I Deaf Cities sono un duo indie/folk composto dagli "emigranti" vicentini Alessandro Luisetto e Paolo Montagna. Alessandro si è trasferito a Cavalese (TN) e Paolo a Milano ed entrambi viaggiano in tutta Italia ed Europa per lavoro. I due, amici d’infanzia e provenienti dallo stesso piccolo paese di provincia (Meledo di Sarego), dedicano i ritagli di tempo libero a fare musica assieme. Suonare, comporre e registrare diventa così un modo per ricaricare le batterie, esprimersi e comunicare che va al di là delle serate passate in gruppo davanti a una birra. Entrambi provengono da precedenti esperienze (in band punk/HC e rock) ma non hanno mai collaborato tra loro pur conoscendosi da una vita. Il progetto nasce dalla voglia di Alessandro di non chiudere in un cassetto le canzoni composte per chitarra acustica/ukulele/armonica e voce dopo il trasferimento in trentino e Paolo si rivela da subito il partner ideale per la sua calda voce e per l'apporto di idee originali.
Così nel giro di pochi mesi nasce spontaneamente "the infinite travelling", una sorta di diario della vita e soprattutto dei viaggi degli ultimi anni, una raccolta di facce incrociate nelle stazioni, di libri letti e musica ascoltata durante le attese, un concentrato di nostalgia di casa e di incapacità di restare fermi in un unico posto. Registrate badando al sodo, senza tanti fronzoli, le canzoni di questo album vogliono essere destinate a chi ascolta l'ipod guardando fuori dal finestrino di un treno o di un aereo o guidando un'auto per tornare a casa da un lungo viaggio.
Il disco ha la grande fortuna di avere anche come ospiti dei musicisti d'eccezione come Stefano Negro (Steve Black band), che arricchisce quattro brani alternandosi tra il pianoforte e il suo mitico organo Hammond, e Matteo "Ciube" Tabacco (Dufresne) che suona il basso nella prima canzone del CD.
"Ciube", nel suo Raptor Studio di Vicenza esegue anche un ottimo lavoro di mixaggio e mastering che consente ai Deaf Cities di ottenere il suono che si erano prefissati.