credits

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